Pubblicato da: cescocesto | 15 giugno 2008

C’erano una volta un ragazzo e un computer..

C’era una volta un ragazzo che viveva in un grande castello e aveva un computer. Un computer che lui amava, che gli aveva regalato ore ed ore di gioco a The Sims, ore ed ore di musica di ogni genere, ore ed ore di film e telefilm; un computer che custodiva le sette e mezzo riscritture del suo incompletissimo aspirante libro. Il ragazzo amava il suo computer, si assicurava che avesse sempre l’alimentazione attaccata, che i vairus non lo insediassero, che tutti i gadget che aveva attaccati funzionassero. Sì, il ragazzo e il suo computer avevano un ottimo rapporto, di amore e stima reciproca.
Ma il rapporto tra i due era incompleto, mancava qualcosa.. Mancava una connessione, che portasse il rapporto tra i due a nuovi livelli.
In principio cercò di convincere sè stesso e il computer che quella carenza non era importante. "Non preoccuparti, io tengo lo stesso a te. Anche se non sei completo sei funzionalissimo" gli disse una sera, mentre guardavano le ultime puntate di Scrubs. Il computer e il ragazzo credettero a quelle parole e continuarono ad essere amici. Col passare del tempo però, la mancanza di quella connessione cominciò a logorare il ragazzo. Era una cosa piccola, ma a lui sembrava un difetto immenso.. Lui e il computer si allontanarono, e il ragazzo cominciò a cercare scuse per non usarlo più: ascoltava la musica dal suo iPod, guardava i film alla televisione e usava il computer solo quando doveva scrivere, il chè accadeva sempre più raramente.
Poi un giorno arrivò il mago di corte, Fastuebo, che fornì al ragazzo la possibilità di ottenere una connessione. Purtroppo però, il portale magico che permetteva il collegamento venne aperto al piano superiore del castello, inaccessibile al ragazzo e al suo computer. E così una notte, mentre il ragazzo vagava tra le ale del castello, scoprì una stanza nascosta. Entrò piano, e lì vi trovò un altro computer. "Ciao" gli disse dal suo microfono con tono ammiccante. "Io credevo che il mio computer fosse l’unico nel regno!" esclamò il ragazzo, sinceramente sorpreso. "Beh, io sono un po’ più recente del tuo esemplare. Ho 6 porte USB 2.0 e la tastiera uairless!" rispose il computer, con tono compiaciuto. Il ragazzo sussultò: "Porte USB 2.0? Credevo fossero una leggenda! E la tastiera uairless credevo la possedesse solo il Barone Bill Gheits!". "E in più.." la voce del computer si fece sussurro. "..ho una connessione" disse. "No! Giuramelo!" disse il ragazzo, incapace di contenere lo stupore. "Ebbene sì. Ed è a tua disposizione. Mi trovo nella stanza accanto al portale, vado a velocità pazzesche!". Il ragazzo ebbe quasi un mancamento.
E così trascorsero i giorni. Giorni nei quali il ragazzo cedette al fascino del computer appena conosciuto, un computer che poteva dargli ciò che l’altro non poteva. E così il ragazzo e il suo vecchio computer si persero di vista. Aumentarono i giorni in cui il vecchio computer rimaneva spento, mentre il ragazzo era sedotto dalla connessione del nuovo computer, che gli permetteva di fare e vedere cose che l’altro computer non poteva.
Così una notte, dopo aver passato ore con l nuovo computer, il ragazzo entrò in camera e decise di guardare un film col vecchio computer. Quando lo accese il vecchio amico gli chiese: "Dove sei stato per tutto questo tempo?". Il ragazzo esitò qualche secondo, poi sparò a caso: "Studiavo!". Il silenzio del computer cancellò la bugia appena detta. "E’ solo che.." tentò di giustificarsi il ragazzo. "..lui ha una connessione. Ti capisco, non preoccuparti. Ma in questo periodo in cui non ci sei stato, le mie ventole si sono impolverate, ora faccio fatica a riprodurre i filmati. E i miei microfoni si sono rovinati per non aver lavorato per tanto tempo, non riesco più a riprodurre la musica come prima. Mi dispiace, il mio processore si sta spegnendo.." disse con voce roca emessa dai microfoni invecchiati il computer. "No, non lasciarmi!" supplicò il ragazzo. "Anche se riuscissi a tornare quello di un tempo, non avrei la connessione, non riuscirei ad essere quello che tu vuoi.." rispose il vecchio e stanco computer. "Non mi importa, posso farne a meno, ho bisogno di te!" disse il ragazzo.
E siccome questa è una favola, dal nulla apparve la fata madrina del nostro giovane protagonista. Con un lungo abito azzurro e una bacchetta in mano, la Fata Azzurrina sorrise al nostro disperato amico. "Ho sentito le tue suppliche mio protetto, e aiuterò te e il tuo amico computer. Ecco qua!" e con un gesto di braccio fece comparire due grossi aggeggi grigi. "Questi sono adattatori. Permettono di trasferire l’energia del portale fino al tuo computer. Devi metterne uno qui, e uno nella stanza dove c’è il portale, e anche il tuo amico disporrà di una connessione" concluse la fata. "Oh grazie fata! Non so come ringraziarla!" gioì il ragazzo. "Sono trenta euro a pezzo, IVA inclusa" disse la madrina allungando la mano. "Sai, sono tempi bui anche per noi fate madrine. Che credi, che l’euro e l’inflazione con la magia si sistemino? Tempi bui ragazzo mio.. Oh, grazie!" esclamò quando il ragazzo le mise in mano le tre banconote blu, che perfettamente si intonavano con il suo abito. Uno sbuffo di polvere e la fata era scomparsa. "Funzionerà?" si chiese il ragazzo. Appoggiò uno degli aggeggi accanto al computer e poi corse al piano di sopra, e appoggiò l’altro vicino al portale magico. La pietra si accese di un verde intenso e il ragazzo capì chge aveva funzionato! Tornò a corsa dal suo vecchio computer, che aveva già avviato emmessenne. "Quanto mi conosci!" esclamò il ragazzo sorridendo.
E così si conclude la nostra storia. Persa la sua preda l’altro computer tentò di sedurre la madre del ragazzo, ma gli fu i poca utilità: la donna lo usava solo per scrivere lettere e col tempo fu lui a diventare polveroso e arrugginito. Il mago Fastuebo continua ad aprire portali magici nelle case della gente, mentre la Fata Azzurrina si è data al commercio online, e fa affari d’oro. Il ragazzo e il suo computer trascorsero momenti belli e interessanti nel mondo oltre il portale, ma continuarono anche a guardare film e ascoltare musica, dopo che il ragazzo ebbe aggiustato il suo vecchio amico. E ovviamente vissero per sempre felici e contenti.
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Responses

  1. che bella storiaaaaaa….=)

  2. Giuro che stavo per mettermi a piangere, a metà della storia… ma poi giustizia è stata fatta.

  3. tutto questo casino x dire che hai messo finalmente internet anche in camera tua?? bastava mezza riga..ahahah..tuttavia se conosco bene i miei polli non hai ancora messo fastweb in camera e questo è solo il finale che da qualche anno immagini..cmq non hai accennato a file segreti che contiene il computer e che per il bene della popolazione è meglio se restano segreti..

  4. Si bella storia…ma il ragazzo alla fine non si dovrebbe sposare con il computer???????

  5. Eh, Ema.. questo mica è un film americano!E Danie.. dovevo dare il giusto rilievo alla cosa avendo io aspettato una vita (e oltre). I file segreti sono ovviamente archiviati e iper protetti!

  6. toccante, veramente toccante… tu si che capisci che significa soffrire per la mancanza della CONNESSIONE…


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