Pubblicato da: cescocesto | 19 settembre 2006

Crescere?

La scuola è iniziata, gente. Da ben quattro giorni. Tanti piccoli pischelli affollano i cancelli delle scuole elementari, reggendo sulle spalle zaini più grandi di loro, grembiuli chiari e scuri che difficilmente al termine della giornata saranno ancora puliti e carichi di sogni e aspettative; tanti ragazzini affollano i portoni delle scuole medie, giocando a fare i grandi con i cellulari, cominciando a seguire le mode, con il desiderio di crescere e cominciare ad essere indipendenti; tanti adolescenti affollano gli ingressi dei licei, alcuni fumando per farsi grandi, altri spacciandosi per conoscitori di politica e incitando alle autogestioni, alcuni pronti a sfuggire allo sguardo dei prof per andare a fare colazione al bar, altri intenti al ripasso mattutino dell’ultimo minuto, alcuni pieni di illusioni per un mondo che offre così tanto, altri già disillusi da un mondo difficile. E io, noi, per la prima volta non siamo lì. Dopo molti anni -quanti? tredici? di più?- noi non eravamo lì, in attesa della campanella, pronti ad entrare, per iniziare un nuovo anno, pronti a sgobbare, ma anche pronti ad arricchirci di conoscenze, esperienze, amicizie. No, per noi quelle fasi della vita (che alcuni definiscono "infanzia" e "adolescenza") sono finite; siamo cresciuti, noi. Cresciuti, già. Siamo universitari noi, mica scherzi! Siamo grandi noi! Già, grandi.. Ma cosa fa di noi dei "grandi"? Assolutamente niente. Certo, è vero, si è chiusa una fase più che importante della nostra vita, una fase fatta di sperimentazioni, di esperienze, di arricchimento personale, e ora ci aspetta una nuova fase. Una fase che, credo, sarà forse un po’ più difficile, un po’ più irta di difficoltà, ma anche di nuove amicizie, di esperienze, di novità. "Si chiude una porta e si apre un portone" dice un vecchio detto, e purtroppo non si torna indietro. Quante volte vorremmo rivivere un’esperienza passata, magari per correggere un’errore, oppure solo per il gusto di rivivere determinate sensazioni.. ma il passato non si rivive, si può solo ricordare. A volte con un po’ di tristezza, ripensando ai "tempi che furono", a volte con divertimento, ripensando all’ingenuità che avevamo. Beh, io credo però che il nostro passato costituisca le nostre radici, le nostre fondamenta: ciò che siamo stati difficilmente sarà dimenticato e su questo costruiremo il nostro futuro. Un futuro ancora avvolto nella nebbia dell’incertezza, della possibilità, un percorso ancora da compiere e tutto da scoprire. Ma sicuramente un percorso bellissimo se accanto abbiamo chi ci vuole bene, pronto ad aiutarci nei momenti bui e in quelli difficili.
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Responses

  1. oioi ma la smetti??tutte le volte mi commuovo a leggere ir tu blog..fai come me..scrivi due cazzate e nn dai noia a nessuno..ciaoooooooooo saluta tutti bonaaaaaaaaaaaa

  2. …Riesci sempre a commuovermi… ti volgio bene. ele

  3. uimmeni, non volevo che mi uscisse un interevento pseudo filosofico strappalacrime, ma mi è uscito..

  4. Complimenti per il tuo blog e per questo intervento davvero!!!
    Bravo!!!
    Si è vero il passato non si può rivivere nel senso "fisico" della cosa ma ogni volta che chiudiamo gli occhi e ricordiamo è un pò riviverlo, secondo me!
    Sarebbe bello poterlo rivivere per assaporare momenti che lì per lì sembrano insignificanti ma che poi ti mancheranno con il tempo… come quel grembiulino sporco!!!
     
    ***Pam***


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