Pubblicato da: cescocesto | 2 giugno 2010

Vademecum sulle recite all’asilo

Lo scorso sabato sono andato alla recita di fine anno dell’asilo della mia cuginetta di quattro anni.

Ho rischiato di non arrivarci mai perché mamma -a cui avevo preventivamente comunicato la sera prima che sarei andato anch’io con lei e nonna, ma il suo “sgronf, va bene” di risposta alle mie parole avrebbe dovuto insospettirmi- se n’è andata di casa per recuperare nonna senza svegliarmi. Fortuna che la nonna in questione mica se le scorda le promesse, così dopo dieci minuti che mamma era uscita ho ricevuto una sua telefonata: “Ha detto nonna che le avevi promesso che venivi anche te..”
“zzzzsììì.. ma te lo avevo detto ieri serawwwwnn.. che venivozzz..”
“Ah, sì? Allora ti vengo a prendere tra cinque minuti!”
“Cinque?! Fai dieci..” (tempo minimo per caffè in tazzona+lavaggio essenziale e acquisizione di una faccia presentabile e non da uno che è appena cascato dal letto).
Ovviamente, quando mamma arriva sono sempre in pigiama, ma ho già sù un’espressione -quasi- pimpante.
Arriviamo con colossale ritardo alla scuola, con le suorine che ci additano perché abbiamo peccato dormendo eccessivamente.
Lo spettacolo è iniziato poco dopo, e mi ha fornito l’ispirazione per un micro-studio socio-antropologico (piazzaci il parolone che così l’intervento sembra serio, fatto).
Ed ecco cos’ho imparato dalla mattinata:
– se vuoi metterti a sedere, devi arrivare sul posto almeno mezzora prima dell’inizio.
Se poi vuoi posti in prima fila, devi arrivare un’ora prima. E non farti impietosire dagli occhi delle nonnine che arrivano in ritardo e vorrebbero il tuo posto: te lo sei guadagnato e quindi è tuo!
– all’inizio dello spettacolo, identificare “il tuo” in mezzo a quella massa informe di mani, piedi e capelli sarà alquanto difficile.
Un buon trucco è concentrarsi sulle scarpe, che possono essere usate anche per dare indicazioni agli altri spettatori (mamma: “dov’è?” io: “vedi le scarpe verdi? Ecco, tre bambini dopo ci sono delle scarpe rosa, è lei!” nonna: “quella coi calzini rosa?” io: “no, le scarpe rosa!” nonna: “ah, quella con le strisce rosa!” io: “no, quella con le scarpe tutte rosa!” nonna: “ah beh, io non la vedo. Poi me la indichi te!”)
– tua figlia/o, cugina/o, nipotina/o, anche in mezzo a duecento altri pargoli, sarà sempre la più carina/o ai tuoi occhi.
Pure se accanto a lei c’è un’altra bambina bionda, con boccoli d’oro naturali e occhi del colore del cielo che incontra il mare, la tua bestiolina là accanto sarà sempre un gradino sopra.
– dirigere bambini dai tre ai cinque anni non è affatto facile.
I pargoli però fanno evidenti passi da gigante dai tre ai cinque anni: i primi barcollano sul palco abbastanza a casaccio (e alcuni di loro si perdono e devono essere inseguiti dalla maestra di turno), mentre i secondi riescono ad eseguire complesse coreografie sulle note degli ultimi successi dello Zecchino D’Oro senza -quasi- problemi (e schivano senza problemi i treenni che corrono come indemoniati alla ricerca della mamma fuggendo dalla maestra).
– l’idea dei pallonicini gonfiati con l’elio a cui attaccare i pensierini dei bambini dell’ultimo anno per poi liberarli in cielo sarà anche inflazionata, ma fa sempre la sua porca e melodrammatica figura (“oh, ho un moscerino negli occhi!”).

E questo è quanto. Fatene buon uso all’occorrenza.

Ah, un’ultima, importantissima, digressione su i buffet.
A queste recite i buffet vanno affrontati con strategie più complesse del normale, soprattutto perché a) i bambini dopo lo spettacolo sono molto affamati e i loro genitori prenderanno più cibo del solito e b) essendo un buffet per bambini, i tranci di pizza sono angolini di pizza, i tramezzini sono tramezzini-ini e i panini sono mini-panini, per cui per riempirvi lo stomaco dovrete riuscire a prenderne più di quanti ve ne basterebbe arraffare di solito. Tenete anche presente che spesso ai buffet avere un bambino al seguito è conveniente (bastano un “cucciola, hai tanta fame, lo so, ma la fila è lunga.. no dai, non masticarti il braccino” o un “tesoro, lo so che hai sete, ma dobbiamo aspettare il nostro turno.. come? Cominici ad avere le visioni?” per fare aprire la calca di gente come il Mar Rosso con Mosè e arrivare diretti a cibaggi e beveraggi, o un “oh, piccola, il signore ti ha pestato il piedino?” per avere in regalo dal signore colpevole due tramezzini e un pezzo di pizza), ma non in questo caso: in questo caso rischierete di perdere il vostro pargolo ogni volta che guarderete il vassoio dei tramezzini-ini o dei mini-panini, non potrete giocare le carte “tesoro hai sete” o “cucciola hai fame” e sarete inoltre circondati da minuscole braccia che si agitano all’altezza del vostro sedere arraffando cose a caso perché i loro proprietari sono più bassi dei tavolini del buffet.

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Responses

  1. Anche qui, nell’asilo difronte a casa, ci danno dentro come dei matti!

    • poetici e carucci o casinisti e stonati?

      • Casinisti ma abbastanza intonati.

  2. ahahahah grande cesco!!!! bellissimo intervento! sono piegata in due dalle risate!

  3. …Sei un comico nato… Fortee!


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