Pubblicato da: cescocesto | 11 maggio 2007

Le maschere cadono, prima o poi.

L’altro giorno mi sono ritrovato, andando in motorino dopo una lunga chiacchierata, a pensare alle maschere che porta ognuno di noi. Spesso abbiamo sentito parlare delle "maschere" che ognuno di noi indossa, funzionali per rapportarsi con gli altri. Ma quando indossare una maschera diventa troppo?
Beh, sicuramente l’uso della maschera è quasi automatico e fisiologico nelle prime fasi di un rapporto: ognuno di noi è fatto da mille sfaccettature, contrasti, contraddizioni, insicurezze e pensieri contorti (chi più chi meno ovviamente..) e calarsi nella maschera che rappresenta un singolo degli aspetti del nostro carattere è necessario, per non schiacciare immediatamente ogni nuova persona incontrata con il peso della nostra complessità. Sì, la maschera ci aiuta a "semplificarci" nella prima fase del rapporto: ci concentriamo su pochi aspetti del nostro essere e li mettiamo in gioco da subito. Poi, se la conoscenza si fa più approfondita, la maschera diventa più leggera, e noi lasciamo che emergano altri aspetti del nostro modo di essere e del nostro carattere. Spesso invece la conoscenza rimane superficiale, e la maschera diventa la nostra "etichetta" nel rapportarci con gli altri, magari costringendoci a modificarla ogni volta, a seconda della persona con cui ci troviamo ad interagire. Credo che questo meccanismo automatico avvenga incosciamente, e come detto per il preciso motivo di "semplificarci" agli occhi di chi ci sta accanto. La fortuna nel trovare chi ci accetta per come siamo è che a quel punto la maschera si dissolve autonomamente, e il nostro essere, con tutti i contrasti e le insicurezze che lo caratterizzano, si libera e questo non può che dare un gran senso di serenità. Certo, questo accade molto raramente ed è una gran fortuna; spesso la maschera, una piccola parte di essa, rimane e quel "qualcosa in più" non esce mai, magari per nostro stesso volere, per mancata accettazione in primo luogo da parte nostra di quell’aspetto del nostro carattere. "Con lui/lei riesco ad essere me stesso", perchè questa frase vuol dire così tanto? Perchè alla fine, e questo non può che essere ovvio, portare una maschera resta sempre e comunque un peso, un limite, e trovare qualcuno con cui ci sentiamo liberi di sbarazzarcene ci rende liberi.
Come dicevo però, spesso decidiamo di tenere quella maschera, che in fondo può essere considerata uno "scudo" verso il mondo esterno. Per questo spesso decidiamo di calarci in una maschera che non ci appartiene e di mantenerla. Quanti di noi usano la maschera del "guappo" nelle prime fasi di un rapporto? Una buona percentuale, credo. E quanti ne conosco che, grattando un po’ e riuscendo a sfilare la maschera sono in realtà persone a volte ancora più sensibili della altre. Ma ci vuole coraggio a calare la maschera, e non sempre riesce. Ma, mi chiedo, vivere giorno dopo giorno sotto quella maschera, che alla fine non è nemmeno un aspetto del nostro carattere, non è pesante? Non è faticoso rapportarsi agli altri in maniera non spontanea? Quando per natura reagiremmo in un modo ma la maschera che ci siamo imposti ce ne impone un altro, non è faticoso? E allora, spontaneamente e per necessità, a volte la maschera viene calata. E tutte le debolezze vengono raccontate, rivelate, forse nella speranza, più che di un aiuto, di un’accettazione di noi stessi.
E alla fine della giornata, chi l’ha trascorsa cercando di svelarsi agli altri è sereno, e chi l’ha passata dietro una maschera non sua si ritrova da solo, con sè stesso, dopo che tutte le maschere sono cadute. E può decidere di affrontare i dubbi, le paure e mettere in gioco la sua complessità e le sue debolezze agli occhi del mondo o girarsi dall’altra parte e decidere di infilare, anche il giorno successivo, quella maschera, che sa bene che non gli appartiene.
 
Non so bene se sono riuscito a far capire quello che volevo dire, lo ammetto.
Fatemi sapere come la pensate..
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Responses

  1. Io ho capito benissimo quello che volevi dire e sostengo a pieno quello che hai scritto.
    E\’ vero, le maschere ci sono, fanno uscire una parte di noi oppure sono il come vorremmo apparire agli occhi degli altri…ma dopo un pò o questa maschera crollla perchè nn si sente più il bisogno di portarla oppure diventa un peso, perchè capiamo che facciamo fatica a far finta di essere in un modo che nn è il nostro…allora questo diventa il momento più importante…si fa crolllare la maschera che nn va bene e mettiamo il nostro vestito più bello…il nostro Io, la nostra persona.Il nostro piccolo e grandissimo Io…che è cosi importanate quando ci rapportiamo con qualcuno.
    Perchè è cosi importante?perchè è proprio l essenza più profonda di noi…che è difficile mostrare, perchè a volte va ancora scoperta=)…sbuca fuori vivendo..piano piano…
    la spontaneità è una cosa preziosa…va curata e donata.
    Tu a scrivere queste cose sei stato te stesso….anche scrivendo, viene fuori la tua persona…il tuo essere cesco…
    un bacione…eli

  2. ah,…"n pentirti, nn giudicarti, sii quello che sei e nn c è niente di meglio al mondo"questa è proprio la frase
     del mio blog…

  3. Mmm… 🙂 credo di sapere chi sia la persona con cui hai fatto la "lunga chiacchierata" prima di andare in motorino e partorire il preludio di qst intervento…e sicuramente,nel crederlo,(che ciò sia vero o no)sono molto presuntuosa!! 😉
    Beh,saprai già che appoggio in pieno tutto ciò che hai detto.
    Come te(e come Pirandello ancor prima!)penso che tutti quanti indossino maschere che cambiano a seconda delle persone e delle situazioni con cui si confrontano.
    Ciò accade solo x insicurezza,a mio avviso. Xkè se le maschere servono,come hai detto tu,"per non schiacciare immediatamente ogni nuova persona incontrata con il peso della nostra complessità",servono anche e soprattutto x difenderci dal giudizio altrui sulla nostra vera personalità. E qst dipende inevitabilmente dall\’insicurezza: vogliamo difenderci dal giudizio altrui sulla nostra vera personalità xkè siamo convinti che questa nn piacerà. E x pensare ciò vuol dire che essa nn piace a noi stessi.
    Inoltre,più si è fragili,più nn si vuole mostrare la nostra fragilità.  Xkè si sa che la gente,quando trova una persona fragile,purtroppo,anzichè proteggerla(come questa avrebbe dannato bisogno),la schiaccia.
    Quindi,riassumendo… insicurezza+fragilità=maschere.
    Infatti le persone + sicure di se stesse(sicurezza qui nn vuol dire essere sboroni,ma essere in pace con se stessi)sono quelle che delle maschere hanno meno bisogno. (Nn dico "nn ne hanno bisogno",xkè TUTTI portano maschere,chi + chi meno).
    La cosa preziosa,quindi,soprattutto x chi è consapevole di essere fragile -ma in generale il discorso è estendibile a tutti- è trovare quelle(poche)persone che capiscono,apprezzano e amano anche la nostra essenza + profonda,senza giudicarla nè schiacciarla,e con cui quindi si può essere se stessi + che si può(ovviamente nn lo si è mai al 100%).
    Xkè è proprio abbassare (mai abbandonare!)la maschera con serenità che ci dà la sensazione + bella al mondo.
    Sì,queste persone con cui poter abbassare la maschera,come ho detto,sono poche… ma con un po\’ di pazienza si trovano.
    E io,tra l\’altro ultimamente,credo di averne trovata proprio una che ti è MOLTO familiare… (??)
    🙂
    A buon intenditore… 😉
    Mille baci,Puccio!


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