Pubblicato da: cescocesto | 8 marzo 2010

Otto marzo e pari opportunità

Io mi considero femminista.

Credo che, nel complesso, le donne siano più intelligenti degli uomini.
La mia esperienza di “tutor” al liceo (leggi: ancora di salvezza per chi voleva capire, alla vigilia del compito di matematica, cos’erano e come si calcolavano i limiti all’infinito o fonte di notizie per chi cercava di incamerare più informazioni possibili sulla vita delle stelle a due giorni dall’interrogazione di astronomia) mi ha insegnato che le ragazze, oltre ad avere di base più voglia di studiare, hanno sia una prontezza nell’assimilare i concetti che i maschietti non hanno sia un modo di approcciarsi ai problemi più dinamico e meno settario. E questo soprattutto in matematica, storicamente materia di appannaggio maschile.
Non mi dilungo poi sulla diversa sensibilità maschile e femminile, che permette alle donne di aprirsi verso un mondo che all’uomo è precluso. O che forse è presente nell’uomo senza però che questo abbia la capacità di rapportarsi serenamente con esso. E lo dico perché, da bravo impiccione, so quanto la stessa confidenza raccontata dallo stesso ragazzo ad una ragazza o ad un altro ragazzo risulti differente, sia nei contenuti che nell’esposizione.
Per non parlare della capacità imprenditoriale, anch’essa storica caratteristica della psiche maschile. Beh, pare che nella democraticissima Svezia che ha costituito le quote rosa per legge in Parlamento, nell aziende (sono stati azzerati i consigli di amministrazione delle più grosse società che non le rispettavano) e nelle università, oggi siano le donne stesse a volerle abolire, perché di fatto discriminatorie. Infatti molte donne, pur essendo più qualificate degli uomini, vengono escluse dalle università o non assunte in azienda poiché il loro numero supererebbe quello degli uomini.

Oggi è l’otto marzo ed è la festa della donna.
E noi abbiamo un premier che invece di candidare alle elezioni donne laureate in legge, economia o scienze politiche, candida ex meteorine, ex veline, ex letterine; abbiamo dei professori universitari che trascorrono una lezione commentando stupiti che in un corso di medicina ci siano più femmine che maschi e che queste vanno pure meglio dei loro colleghi; abbiamo commentatori radiofonici che ricordando l’otto marzo non parlano di pari oppurtunità ma consigliano agli uomini di “dare un grosso bacio in fronte alla vostra compagna quando tornate dal lavoro”, ovvero: voi che portate la pagnotta in casa fate sentire importante quella che cucina e tiene tutto in ordine.
E dire che noi siamo l’Italia di Rita Levi Montalcini e Margherita Hack, donne che a gente come Berlusconi gli mangiano la pappa in capo.

Abbiamo ancora tanta strada da fare.

Annunci

Responses

  1. non mi ricordo dove lessi, con buona pace dell’orgoglio, che le donne avevano delle aree del cervello più sviluppate degli uomini. Anche se il riferimento alle “lezioni di matematica” lascia un po’ il tempo che trova..

    • lo so, ma avevo bisogno di un esempio terra terra e non mi veniva in mente nient’altro!
      a quanto mi ricordi le donne hanno la sostanza bianca del cervello più sviluppata degli uomini, e questo favorisce la comunicazione tra le varie zone cerebrali, rendendole più “aperte” mentalmente.

  2. Questo post mi piace, anche se sono sempre un po’ titubante verso chi, maschio, si professa “femminista”.
    Ma di te, Cesco, mi fido.
    Per buttarla un po’ sul ridere, ma non troppo, dopo il mio post alquanto incazzereccio sull’8 marzo e sul simbolo della mimosa ti dico solo una cosa: noi donne siamo, sostanzialmente e formalmente, multitask.
    Riusciamo a fare molto cose bene ed in contemporanea, ma non perchè necessariamente più brave ma per atavica, storica, tramandata e genetica abitudine, consuetudine, obbligo
    Ciao, un abbraccio
    Silvana

    • grazie della fiducia, cara silvana.
      effettivamente ho modificato la prima frase dell’intervento varie volte, non essendo totalmente sicuro di quale fosse l’espressione più corretta.
      però tutto quello che viene dopo è realmente quello che penso, derivante anche dagli insegnamenti di un prof che, pure lui, si considerava femminista e di fatto lo era abbastanza. e poi dai -sempre per buttarla sul ridere- se il femminismo fosse appannaggio solo delle donne, sarebbe discriminazione sessuale, no?

      un abbraccio


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: