Pubblicato da: cescocesto | 25 maggio 2008

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Vi dite mai "Che bello sarebbe tornare al liceo"? Domanda retorica: so che ve lo dite, ve lo leggo negli occhi!
Tornare alla routine di quelle mattine così piene, fatte di interrogazioni, compiti, lezioni pallose e altre ganzissime, passeggiate sulle rampe, corse per le scale perché la campanella è suonata, pomeriggi trascorsi a fare imbuzzate mangiando biscotti e succhi di frutta. Tornare a quando il nostro mondo si fermava lì, e forse le cose erano un po’ più semplici, e i problemi più grossi consistevano nel riuscire a uscire di classe cinque minuti prima per prendere uno dei dieci tramezzini dello spaccio (sennò non si spiega come mai alle 11.07 erano già finiti), o farsi passare la versione di latino da chi era riuscito a trovarla su internet.
Chissà come sarebbe vivere ora, con la maturità che volenti o meno stiamo acquisendo, quegli anni: probabilmente sarebbe tutto diverso. Eppure là, tra quelle mura di triste cemento, nulla è cambiato. Chiedetelo a Daniel, che era con lì con me sabato mattina. Il Giannini sbraita e urla come al solito, ma si è aggiornato e ora ce l’ha con quelli del PD, che l’hanno candidato a sua insaputa; la Gracci cerca ancora ogni scusa pur di non fare lezione (e infatti era in laboratorio) ed è sempre un’aspirante Ultrà; la Dini mi guarda sempre con gli occhi dell’amore e la Tinti è in ritardo come al solito. E’ una sensazione agrodolce: quel piccolo mondo non è cambiato, ma noi lo siamo.
Ma le radici però, anche se stanno sottoterra, al buio, nascoste, sono la parte più importante della pianta: perché noi dall’esterno vediamo la corteccia, le foglie, i fiori, ma il nutrimento deriva dalle radici. E le nostre radici sono le lezioni di vita del Giannini, l’ozio con la Gracci, le risate con Moreno, i dibattiti col Dimitri, le litigate con la Dini e perché no, le pallavolate con l’Isolani. Sono quelle radici che ci hanno fatto arrivare dove siamo e, domani, un po’ più in là. E spesso andare a ricercare e rivivere le proprie radici aiuta a ritrovare la strada davanti a noi, quella che ci permetterà di far sbocciare i fiori.
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Responses

  1. Bellissimo intervento!
    …quanta nostalgia per quel piccolo mondo!…
    A presto!
    Giulia

  2. e allora fammi piangere oh..e pensare che non vedevo l\’ora finisse..mah..beata gioventù..(come se ora avessi 50 anni..)

  3. Per quanto riguarda me…nn rimpiango il liceo..ma perchè un unità nella classe nn c era più dopo la terza superiore…fatto sta che però mi ha lasciato sempre tanti ricordi e insegnamenti.mi mancano le lezioni…di architettura, di filosofia, …non sento più quel terrore di essere interrogata all improvviso a matematica…di sudare freddo davanti alla lavagna…il che è un bene.
    No, preferisco molto di più l università per la libertà che mi può dare e perchè posso conoscere più persone e nn stare con la solita cerchia di conoscenti.
    Eli=)

  4. Mi devi 15 euri di fazzoletti…

  5. Mi devi 45 euro e non di fazzoletti…apparte gli scherzi a me la Tinti non manca proprio una sega!!!!!!!!

  6. Ne parlavamo giusto l\’altro pomeriggio…
    Io tornerei volentieri un altro pò al liceo per essere ancora coccolata nella bambagia, e con quel pizzico di maturità in più che abbiamo acquisito in questi due anni, magari sarebbe diverso, magari migliore…


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