Pubblicato da: cescocesto | 31 marzo 2008

Famiglia orgogliosamente laica o rigorosamente sposata?

Oggi stavo pensando alla famiglia. Ma cos’è la famiglia, oggi?
Per la nostra Costituzione la famiglia è una "società naturale fondata sul matrimonio".
Nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo si parla di famiglia come "nucleo naturale e fondamentale della società".
Wikipedia definisce la famiglia come "costituita da un gruppo di persone che vivono insieme, oppure da più gruppi di persone aventi in comune la discendenza da uno stesso progenitore o progenitrice, da una unione legale o da una adozione".
Ma quante e quali di queste definizioni hanno valore ancora oggi?
La più opinabile è la definizione data dalla nostra Costituzione; certo, era calzante 60 anni, quando probabilmente era impossibile immaginarsi lo scenario che ci figuriamo noi al giorno d’oggi, certo è che non si adatta più alla famiglia di oggi: la famiglia ormai può nascere anche senza il matrimonio, o dalle ceneri di esso.
Invece è vero che la famiglia è tutt’oggi, e probabilmente lo rimarrà per molto tempo, se non per sempre, il nucleo fondamentale della società, esattamente come predetto nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.
La famiglia, come nucleo stesso della società, muta e cambia in relazione ad essa: la società cambia se cambia la famiglia, e la famiglia si adatta e muta in relazione alle trasformazioni della società. 60 anni fa l’Italia era un paese cattolico, in cui l’accezione di famiglia era sì quella di società fondata esclusivamente sul matrimonio tra uomo e donna; oggi, in un paese che ha teoricamente lasciato andare le sue "radici cristiane" per abbracciare una concezione laica della società, che ha sdoganato (sarà il termine giusto?) l’omosessualità e accettato il divorzio, la famiglia è diventata qualcosa di diverso. Non migliore, neanche peggiore, ma qualcosa di diverso. Le cosiddette "famiglie allargate" sono una realtà cominciata 10-15 anni fa, le famiglie gay sono anch’esse realtà da anni ma solo da pochi hanno assunto una rilevanza sociale, poiché sono molto aumentate in numero, le "famiglie di fatto" sono anch’esse in aumento esponenziale negli ultimi anni, vuoi perché nate dopo un divorzio, vuoi perché formate da due persone che non credono che sia necessario un contratto per dichiarsi amore e sostegno, vuoi, anche, perché un matrimonio costa parecchio al giorno d’oggi. E allora, non è ottuso e bigotto continuare a definire la famiglia come organismo sociale originato esclusivamente da matrimonio (preferibilmente in Chiesa, grazie) tra uomo e donna? Non è paurosamente riduttivo?
Perché dobbiamo ritrovarci manifestazioni come il "Family Day", a cui sono ammesse solo le famiglie che hanno particolari requisiti? E allora chiamalo "Tradizional Family Day" (anche vella, si vole fà i ganzi coll’inglese, perché "Giorno della Famiglia" ‘un andava bene?), che poi sennò mi fai venire i complessi che quella che per 20 anni ho pensato fosse la mia famiglia in realtà è un pastrocchio socio-economico-religoso frutto di fornicazione tra due miscredenti non sposati. E dall’altra parte "Orgoglio laico". Sì, anch’io orgogliosamente laico, ma è possibile che nel 2008 due termini come "laico" e "famiglia" non possano venire in contatto? Perché una famiglia nata grazie ai PACS, scusate, DiCo, scusate, com’è che li voleva rinominare Uolter? Vabbè, loro, perché una famiglia del genere e una famiglia nata dal matrimonio non possono trovarsi sullo stesso piano giuridico, avere gli stessi diritti e sì, gli stessi doveri? In Francia c’è una legge dal 1998, dieci anni fa, in Spagna ha provveduto a fare una legge in merito non l’attuale governo di sinistra, ma il precedente governo di destra, e dal 2004 le unioni civili sono riconosciute pure in Tasmania. Da noi c’hanno provato a Roma, organizzando una specie di elenco delle coppie conviventi, e sono incorsi nelle minacce dei vescovi.
Credo sia stancante, e forse avvilente, continuare a sentire parlare di "famiglia tradizionale" al giorno d’oggi, quando si vedono matrimoni sfasciarsi dopo due anni e mezzo e coppie peccatrici e scomunicate reggere insieme un’intera vita. Siamo circondati da famiglie fuori dai canoni: giovani che mettono su famiglia decidendo di non sposarsi per vari motivi, coppie gay, divorziati che fanno figli insieme, l’altro giorno ho trovato pure la foto di un uomo ex-donna incinto perché aveva ancora l’utero. E noi invece di darsi da fare per tutelare queste famiglie, in costante crescita, si parla ancora di tradizione e tradizionale, di benedizione e confessionale.
Eppure, per me, alla base della famiglia ci dev’essere l’amore, la fiducia e il rispetto, non una benedizione ecclesiastica.

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