Pubblicato da: cescocesto | 25 maggio 2009

Il miracolo della vvvvvita!

Dopo un mese di assenza dal blog ci sarebbe così tanto di cui parlare, dalla questione Silvio-Veronica-Noemi, alle follie del caso Mills, fino alla mia settimana di malattia (ma nonna ha provveduto a consolarmi: "Tranquillo Francesco, c’è scritto anche sul giornale che tutti prendono l’influenza.. cos’è, la messicana?") e parlerò di tutto anche perché mi sa che le prime due ci faranno compagnia ancora a luuuuungo, ma ora voglio parlare di questo:

 

Cioè, parliamone, per favore. E parliamo dei commenti scritti sotto.
Why do you want mommi to murder meee?
Why do you hate meee?
It’s the woman’s decision on what she wants to do with her body,
well
what about the babies decision?

They dont get a say in whether they
live or die!

Abortion is MURDER!!!!

Parliamo del fatto che spesso, quando una donna decide di abortire (primo-secondo mese a meno che non sia un aborto terapeutico) l’embrione è ancora praticamente una manciata di cellule: il cuore comincia a formarsi a metà del terzo mese, i polmoni nel quarto, il sistema nervoso tra il quinto e il sesto. A due mesi l’embrione non è un omino di due millimetri che urla "Non uccidermi, non uccidermi!!", ma un accumulo di cellule in attiva replicazione e differenziazione che lavorano per creare una persona. Questo non per svilire la magia della gravidanza (sono il primo a vedere la poesia in un processo del genere, che comincia da una cellulina e produce un intero essere umano), ma, di fatto, a questo stadio l’embrione non è persona, non ha sentimenti tantomeno prova dolore.
Parliamo del fatto che le donne che decidono di abortire non lo fanno affatto a cuor leggero: non è che si svegliano e "Ok, oggi palestra, poi parrucchiere, vado ad abortire e poi aperitivino con le amiche". Le donne hanno una sensibilità immensamente più grande di quella dell’uomo anche perché la natura le ha scelte come custodi della meraviglia (non voglio usare il termine miracolo) della nascita e dello sviluppo della vita.
Parliamo del fatto che chi rinuncia ad un figlio perché gravemente malformato non lo fa perché è difettoso come quando tra i pomodori in frigo ne trovi uno marcito e lo voli nella pattumiera. Spesso queste malattie sono incompatibili con la vita, portano a morte poco dopo la nascita o entro uno o due anni di vita, e la donna si trova costretta a decidere per il futuro del suo bambino, se costringerlo a una breve e dolorosa vita o se abortire prima del termine della gravidanza.
La cicatrice rimane per sempre nel cuore della donna (non è che poi va incontro a disturbi psichici come c’hanno spacciato all’ADO, però la cicatrice rimane), e chiamare "assassina" una persona che si è trovata a dover compiere una scelta del genere è atroce, così come questo video è puro terrorismo psicologico.

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Responses

  1. cesco. sono giunta alla conclusione che se al mondo – e in italia – ci fossero più uomini come te, andremmo tanto ma tanto meglio.

  2. Ha ragione Vittoria, condivido pienamente anche su quello che dici.Ciao


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