Pubblicato da: cescocesto | 29 novembre 2009

Dio ci salvi dalla RU486!

C’è questo farmaco, la pillola RU486, chiamato amabilmente tra gli esperti del settore pillola abortiva, che in tutta Europa, Portogallo ed Italia esclusi, viene utilizzato da venti anni. Si calcola che l’abbiano usato, tra Europa e Stati Uniti, oltre due milioni di donne e, di queste, sedici siano morte per complicazioni derivanti dall’assunzione del farmaco.

L’Aifa, dopo anni di sperimentazione in tutta Italia, ne ha finalmente autorizzato la messa in commercio, rigorosamente in ospedale, circa un mese e mezzo fa. Ed è allora che è scattata la polemica: secondo il Governo, l’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, non ha il potere di autorizzare la messa in commercio della pillola perché prima il Ministero della Salute deve valutare se l’uso della RU486 non sia in contrasto con la legge 194. Naturalmente, è ovvio che il nostro Governo blocchi l’azione di un’Agenzia, la cui funzione è quella di valutare se un farmaco sia pericoloso o meno, aggrappandosi a cavilli legislativi; in fondo è lo stesso Governo che decide per legge quali procedimenti penali devono cadere in prescrizione. Non fa una grinza.

Questo blocco ha messo in moto i vari “programmi di approfondimento” pomeridiani, che si sono prodigati nell’approfondire, appunto, la questione della pillola abortiva. E così qualche giorno fa mi sono sorbito la puntata in merito del geniale Il fatto del giorno di Monica Setta, a cui partecipavano, nell’ordine: Paola Concia, una tizia del PdL (o simpatizzante, non ricordo) con dei capelli impeccabili oltre a Patrizia e Giada De Blanck, forti del loro ruolo di -cito Wikipedia- personaggi televisivi. La puntata è così riassumibile: la conduttrice che si vanta di aver superato i due milioni di ascoltatori nella puntata con ospite Vespa (e te credo, con tutto quello che lo pagate), la povera Concia viene interrogata sul suo imminente matrimonio  con la compagna Ricarda (celebrato in Germania, che vi credevate?), e poi Giada De Blanck, interrogata se opterebbe per la pillola o per la chirurgia, che osserva: “beh, ci sono metodi per non rimanere incinta.. ma poi però un figlio è un dono di Dio!”. L’unico parere pseudo scientifico è stato chiesto a Severino Antinori in -pessimo- collegamento telefonico che, dopo aver sbraitato che “sono a favore ..crr.. dell’aborto ma la pillola fa maliss..crrr..mo!”. Nessun medico in studio a spiegare i meccanismi di funzionamento della pillola abortiva, nessuno psicologo a parlare dell’eventuale differenza di impatto sulla psiche della donna (si parla della pillola come meccanismo meno traumatico per la persona che decide di abortire), solo la Concia che, ad un certo punto, candidamente, confessa: “Io ho abortito una volta. Avevo ventuno anni. Ed è stato traumatico. Per una donna è traumatico”.  Una sincerità e una schiettezza che lì per lì hanno spiazzato anche me. Cala il silenzio nello studio, e la conduttrice passa velocemente la parola alla tizia del PdL che spara qualche banalità sul miracolodellavvita, seguita dalle interviste alla “gente comune”, che spara a zero sulla pillola perché “fa morire!”.

In pratica, l’argomento pillola è stato solo sfiorato in quello che è stata, di fatto, una discussione un po’ sgangherata sull’aborto (non c’erano posizioni pro/contro la pillola, ma solo pro/contro l’aborto). Uno pensa che programmi del genere dovrebbero essere concepiti per informare, non per dare spazio a personaggiucoli reduci da questo o quel reality, capitati lì per caso a dire cazzate.

Ma poi, alla fin fine, come funziona ‘sta RU486? Perché è di questo che si dovrebbe parlare, per renderne chiaro il funzionamento alle persone, e spiegare loro gli eventuali effetti collaterali dell’aborto farmacologico. Allora, in poche parole: il principio attivo del farmaco è il mifeprestone, molecola che blocca l’azione del progesterone, l’ormone prodotto dal corpo lutero che di fatto sostiene la gravidanza, causando tutte quelle trasformazioni a carico dell’utero che permetteranno l’attecchimento e lo sviluppo dell’embrione. A differenza di molti altri ormoni che agiscono sul nostro corpo, il progesterone ha quest’unica funzione, e quindi il blocco della sua azione non causa effetti sistemici. A carico dell’utero il blocco del progesterone causa il distacco dell’embrione e la sua espulsione (che, per maggiore sicurezza, viene favorito dall’assunzione di prostaglandine che provocano contrazioni della muscolatura uterina), esattamente come avviene in un aborto spontaneo. Il tutto è accompagnato da emorragia, più o meno abbondante. Quindi nessuna invasività e minori effetti collaterali (fisici e psicologici) rispetto alla tecnica chirurgia, con un’efficacia del novantanove percento. Ed è la “semplicità” nell’azione che ha probabilmente indotto parte della nostra classe politica a pensare che l’introduzione in Italia di un farmaco del genere avrebbe spinto le donne ad abortire con la stessa facilità con cui prendono un’aspirina per i dolori mestruali, per cui la messa in commercio va bloccata, o limitata a un ricovero ospedaliero (non è chiaro se limitato al momento dell’assunzione della pillola o fino all’espulsione dell’embrione, che avviene in uno-due giorni).

Come sempre, si lascia legiferare su questi argomenti un Governo composto quasi esclusivamente da uomini e in cui le poche donne presenti sono delle bigotte della malora, vedasi il caso della Roccella, cattolicissima sottosegretaria al welfare con delega ai problemi etici che scazza notizie sentite a caso e che di scienza e medicina ne sa quanto io ne so di calcio.

Solo due dati mi sento di aggiungere:

1) l’OMS ha inserito la RU486 nell’elenco dei farmaci essenziali.

2) in Francia, a seguito delle proteste dei cattolici, la Roussel Uclaf, la casa farmaceutica che produce la pillola, affermò che avrebbe fermato la distribuzione del farmaco, ma le pressioni del governo francese lo stop fu annullato dopo due giorni.

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Responses

  1. Ma caro Cesco, non lo sapevi ancora che la donna DEVE soffrire, che nulla ci deve essere risparmiato, dall’aborto sui tavolacci delle mammane allo stupro etnico o familiare.
    Già la Bibbia citava “donna partorirai con dolore” e così si ha da continuare nei secoli dei secoli.
    E poi non lo sai che l’aborto chirurgico a noi ci fa rifiorire come rose a maggio?
    E che non vedevamo l’ora di avere la RU 486 per poter scopare a destra e sinistra e passare in farmacia il giorno dopo?
    Un abbraccio
    Silvana

  2. che dio ce ne scampi e liberi!!!
    ps. mi piace la foto che hai messo (ora con wordpress ti puoi sbizzarrire :D)

  3. cesco….non sapevo anche tu fossi su wordpress. aggiungimi, anche se poi mi devi spiegare come faccio ad aggiungerti a mia volta lol
    Flavio

  4. @laragazzaconlavaligia: vero? ne sono soddisfattissimissimo.

    @loscrignodellapoliteia: flavio! benvenuto, benvenuto! ti aggiungerei volentieri.. ma non c’è l’indirizzo del tuo blog!

  5. Sono d’accordo: su temi così importanti e delicati che investono soprattutto l’universo femminile c’è poca e avvilente informazione. Questi programmi che non valgono nulla, come quello condotto da Monica Setta, che giudico personalmente una conduttrice mediocre ed una giornalista pessima oltre che abbastanza qualunquista ed ignorante, non dovrebbero occuparsi di certi temi: in questo modo risschia, infatti, di passare un’informazione mozzata e superficialissima. Sulla pillola abortiva avrei voluto ci fosse vera e seria informazione e rismarmi i pareri e le osservazioni non solo del Vaticano, che prosegue in una politica cieca e a mio parere estremamente intollerante, ma anche di tutte quelle persone che continuano a riempirsi la bocca con frasi quali “occorre difendere il diritto alla vita”. Il diritto alla vita è ben altro e comporta un atteggiamento responsabile e serio che non siamo ancora in grado di assumerci in questo paese.
    Perdona lo sroloquio, ma l’argomento mi interessa e il tuo post mi è molto piaciuto.
    Un saluto, Vale

    • figurati, qui di sproloqui ne troverai a bizzeffe, soprattutto firmati dal sottoscritto!
      grazie per il commento, sono totalmente d’accordo sul fatto che ci sarebbe dovuta essere VERA informazione in merito alla pillola.
      ah, benvenuta!

  6. Questi programmi di “approfondimento” servono solo per riempire due ore pomeridiane di palinsensto in modo che la gente possa fare la pennichella conciliata dal sottofondo delle chiacchiere di questi “opinionisti” (almeno ce ne avessero, di opinioni). Personalmente credo che la RU486 sia utile per evitare alle donne che un trauma come l’aborto (ma credono davvero che sia una scelta che si possa fare a cuor leggero?) diventi ancora più profondo di quello che già è. Però sono d’accordo che venga fatto sotto stretto controllo medico. E che l’informazione sia almeno seria, competente e massiccia.

    • sono d’accordo con te, la ru486 può essere utile per ridurre la traumaticita dell’aborto. per quanto riguarda il controllo medico, gli “effetti collaterali” (sanguinolento in primis) sono relativamente rari e ridotti, per cui secondo me il controllo medico può anche essere “a distanza”, per favorire il precoce ritorno della donna a casa. l’informazione seria e competente in italia temo sara’ sempre un sogno.

      ps. benvenuta e grazie del commento!


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