Pubblicato da: cescocesto | 9 gennaio 2010

Book-Crossing e oltre

Quest’anno niente buoni propositi che non rispetterò.
Solo uno, che faccio tutti gli anni:
leggere di più.

E a proposito di leggere, mamma si è fissata da qualche tempo col bookcrossing, o come lo chiama lei, forte dei suoi assolutamente inesistenti anni di studio d’inglese, crossbooking o bookingcrossing.
Per chi non lo sapesse, la filosofia alla base del bookcrossing, nato intorno ai primi anni del 2000, è “rilasciare libri nell’ambiente naturale, compreso quello urbano, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone”. L’idea di per sè é terribilmente affascinante: liberare un libro (non abbandonarlo, sia chiaro) che abbiamo amato cosicché altri ne possano godere. E, in aggiunta, è possibile lasciare nel libro un piccolo segno di noi: una dedica, una citazione, una foto, qualunque cosa che narri anche in minima parte la nostra storia, oltre a quella del libro. L’unico “obbligo” è quello di registrare sul sito ufficiale il libro prima di liberarlo: in questo modo sarà possibile seguire i suoi passi.
Ovviamente, è anche possibile istituire delle “BookCrossing Zones” all’interno di bar, negozi, sale d’attese di ospedali e ambulatori: piccole librerie o tavolinetti dove si possono prendere o liberare libri. Mamma vorrebbe realizzare proprio una cosa del genere nella sala d’attesa dell’ambulatorio, e mi ha coinvolto nel progetto.
Tra domani e lunedì mi informerò su come fare, e vediamo che ne uscirà fuori.

Un’iniziativa simile ma con un diverso spirito la sta conducendo la signora Franca, che gestisce il sito Librinprestito. La signora ha un’ampia collezione di libri, alcuni suoi e alcuni donati, che mette a dispozione di chi li chiede, a due condizioni:
1) che vengano restituiti dopo un mese e mezzo (prorogabile su richiesta).
2) che il libro, tornando nelle sue mani, le racconti del tempo passato nelle tue.
Tutto ciò pagando 1,68 euri di spese postali.
I libri tornano così indietro sottolineati, disegnati, con piccole poesie o osservazioni agli angoli delle pagine o in copertina, con dei regalini, lettere, oggetti vari dalle bustine da tè ai biglietti dell’autobus, perfino con allegate le recensioni del lettore. Per capirci, questa è la gallery fotografica dei libri più vissuti.
Che altro dire se non che lunedì sarò già alle Poste a pagare il bollettino?

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Responses

  1. A me è sempre piaciuta l’idea di lasciare un libro e sapere che qualcun’altro lo leggerà.
    Senza sapere chi avrà il tuo libro ed un pezzo della tua storia.
    Anche io sono iscritta al book-crossing!
    Ciao

    • vero? è un’idea affascinante.. lasciare un libro e sapere che qualcun’altro lo leggerà, o leggere un libro che contiene tra le pagine la storia di qualcun altro (come un attestato di merito.. ;))
      anche tu sei iscritta? da quanto?

      • Sono iscritta da qualche anno (3 o 4) e qualche libro l’ho lasciato andare nonostante io sia una “possidente” di libri molto vorace.
        Cosa non trovare nei libri se non attestati di merito….. 😉

      • hai solo “liberato” o anche trovato qualcosa?
        io lo ammetto, avrei seri problemi a lasciare andare un libro. credo che potrei arrivare a comprarne un altro uguale e liberare quello.
        cosa non trovare nei libri? attestati di merito o fiori 😉

  2. io sono iscritta da molto più tempo di silvanascricci! (muahahahha!!! si, è una gara). ho liberato dei libri, ma è un bel pezzo che non vado in cerca. tempo fa al mio bar preferito c’era l’angolo bookcrossing, fatto per agevolare gli scambi e offrire riparo e protezione ai libri, ma l’hanno tolto 😦

  3. questa pratica è tipicamente nordica ed anglosassone. spesso nei vari viaggi che ho fatto ho trovato sempre libri in abbondanza presso i vari hotel, villaggi ect..e sempre inglesi, russi, svedesi..quasi mai italiani.
    prima pensavo che fosse perchè non siamo abituati a lasciare i libri… dopo ho capito che era perchè noi NON leggiamo i libri…
    a.y.s. Bibi

  4. […] agli interventi. b) vi ricordate l’iniziativa Librinprestito, di cui avevo parlato qui? Con un leggero ritardo rispetto alle previsioni, mi sono finalmente messo in contatto con la […]

  5. Ciao io collaboro con una cooperativa che ha tentato l’esperimento Bookcrossing all’interno degli Informagiovani (con tanto di pubblicità fatta dalla sottoscritta) – fallendo totalmente – Il pubblico Riccionese non ha neanche capito lo spirito e i Cattolichini pure…i libri sono un universo talmente arricchente che non hanno paragoni ma occorre fare un pò fatica e la gente non vuole fermarsi a leggere con conseguente azione del pensare…TRISTE!

  6. infatti anch’io sto rimandando l’esperimento postazione-bookcrossing in studio da mia mamma perché so quasi per certo che fallirà miseramente..
    c’è un angolino “libri randagi” nella Coop del mio quartiere, ma la gente ci molla solo libri ingialliti tirati fuori da dietro le librerie e testi di scuola che probabilmente nessuna libreria gli ha accettato indietro.

  7. Io avevo fatto anche tutti i dorsi, le schede, i tesserini coordinati con immagini accattivanti, comunicative e di richiamo…libri nuovi e di vario genere – bella l’idea come seme ma non ha trovato terreno fertile…del resto (confesso) io non sarei un buon esempio, ho un rapporto posessivo/egoistico con i libri che privarmene per il bene divulgativo mi fa molto di sacrificio sulla croce…io me li leggo, rileggo, li guardo, li sottolineo, ci scrivo le note a fianco, li evidenzio e più un libro è giallo e autointerpretato e più mi ha dato…come consegnarlo agli altri?

    • anche questo è vero.. io sono come te. paradossalmente sono passato da un fase durata fino all’anno scorso di “odio chi fa le orecchie e sottolinea”, usavo i segnalibri e cercavo di mantenere il libro immacolato. ora invece sottolineo e faccio orecchie in alto e in basso (in alto per il segno, e in basso per le pagine significative).
      mi affeziono morbosamente ai libri, e per l’eventuale postazione di book-crossing avrei infatti pensato di acquistare appositamente i libri da liberare, pur di tenermi i miei.


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