Pubblicato da: cescocesto | 23 aprile 2008

Relationshipssss

D.A.S.P.
 
Oggi pensavo alle relazioni.
Amore, amicizia, rivalità, solitudine, sono tutte parole a noi notissime, con cui ci confrontiamo ogni giorno. La solitudine è parte della vita di ognuno di noi, sia essa per noi "cosa buona e giusta" o uno spauracchio da cui è meglio fuggire andando in città. Per me un po’ di sana solitudine è cosa buona e giusta, un ché di fisiologico, un apostrofo tra le parole "oggi sto per i cazzi miei". I momenti di solitudine sono quelli in cui ci ritroviamo soli con noi stessi, le nostre idee, i nostri pensieri, le nostre paure. Forse è per questo che tanta gente ha paura di stare da sola, rifiutando la solitudine per paura di quel vuoto che si troverà di fronte (altri per paura di capire che hanno un malsano rapporto col loro cervello, in sciopero da anni, ma questa è un’altra storia). Eppure una grande mente di svariati secoli fa ci spiegava che il vuoto non deve intimorirci, perché è quella parte di noi che ancora non abbiamo scoperto; se poi sappiamo che in quel vuoto si trova la consapevolezza di qualcosa che ancora rifiutiamo, è un altro paio di maniche, nonché, anche questa, un’altra storia. La solitudine, quella positiva, ci mette in contatto con noi stessi, stimola e fa crescere; personalmente, moltissime idee mi vengono in mente mentre sono in compagnia, ma, se non avessi degli attimi solo per me, perderei tutto, e credo che questo valga per ognuno di noi. Certo, la solitudine non deve diventare un rifugio, uno scudo contro un mondo di cui abbiamo paura, né essere sintomatica dell’abbandono di chi ci dovrebbe voler bene, perché allora sì che i pensieri diventano paranoie!
Ed è da lì, dalla solitudine di ognuno di noi che nasce il bisogno della relazione, dello scambio, del confronto, quel bisogno che è dentro ognuno di noi.
A che serve scrivere un libro se nessuno lo leggerà mai, a che serve elaborare concetti e pensieri critici se non si ha nessuno con cui discuterne, a che serve fare un blog ganzissimo e metterlo privato? O, più banalmente, a che serve inventare la battuta più spiritosa al mondo se nessuno ne sorriderà mai.
Ecco a che servono le relazioni: sono il ponte tra noi e gli altri, la società, il mondo esterno a noi. Ma non solo: le relazioni, quelle significative (che, aimé, non sono che una minima parte delle relazioni in toto), sono un processo di continuo scambio, confronto e, soprattutto, di crescita. Un altro grande pensatore diceva che mentre due persone parlano si modificano vicendevolmente, dando ognuna un contributo al pensiero dell’altra.
E dalle relazioni nascono i rapporti, e dai rapporti nascono le amicizie.
E capita anche di sbagliare, perché siamo umani, capita di trascurare amicizie per dar spazio ad altri rapporti, meno significativi ma a cui in quel momento sembra necessario dare rilevanza. E allora nascono le discussioni, sempre costruttive. Il confronto, il perdono, il riso dopo la pace, è questo il bello dell’amicizia. Che esce più forte di prima dopo la burrasca. Non sempre si capisce subito se un rapporto sarà importante o meno, spesso ce ne rendiamo conto a posteriori. Rapporti durati anni interi, scambiati per amicizia si rivelano polvere, e a volte fa male. Ma, altrettanto spesso, questi rapporti si radicano in noi, e ci conducono avanti nella vita, crescendo insieme, sempre legati da quel filo invisibile che a volte trema, sembra spezzarsi, ma poi ritorna più solido di prima.
 
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Responses

  1. Un\’aggiunta che avevo dimenticato: dopo un intervento con ben 9 (nove) commenti, posto un intervento pseudo-filosofico per riequilibrare la cosa.

  2. Salve,
    Parte di verità celano le righe che hai scritto, la solitudine è spesso e volentieri la compagna di una vita, basta saperla sfruttare… stare soli significa scoprire se stessi…scoprire se stessi serve per relazionarsi agli altri…
                     
                                                                                                                                     Okami

  3. Un intervento così filosofico è un po\’ pesantuccio..aggravato poi dal commento ricco di suspance di codesto "okami" (chissà quale entità misteriosa si cela dietro a questo nome..). In ogni caso non posso che essere d\’accordo, sarà che viviamo insieme da 21 anni ma la pensiamo allo stesso modo (solo su questa cosa, tengo a precisare!). Vorrei solo aggiungere che è importante anche che ci sta vicino RIESCA A CAPIRE quando abbiamo bisogno di stare un po\’ da soli, senza prenderla come un rifiuto della sua compagnia (perchè non lo è assolutamente), ma solo come un momento costruttivo di cui tutti abbiamo bisogno..e magari, invece di avere a che recriminare, potrebbe fare lo stesso e crescerebbe anche lui/lei (senza riferimenti alle fidanzatelivornesiappiccicose.. sì, proprio voi!!).
    Ps. l\’importante è anche non esagerare, altrimenti le fidanzatelivornesiappiccicose s\’incazzano e hanno anche ragione..ma questa è un altra storia che tratterò in un altro commento.
                                                                                                                                                            FRATELLO

  4. "un amico è come una stella..non sempre la vedi poichè spesso siamo troppo indaffarati x accorgersi di lei xke presi dalla troppa fretta e dai pensieri che la vita ti riserva..ma sai che esiste e basta fermarsi un attimo e alzare la testa x vedere che lei è sempre li..che ti osserva, ti segue che non ti abbandona mai.."un filo invisibile che niente e nessuno può spezzare..a volte è più corto, a volte è più lungo xke più lontani ma è proprio in quei momenti che quel filo si rafforza e ti guida quando sei confuso incerto o hai bisogno di qualcuno e in particolare di quel qualcuno, quel filo che sempre unisce e tiene insieme i cuori di due persone..ed è ben diverso dall\’amore xke è qualcosa di più..è l\’amicizia!Sa \’osa..e sono gavinoso a scrive..via giù in nome dell\’amicizia appena postata ti perdono x aver votato IdV, ma stai attento che alla prossima ti depenno dalla lista degli amici..e il filo lo taglio con le forbici stile le parche di hercules..

  5. Anche se attenzione, la solitudine può diventare un\’arma a triplo taglio: quando, come hai detto tu, non è più un modo per conoscersi meglio (primo taglio), ma diventa un rifugio (secondo taglio), nel caso tu ti accorga che ti stai alienando e che conseguentemente tu decida di cambiare, avrai allora il sacro terrore di rimanere da solo (terzo ed ultimo taglio – dopo tutti sti stagliuzzamenti, un po\’ di tregua). Lo dico per esperienza personale, da una che più orsa non si può.Anche se ora che ho riletto il mio commento mi rendo conto che ho scritto in modo un po\’ confusionario, ma spero si capisca…

  6. E concordo con te a proposito del "blog ganzissimo ma privato". Pensa te che io il mio diario (cartaceo, sì ammetto che ero una di quelle lì con il diario personale) lo scrivevo ragionando come se qualcuno dovesse leggerlo casualmente. Così mi dispiacevo se nessuno rideva delle battute che scrivevo, cosa ovvia dato che il diario era personale. Rendendomi finalmente conto dello spreco di emozioni – quali dispiacere, senso di trascuratezza, ecc. – nonchè dello spreco di carta, ho aperto il blog.Passo e chiudo.

  7. oioi danie, lo sai c\’avevo pensato anch\’io alla \’osa delle Parche? si vede che siamo la (ottima) generazione dei film Disney di Qualità!a volte quelle stelle non le vedi perché c\’è un po\’ di nuvolo in cielo, ma lo sai che ci sono.n.b.: ottima cosa i blog pubblici, tutti da spillaccherà


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