Pubblicato da: cescocesto | 16 luglio 2008

Bozze, botte, morte

Aver scoperto questa cosa delle bozze è una giocata. Niente più settimane all’asciutto di interventi perché la vita è piatta e la mente filosofica è a corto di idee: qua si buttano giù pensieri a ruota libera e poi si salvano, pronti per essere pubblicati a distanza di giorni o settimane, magari un po’ stantii ma sempre fruibili dai sette e mezzo lettori di questo blog ateo, laico, anticlericale e sinistroide.
E tutti questi aggettivi, con la loro sostanza, confluiranno nel succo di questo intervento. Il cui succo, appunto, è la libertà. Libertà di vita, libertà di scelta.
Perché in questo intervento si parla di eutanasia, un argomento pungente da cui mi sono sempre tenuto alla larga, incerto io per primo sui miei pensieri in proposito. Quando però si creano delle condizioni per cui leggi, ti metti a riflettere e a considerare la cosa, allora senti il bisogno di scrivere, sia per dare forma ai pensieri che hai sia per il bisogno di un confronto con l’opinione altrui.
Il caso-simbolo di questi giorni, come lo è stato quello di Piergiorgio Welby nel 2006, è quello di Eluana Englaro, in coma irreversibile a seguito di un incidente occorsole nel 1992, a ventuno anni di età. Il padre ha lottato per anni per garantire l’espressione di quelle che lui e le amiche della ragazza ritengono essere le sue volontà: non permanere per anni in un letto sapendo che non cè alcuna possibilità di recupero. E così, dopo anni di lotta, è stata autorizzata l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione effettuate tramite un sondino. Per essere precisi, come alcuni medici hanno tenuto a puntualizzare, in questo caso non si parla di eutanasia, ma di lasciar proseguire il naturale svolgersi degli eventi: Eluana non sarà "uccisa", ma morirà per le conseguenze del suo stato, che le macchine e il sondino si erano limitate ad annullare. E qui via alle polemiche. Parlamentari pronti ad impugnare il decreto dei giudici, sacerdoti e vescovi preoccupati dalla decisione, secchi "no" (ma anche "sì", per fortuna) anche dal mondo scientifico. Perché – l’opinione dei detrattori della decisione – non è compito della scienza o dei giudici decidere se quella è vita o no. Ma se non è dei medici, che a proposito di cervello e corpo umano sono abbastanza informati, o dei giudici, che cercano di attuare direttive costituzionali ("Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge"), allora di chi è? Della Chiesa? Dei Vescovi, del Papa? Non fatemi ridere.
Perché è anche a questo livello che va tutelata la libertà. Libertà di scegliere se venire o meno attaccati a macchine che respirano e mangiano per noi, libertà di scegliere se proseguire o meno cure che sappiamo non porteranno ad una guarigione, libertà di scegliere se si è stanchi di lottare, soffrire e veder soffrire e si vorrebbe solo poter chiudere gli occhi e andarcene, in silenzio e in pace, con noi stessi e gli altri.
E questo caos non si creerebbe se lo stato italiano si dotasse, come tutte le civili democrazie europee, nord e sud americane, di una legge sul testamento biologico. Rifiutare le cure prima che se ne presenti il bisogno, firmare un documento in cui si attestano le proprie volontà in caso si perda la facoltà di parola o di decisione, non è forse questa la libertà? E la dignità, dignità di veder rispettate le nostre decisioni. Perché noi, da qui, fermi sulle nostre gambe, ventilati dai nostri polmoni, alimentati dalle nostre bocche, cosa ne sappiamo di cosa si prova a stare in un letto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno? Non siamo nessuno per giudicare le decisioni prese da chi è stato più sfortunato di noi, ma ognuno ha il diritto di decidere per la propria vita, e nessun altro deve osare farlo al posto nostro.
Credo ci voglia un coraggio enorme a decidere di porre fine alla propria vita, coraggio forse che deriva dalla consapevolezza di non poter più lottare, dal sapere che ogni sforzo futuro sarà inutile. "Ha lottato fino allo stremo per mantenere la sua indipendenza. Finché ha potuto ha resistito". Sono stralci di una lettera di qualche giorno fa pubblicata su Repubblica, scritta dalla figlia di una coraggiogissima donna, madre, nonna, malata di sclerosi laterale amiotrofica che è riuscita per anni, lottando, a mantenere la sua indipendenza da aiuti esterni, fin quando la malattia l’ha costretta a letto. E allora ha avuto il coraggio di mettere in pratica ciò che aveva detto, che si era proposta, e che lo stato non le garantiva: una morte serena e dignitosa.
Stiano zitti Bagnasco, Ruini, Paparazzinghe: la vita è mia e io decido di essa. E che sto cazzo di Parlamento adegui le nostre leggi a quelle della più civile Europa.
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Responses

  1. Prima volta forse, che commento un blog…ema se ne risentirà parecchio…ma credo ne valesse la pena.
    E prima volta che vedo un Puccio spazientito che mi si fa scappare un \’eccheccazzo\’…ma vogliamo dirlo? Ci hanno rotto…libertà che poi non ci sono, diritti negati…vabbene andare a decidere quali limiti porre alla propria vita, quando però si è in vita, attivi e in grado di discernere (tipo che so…salari, istruzione…alla fine nonostante la merda che ci circonda siamo vivi…) ma non voglio che NESSUNO nè stato nè tantomeno la chiesa, si azzardino a mettere bocca su come condurre o finire la mia vita…che è mia, tanto per mettere i puntini sulle i. Nel bene e nel male il diritto alla vita ma sopratutto alla morte. Bravo Puccio…ancora una volta.

  2. Sono perfettamente d\’accordo… possibile che il clero abbia sempre, sempre da mettere il becco? Chi sono loro per decidere? Non sono padri, non sono madri, ma si permettono di parlare, di imporre una loro visuale, ad un povero padre che vede sua figlia spegnersi/non spegnersi… ma cacchio…

  3. Cazzo sìììììììì!!!! Sììììììììì!!!!! Ripetilo ancoraaaa!!!! Ancoraaaa!!!!
    E\’ ora che in Italia non si abbia più paura del Vaticano e si facciano delle leggi chiare sul testamento biologico.
    Ecco xkè la religione è l\’oppio dei popoli. Xkè distrae dai veri aspetti delle questioni umane (umane,cazzo!!nn bibliche e ultraterrene!). E le questioni umane, la medicina, la scienza, tutti noi, necessitiamo di chiarire come procedere in queste situazioni.
    Lo necessitiamo scientificamente e RAZIONALMENTE.
    Quindi, cosa può saperne Bagnasco? o il Papa?! Che nn hanno la benchè MINIMA idea di cosa sia la razionalità, di cosa siano le leggi, di cosa sia il pensiero logico, di cosa sia la vita biologica (l\’anima lasciatela alla Bibbia,grazie), di cosa sia la medicina, di cosa sia un corpo umano o un cervello umano?!?! Nn ne sanno NIENTE! Ma vogliono mettere bocca ugualmente! Vogliono mettere bocca in cose che nn conoscono, appellandosi al loro inesistente Dio!
    Cosa può centrare un consiglio di Cardinali che pregano e fregano soldi dalla mattina alla sera, con il funzionamento di un encefalo in caso di coma irreversibile?!  Che si facciano i cazzi loro, porco Giuda! E tornino a fare quel che gli compete! Ovvero il NULLA!
    Dicono "Dio ti dà la vita,e solo lui te la può togliere".. dico, ma siamo rincoglioniti o cosa?!
    Intanto a me la vita l\’hanno data i miei quando hanno deciso che due gameti si sarebbero incontrati secondo leggi anatomiche, biologiche e genetiche. Da quel momento in poi la vita è stata MIA, solo MIA, e io decido i miei parametri di dignità e di "vivere dignitosamente", così come IO decido quand\’è che nn vale +, x me, la pensa di vivere.
    La vita nn ha affatto dignità se perpetuata in qualunque caso e in qualunque modo. Xkè se questa perpetuazione porta la persona e chi le sta intorno, ad ATROCI e ripeto ATROCI sofferenze, nn esiste + la dignità del vivere. Esiste solo una vita che è una merda!
    Smettiamola di dire che la vita è bella sempre e comunque, che è un dono che va apprezzato e va conservato fino alla fine. Ipocriti!!
    La vita è bella sempre e comunque finchè stiamo bene. Ma quando la "vita" (col cavolo che io la definirei così) si riduce ad una macchina che ci inserisce soluzioni fisiologiche in vena e nello stomaco, macchina senza di cui siamo morti, essa diventa UN INCUBO. Mettiamocelo in testa e spogliamoci di inutili ipocrisie.  Chi è contento di pregare il Signore la mattina e di vivere, passi prima un\’esperienza come quella di Eluana…  Idioti egoisti.
    E vogliamo parlare del Libero Arbitrio?! Xkè i religiosi lo impugnano SOLO quando conviene loro…
    E poi, sempre ammettendo che la vita te l\’abbia data Dio, come loro dicono.. ma che sono, io, lo zimbello di un essere onnipotente, onnisciente, e incredibilmente magnanimo, che mi dà il libero arbitrio, ma che poi fa con me il cazzo che gli pare, e oltretutto mi detta anche le leggi di come reagire?!? Prima mi dà la vita, poi è talmente buono e magnanimo che manda sua figlia in coma irreversibile… e che pur sapendo che nn mi sveglierò mai +, mi dice "la vita te l\’ho data io e te la levo solo io"…E quindi i miei genitori, soffrendo come animali xkè loro sì che amano la loro figlia, aspettano 50 anni vicino al mio capezzale, in attesa che il mio corpo e il mio cervello ormai spento vadano in cortocircuito?!
    A me sembra che la gente si beva il cervello.  O che la messa della domenica mattina ai salesiani passi pacchi di cocaina sotto banco…
    Ci sono casi in cui lasciare una persona morire (e attenzione che qui nn si parla di farla morire, o ucciderla..ma di lasciare che la natura faccia il suo corso) rappresenta la vera dignità da regararle.
    Ognuno sia libero di scegliere, secondo le informazioni fornite dalla comunità scientifica e medica su cosa sia un coma reversibile, un coma irreversibile, una morte cerebrale, e tante altre cose..  Ognuno sia libero di decidere il proprio destino.

    Strano paese il nostro, dove è d’obbligo il consenso informato ma dove, una volta intrapresi, in situazioni d’emergenza, i trattamenti medici che richiederebbero consenso, non si può esprimere la propria volontà di non proseguirli. Una signora può rifiutare di farsi amputare una gamba pur sapendo che morirà e giustamente invoca l’art. 32 della nostra Costituzione, mentre una persona non può rinunciare ad un trattamento già iniziato senza il consenso suo o di chi può darlo.
    Invocare il rispetto della Vita e non essere capaci di rispettare le scelte altrui mi sembra davvero contraddittorio e crudele.
     
    Ancora una volta io chiedo Scienza e Laicità.

  4. Ps- dato che io sono troppo ma davvero TROPPO incazzata, e sparo parolacce ogni parola e mezzo, lascio qualche considerazione interessante sul caso trovata qua e là su internet.
    Ognuno rifletta come vuole, e giunga alle conclusioni che gli paiono + opportune.
     
    "Mah…non capisco chi dice di no alla sospensione dei trattamenti di sussitenza nei casi di stato vegetativo permanente. Perchè volete decidere per le vite di tutti? Perchè volete che le leggi di Dio siano le leggi dello stato? Non sarebbe meglio che ognuno pensi al suo privato? Rispettiamo con silenzio le decisioni altrui in materia poichè sono molte dolorose e non meritano la denigrazione da parte di nessuno! Non parliamo di eutanasia generica, parliamo di interruzione di alimentazione in una paziente che mai piu\’ si sveglierà.Vi assicuro che anche tanti che hanno coscienza preferirebbero morire piuttosto che vivere come vegetali… io lo farei.Comunque ogni caso è a se e deve essere valutato singolarmente..Un solo appello a tutti i credenti.Per favore cercate di capire che la religione non può essere la legge di tutti i cattadini."
     
    "L\’alimentazione forzata in caso di stato vegetativo permanente, non porta ad alcun beneficio terapeutico.Il medico dovrebbe astenersi dal somministrare qualsiasi trattamento non finalizzato al miglioramento della qualità di vita del paziente (con la dovuta valutazione dei singoli casi).Questo se si accerta che l\’individuo abbia espressamente (verbalmente o per iscritto) manifestato tale volontà e non sia più in grado di reiterarla per le sue condizioni fische.Io capisco il problema etico, ma da medico non capisco affatto lo spazio che si offre alla Chiesa Cattolica per esprimere i loro pareri basati su credenze ideo-teologiche.C\’è una legislazione (seppur fallace ed evasiva) sull\’accanimento terapeutico e oggi sento i telegiornali che riportano solo il parere di Bagnasco.Qualcuno tra i giornalisti schiavi del potere si preoccupa di fare informazione sulle leggi della Repubblica Italiana in materia di interruzione della terapia??! Invece di portare "l\’acqua con le orecchie" al Clero preoccupandosi solo delle leggi dello Stato Vaticano?!Bagnasco è una persona, rispettabile, ma non più rispettabile di un\’Anestesista laico o di un qualsiasi medico che non ha neanche 1 minuto di spazio sui mezzi di informazione nazionale.C\’è libertà di espressione e ognuno dica liberamente la sua…ma i telegiornali e la carta stampata sono altra cosa, devono dare spazio a tutte le voci come è deontologicamente corretto per DIRITTO DI CRONACA.Mi dispiace dirlo ma qui si sta trascendendo e la realtà diventa una cosa relativa…quando non lo èDio non esiste! fino a prova contraria e nessun seguace, adepto, credente o fanatico religioso senza alcuna conoscenza in materia può invadere le tv e permettersi di ammonire uomini liberi con un\’etica personale fortissima.Questo è offendere la dignità umana..sia di chi è in vita sia di chi sta per morire.Quello che dicevo io nel mio post riguarda LA VITA REALE anzi LA VITA CIVILE.Non ho detto che la vita non va rispettata, sono un medico e per quanto tu possa ripudiare una classe cosi abbietta che va in giro con siringhe piene di pentotal e cloruro di potassio per dare la morte alle persone (penso che tu abbia un immagine distorta di questo tipo) in realtà noi (certo non tutti) ci impegnamo quotidianamente nel rispetto totale della legge per garantire ai citadini la cura e l\’assistenza. La deontologia Medica tu non la conosci e manco Bagnasco, fidati….La merda (perdonami l\’impeto) tu non l\’hai mangiata mai…e manco Bagnasco, credimi.In queste situazioni di "Failure to thrive", cioè di scompenso terminale ed affini tu probabilmente non ti ci trovi a vivere giorno dopo giorno…e manco Bagnasco, fidati.Tu puoi avere la tua idea di vita, il tuo concetto di integrità fisica, la tua etica e la tua morale che puoi esprimere liberamente in maniera analitica producendo dei contenuti. Quello che dico io è che servono LE LEGGI DELLO STATO ITALIANO IN CUI NOI VIVIAMO e non le leggi della gerusalemme di 2000 anni fa o del Vaticano o del "Comitato per la tutela della vita".Eluana Englaro se ha espresso, come accertato,NON DAL PAPA , NON DA DIO, NON DALLA BIOETICA CATTOLICA ,ma da un Tribunale, il desiderio di andarsene…perchè non dovrebbe farlo?Lo stato di Coma vigile o meglio di Sindrome Apallica è uno stato di decorticazione. L\’uomo si distingue dalle bestie perchè ha una corteccia cerebrale più estesa, più pesante. Comunque al di la di questo la penicillina era una terapia che salvava la vita, i vaccini, la chirurgia, i farmaci, la prevenzione e lo screening sono cose che salvano la vita.Oggi volendo possiamo attaccare alle macchine chi vi pare e nei limiti del possibile lo facciamo vivere finchè non muore di sepsi da piaghe da decubito…questa è medicina?….questa è terapia?….Questa è Hollywood, è Frankestein!Quindi ripeto, non è molto intelligente basarsi su convinzioni che traggono spunto solo dal nostro arbitrio…non si devono vergognare i medici che interrompono un trattamento afinalistico…si devono vergognare quelli che per es.(seppur in pieno esercizio del loro diritto legale di astensione dalla terapia) in prov. di milano hanno negato l\’aborto ad una ragazza in non so quante strutture perchè "OBIETTORI"…alla ragazza non è stato garantito un servizio e ne aveva legalmente tutto il diritto. Questo è deontologicamente scorretto!Io non mi vergogno di rispettare le persone e la legge".


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