Pubblicato da: cescocesto | 19 novembre 2008

Il momento di tacere

Credo che in ogni situazione arrivi un momento in cui bisogna chiudere la bocca e tacere. Alzare la voce per farsi sentire non serve quasi mai.
Bisogna avere l’umiltà e la decenza di tacere dopo aver urlato tanto, dopo aver definito alcuni medici "assassini irrispettosi della vita". Bisogna avere rispetto per un padre che lotta da diciassette anni per far sì che sua figlia ottenga ciò che voleva. Lei non voleva vivere attaccata alle macchine per sempre in un candido letto d’ospedale, incatenata ad uno stato di non vita e non morte. E i giudici hanno dato ragione a lei e a suo padre.
Abituati ai politici, molto dei quali sempre pronti a cambiare leggi già scritte, assicurare fondi alle scuole cattoliche, non concedere libertà a chi le chiede pur di non scontentare il Santissimissimo Padre (per gli amici Paparazzinghe), vescovi e preti vari si sono trovati un po’ in difficoltà quando la sentenza è stata emessa e si è scoperto che -orrore orrore- dava via libera a staccare il sondino a Eluana. E, dopo aver lanciato qualche anatema, hanno poi chiesto che venisse "ascoltato il pensiero cattolico", lasciato da parte. Beh, allora svegliatevi: siamo in Italia, siamo uno stato di diritto, siamo uno stato laico e la sentenza dei giudici è stata emessa in rispetto della nostra Costituzione. Da nessuna parte c’è scritto che bisogna ascoltare il pensiero cattolico. Perché allora non ascoltare il pensiero musulmano? O quello protestante? Perché siamo un paese inginocchiato di fronte al Vaticano, quello staterello che stà nel mezzo di Roma. I vescovi sono ormai abituati a dirigere e orchestrare i fili della politica italiana, non vaticana, come logica suggerirebbe, essendo loro di fatto membri di un altro stato, e il fatto che qualcuno si sia mosso contro i loro "consigli" li ha spiazzati. E, davvero, ci sono rimasti anche un po’ male. Non ci ascolta nessuno! era il messaggio tra le righe. Ma se nessuno li ascoltasse, a quest’ora non avremmo il divieto alla diagnosi pre-impianto, nessuno contesterebbe la legge sull’aborto, esisterebbe una legge sulle coppie di fatto, come in ogni paese civile. Ma sto divagando.
State zitti, dicevo, e invece di lanciare anatemi pregate per quelle due anime: quella di Eluana, che finalmente troverà la pace che le è stata fino ad oggi negata, e quella di suo padre, che potrà finalmente smettere di lottare.
 
Colgo l’occasione per fare il mio testamento biologico, che già lo urlo ai quattro venti ma così almeno c’è una prova scritta e incontestabile.
Se mi dovessi trovare i quelle condizioni, non voglio macchine, sondini, respiratori, non voglio essere ventilato, nutrito o idratato, voglio andarmene in silenzio e dignitosamente. Non voglio che preghiate perché "il medico si ravveda" e non mi liberi dalle mie catene, o perché "qualcuno abbia pietà" della mia vita e mi assista bloccato in un letto per venti anni, non lo voglio. Però quella cosa giapponese che ti concimano e diventi una pianta, quella la voglio.
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Responses

  1. "Però quella cosa giapponese che ti concimano e diventi una pianta, quella la voglio."Hai per caso visto Report, l\’altra sera? ^^

  2. Ma ci credi che ho un intervento sul mio blog praticamente identico a questo? Se ricordassi il titolo te lo indicherei ma… accidenti… non mi viene in mente!E.

  3. Ho fatto un commento sul tuo blog per sbaglio! Scusami.. pensavo tu fossi un altro francesco!Sono un\’amica di Emma, e una paziente della tua mamma, ma te non mi conosci!Saluti da un\’altra talpa!


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