Pubblicato da: cescocesto | 8 ottobre 2009

Facciamo tutti un “PRRRRR” al Lodo Alfano, che ci saluta per non tornare.

La Corte Costituzionale ti ha bocciato, Angelino Alfano. Ha bocciato te, il tuo leader e tutti i suoi leccapiedi, dal primo all’ultimo. Ci avete provato, forti della vostra maggioranza schiacciante frutto dell’azione di Fede e Vespa, forti di un’opposizione assente per la quale "l’antiberlusconismo è superato" (e Di Pietro raddoppia i voti ad ogni elezione, sapete trarne una conclusione logica?), forti di un capo dello Stato ex-comunista che si tappa gli occhi, si tura il naso, si infila prosciutti nelle orecchie e firma qualsiasi foglio gli passi sotto il naso. Ci avete provato. Ma l’avete presa sonoramente nel culo.

In qualsiasi paese democratico il Governo prenderebbe atto della decisione della Suprema Corte, ma non da noi. Eh, no. Troppo semplice.
E allora via col solito "allarme rosso": televisioni rosse che parlano delle escort, stampa rossa che non tace sui processi, toghe rosse che tengono "Il capitale" nella tasca interna della toga, Presidente della Repubblica rossissimo, anzi rossissimissimo. E quando si sono resi conto che questa via era, se non poco credibile, poco d’impatto, ecco la strategia dello scarica barile. Colpa di Napolitano, che con la sua firma avrebbe dovuto garantire l’approvazione da parte della Corte (sebbene lui stesso abbia detto giorni fa, al povero signore che l’ha letteralmente supplicato di non firmare lo scudo fiscale: "Io firmo le leggi che mi passa il Parlamento, è poi la Corte Costituzionale a giudicare la legittimità e la costituzionalità, non è compito mio"), e colpa dei giudici che si contraddicono, perché nel 2004 non avevano detto tale questione va affrontata con legge costituzionale (ma dico io, eppure siete tutti laureati, non è palese che una legge del genere viola il principio che "Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge"? Voglio dire, basta essere alfabetizzati), per non dire che sono dei sovversivi che vogliono rovesciare il voto popolare (secondo Berlu il suo consenso è attualmente al 71 percento).
Non si dimetterà, ma sinceramente spero che tutto questo stress e tutti questi scatti d’ira da persona anziana palesemente affetta da deliri di onnipotenza, gli faccia saltare una coronaria.

In tutto ciò, la nota positiva è che in Italia c’è ancora democrazia, a quanto pare.
Gli organi di garanzia funzionano ed eseguono le funzioni loro assegnate dai Padri della Costituzione.
Mai come ora è palese che quella Carta firmata sessanta anni fa non è
poi così vecchia e che la sua natura antifascista è ancora efficace.
Viva la democrazia, viva l’Italia, viva la Costituzione.


Responses

  1. Caro Cesco, viva la Costituzione lo dico anch\’io con tutto il cuore.Non sono però molto convinta che questi non torneranno alla carica con un nuovo disegno magari più "furbo", più organico e quindi più pericoloso.Comunque sono contenta di verificare che non sempre e non in contiunuazione è valido il motto berlusconiano che "io sono io, e voi non siete un cazzo".Ciao

  2. cara silvana, c\’hai preso eccome. passati due giorni dalla petona al lodo, ed ecco la proposta di ripristinare l\’immunità parlamentare. ma non si stancano mai di prenderci per il culo?


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