Pubblicato da: cescocesto | 30 giugno 2008

Questione di denti.. e di malvagità!

Non ho mai fatto mistero del mio terrore per le annuali visite dal dentista. Anni di apparecchio, un dente da latte letteralmente estirpato perché non voleva abbandonarmi, una carie curata in età infantile e quindi messa nel mio rimosso, mi hanno segnato per sempre.
Ogni volta che quella sorridente e ridanciana segretaria (assunta per far passare un senso di ottimismo in chi riceve la Telefonata) mi chiama a casa, mi si gela il sangue. "E se avessi una carie che deve essere otturata?" mi chiedo ogni volta con sommo orrore. Non credo proprio che un individuo che risistema i denti della gente con aggeggi uncinati che hanno nomi (assolutamente non) rassicuranti tipo trapano possa considerarsi una persona che si dà da fare per il bene degli altri, quanto piuttosto sia da considerarsi un malvagio. (il tutto con massimo rispetto per la scelta degli Odonto degli OBM, sia mai che poi mi inseguono con il suddetto trapano)
Come sempre arrivo in pesante ritardo, ma per fortuna il dentista si era attardato nel rassettare la cavità orale della signora prima di me. Entro, mi sdraio e dopo le solite frasi di circostanza tipo "Ciao come stai" e "Come vanno gli studi" per tentare di mettermi a mio agio, comincia a sbriciarmi nella bocca. "Ah, qui i denti si sono un po’ affollati" dice osservando con sorriso malizioso i miei incisivi posteriori, forse fantasticando sulla possibilità di mettermi il terzo apparecchio della mia vita. Ma non mi avrà. "Oh, ma ci mastico benissimo lo stesso!" biascico con noncuranza essendo a fauci spalancate. Lui mi guarda stranito. (Putroppo solo a posteriori mi è venuta in mente la molto più brillante osservazione "si vede che si fanno compagnia".) Dopodiché parte alla ricerca dei miei denti del giudizio e commenta: "Ah, non ti sono ancora scesi". Gli rispondo "Quelli di sopra sì", ma chiudendo la bocca per dire "sì" dò una dentata allo specchietto che mi ha infilato in bocca. Poco male, se mi rompo un dente me lo sistema al volo, sono già sul lettino! Fortunatamente il dente non si rompe e lui passa a controllare i denti di sopra, trovandoci anche quelli del giudizio. Il verdetto sta per giungere, lo vedo dal sopracciglio piegato.
"Niente carie…" commenta allontanandosi dalla mia faccia. Io sono già con un piede per terra pronto a saltare giù dal lettino quando aggiunge "…ma hai un po’ di tartaro dietro ai due incisivi posteriori." il chè, mi dico, vuol semplicemente dire che devo lavarmi meglio i denti, e tutti a casa. Metto giù l’altro piede dal lettino quando mi dice "Te lo faccio togliere dalla mia assistente". Argh. L’ignoto e l’abisso mi piombano addoso, mentre mi chiedo: "Come diavolo si fa a levare il tartaro? Ma soprattutto… cos’è ‘sto tartaro? Resti di dolci agglomerati in mezzo ai denti o terribili prodotti batterici nocivissimi per i denti?". In un attimo si siede accanto a me una giovane ragazza con mascherina, guanti di lattice e con -orrore- in mano uno strano aggeggio con una punta sicuramente affilatissssima. Comincia a scalpellarmi, grattugiarmi e scavicchiarmi tra i denti e io intanto cerco disperatamente di deglutire senza muovermi, affinché la provetta dentista non mi sfasci una gengiva. Accorgendosene fa: "Uh, scusa, non avevo messo l’aspiratore" e mi mette in bocca un mini tubo che risucchia all’istate tutta la mia saliva.
E resto lì, con la gola secca tra salivazione azzerata e aspiratorino che risucchia gli scarsi prodotti delle mie ghiandole salivari, cercando di stare fermo mentre sento i peggio suoni provenire dai miei denti: avete presente le unghie grattate sulla lavagna e la forchetta passata sulla pentola di metallo? Bazzecole in confronto. A un certo punto, forse vedendo la mia espressione inorridita mi fa: "Ti fà così male?". Volevo dirle che non era dolore fisico ma terrore psicologico, ma tra tubo in gola e lingua paralizzata credo che non mi avrebbe capito. Che poi diciamocelo, come fai a conversare col tuo carnefice? Dopo cinque o sei minuti (una o due ore per me) interrompe la sua attività. "Dovrà andare a prendere un uncino più grosso e affilato" penso tra me e me. Ma invece dichiara di aver finito, mi fa sciacquare la bocca e chiede alla segretaria quando devo tornare. "Tra un anno e mezzo o due". A quel punto vorrei baciare l’unico essere umano normale di quell’ambulatorio, ma poi sia mai che in realtà è una dentista in incognito, per cui esco e inforco il motorino, fuggendo a gran velocità.
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Responses

  1. Ih ih ih. A me una volta l\’assistente del dentista lasciò cadere il coso per aspirare la saliva dritto nella gola, e il risultato è stato che tra un po\’ oltre alla saliva mi aspira anche un polmone!


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