Pubblicato da: cescocesto | 30 ottobre 2007

Ciao Ale

Non potrò mai dimenticare le sue parole quelle sera. Sentii il vuoto crescere in me, mentre invano cercavo delle risposte che nessuno aveva. Come? Perchè? Perchè lui? Perchè ora?
Amico mio,
ancora non sono riuscito a lasciarti andare. A volte, lo ammetto, vorrei egoisticamente riuscire a dimenticarti. Vorrei smettere di sognarti, smettere di pensare al tuo volto. Quella ferita per me, per noi, è ancora aperta, profonda. Cerchiamo ogni giorno di nasconderla sotto i pensieri felici e le risate. Fingiamo, non volendo, di averti dimenticato, di aver superato il dolore, di esserci lasciati alle spalle quella oscurità. Ma bastano poche parole e tutto riaffiora, come se fossi oggi quel giorno di due anni fa. A volte vorrei saper piangere, vorrei potermi lasciar andare, ma da quel buio non c’è ritorno. Altre volte vorrei essere forte, vorrei poter dire a chi piange di appoggiarsi a me, che gli offrirò una spalla e delle parole di sicuro conforto, ma poi il silenzio vince sulla bocca.
Nessuno di noi ne è in grado, nessuno di noi sa come si fa. Come si dimentica.
Dimenticarsi di te, del tuo nome, del tuo sorriso, di quegli attimi passati insieme, scorci di un’altra vita. Non è questa la via, e sbaglia chi ingenuamente cerca di percorrerla. Non possiamo lasciarti andare, non credo sarebbe giusto credere di esserne in grado. Da parte mia, scrivere mi aiuta, posso razionalizzare quei pensieri a prima vista tanto oscuri e confusi. Scriverti, parlarti, come se tu fossi qui. Vorrei che tu fossi qui. Vorrei, oggi, credere in "qualcosa di più", credere che ci sia un’altra vita, che tu stai vivendo da qualche parte, magari con una brillante aureola in testa..
Posso solo credere che tu continui a vivere in noi, nei nostri gesti e nei nostri ricordi. Perchè in fondo nessuno è tanto ingenuo da credere che ti dimenticherà; e io, forse altrettanto ingenuamente, continuo a credere che sia la tua mano a guidare la mia quando uso un lapis e una gomma.
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Responses

  1. parlando con daniel ieri ci siamo resi conto che l\’utopia di tornare indietro è sempre la preferita di noi ragazzi dragonball legati alla possibilità di cancellare il male attraverso 7 sempici sfere…il problema è che siamo abituati a sentire raccontare dal telegiornale cose terribili che ti restano dentro si e no 10 minuti…egoisticamente ironizziamo sulla  fortuna che non sia successo a noi o ai nostri cari…e quando poi succede qualcosa di terribile e inaspettato capisci la spietatezza della vita e la sua indifferenza al dramma…l\’articolo sul tirreno x aston l\’avranno letto in 100.000 persone a Livorno ma solo una quarantina quella sera non ha potuto dormire…qualcosa si è spezzato per sempre e il ricordo è come una cicatrice che fa male ogni giorno e che non ti abbandona col passare del tempo e non lo farà mai…quel filo di amicizia che ci unisce è solamente quello dei punti che si applicano sulla ferita…è necessario certo…ma farà male per sempre…


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