Pubblicato da: cescocesto | 26 giugno 2010

Idee in festa e libri in pila

Oggi ho totalmente il blocco dello scrittore.
Che è peggio della paura della pagina bianca: lì almeno ti imparanoi a guardare il foglio bianco perché non ti esce nulla.. Io invece mi sento le idee ballare la Waka Waka in testa ma non riesco a dargli forma concreta: ogni volta che mi metto a scrivere di qualcosa, il mio cervello si focalizza su un’idea diversa, impedendomi di dare corpo alla prima.
Una cosa del genere.

Luogo: Cervello.

Vuvuzelas e bonghi suonano in sottofondo, mentre tante lampadine spente ballano sulle note di Shakira, ridicolmente abbigliate con gonnellini di paglia e collane d’osso.
Nel momento clou del ritornello, mentre Shakira inneggia solenne: “This time for Africaaa”, una delle lampadine si accende.
Esclamando “Eccomi! Sono io! La terza puntata di VoyaCesc!” si dirige verso un cartello con scritto This side right hand e si lancia giù per lo scivolo, per impartire alla mano destra le nozioni da trasformare in frasi e parole che verrano poi digitate sulla tastiera.
E così in pochi minuti, le dita scorrono veloci sulla tastiera e le prime frasi del post sono scritte.
Ma nel frattempo, sempre sulle note di Shakira in loop costante, un’altra idea si accende, ed esclamando “Eccomi! Sono io! La seconda puntata de I consigli dell’Angelina!” corre sotto il cartello con scritto This side left hand e si lancia giù per lo scivolo diretta alla mano sinistra che dovrà narrare le sue gesta.
Il conflitto tra le due mani e le due idee si traduce in una lotta furiosa, con pugni e cazzotti degni del peggior film di Stallone. Il Capotribù interrompe la musica (con grande disappunto delle altre idee), fa tornare indietro le due lampadine e ascolta le loro ragioni. Sceglie di dare la precedenza alla prima idea, che torna alla mano destra. Ma la lotta l’ha stancata, e la lampadina non riesce ad emettere luce a sufficienza per indurre la mano a scrivere. Lo stesso vale per la seconda idea.
Il Capo consiglia loro di tornare all’Archivio Idee Inespresse, dove potranno essere ricaricate in attesa di essere trasposte, un giorno, in frasi e periodi.
A questo punto, nessuna idea ha voglia di lanciarsi per paura di finire sprecata, e viene dichiarato il Blocco.

In soldoni: questo è il quarto post che inizio a scrivere. Gli altri tre sono finiti nelle bozze, in attesa che il Blocco venga sciolto dall’esimio Capotribù.

Avrei potuto lasciare il blog a secco di post, ma ormai ho deciso di scrivere, e quindi post sia.
E siccome spesso quando c’è il Blocco in corso la cosa migliore è mettersi a scrivere lasciando correre la mente fin quando non esce qualcosa di buono (leggi: fin quando qualche giovane idea non disobbedisce alle leggi tribali e si lancia nello scivolo), è quello che ho fatto.
E mi è venuto in mente che non ho ancora parlato di Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, che ho finito di leggere qualche giorno fa.
All’inizio di quest’anno il mio “proposito silenzioso” (leggi: proposito non dichiarato ad alta voce, così che, se non l’avessi rispettato, non mi sarei sentito in colpa) era quello di leggere almeno un libro al mese e recensirlo sul blog.
Quindi, ad oggi, dovrei aver letto almeno sei libri.
Ehm. Ehm. Coff coff coff.
Ne ho letti.. tre. O quattro.
Il primo l’ho recensito, ed è La custode di mia sorella; il secondo è Il più grande spettacolo della terra di Dawkins, di cui ho la recensione in bozze da quasi tre mesi; il terzo è, appunto, Pomodori Verdi Fritti. A questi si aggiunge L’abito di piume di Banana Yoshimoto.. ma non mi ricordo quando l’ho finito (se dicembre o gennaio), il ché dà un quadro abbastanza chiaro di quanto tutta questa Waka Waka mi stia danneggiando il cervello.
Ci tengo a puntualizzare che non è che non leggo, no.

Ho iniziato qualcosa tipo dieci libri, che sono tutti lì carini carini ad aspettarmi sul comodino newyorkese. Ma in questo periodo il mio rapporto con i libri è analogo a quello che ho con le idee per il blog, per cui ogni giorno leggo un libro diverso, se non due (in pratica leggo poche pagine del primo pensando che il secondo è probabilmente molto più interessante, e quando poi passo al secondo mi ritrovo a ripensare a quello che ho letto del primo, di conseguenza devo leggere dieci volte lo stesso rigo perché non c’ho capito una mazza). Per ovvie questioni di spazio, nella casellina a destra “Attualmente sul comodino” riporto i primi tre/quattro della lista, ma per farvi un’idea la pila comprende Alice nel paese delle meraviglie (trovato in mezzo alla libreria dei miei, con testo inglese a fronte), Zia Mame (ecco, quello lo vorrei recuperare, se solo lo ritrovassi), L’eleganza del riccio (lasciato a metà perché non mi convinceva del tutto), Veronika decide di morire (preso per curiosità non avendo mai letto Coelho), L’ombra del vento (pescato alla Coop, offertona imperdibile), nonché Inciucio di Travaglio, che cerco di finire da almeno un anno ma che devo interrompere ogni tanto perché fa davvero venire la nausea. A questi si aggiunge Firmino, il primo arrivato dei Librinprestito, che devo obbligatoriamente finire entro due settimane (per questo è in cima alla pila con un post-it che ordina: “Leggimi!”).

Okay, sarà il caso di fermarsi qui. Questo flusso di coscienza ha prodotto un’intervento-sproloquio sul.. nulla!
Chiudo qui e tento di scrivere la recensione del libro, ma intanto pubblico questo perché so che pure quella finirà nelle bozze almeno fino a domani.

ps. ho appena scoperto che WordPress ha creato un nuovo aggeggino per superare il blocco dello scrittore. Quanto ci tiene ai suoi blogger. Spillaccherate qui, se vi interessa.

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Responses

  1. povero cesco… pazienza per il blocco, ma il sottofondo di waka waka nooooo, proprio non si regge! rende bene l’idea della tortura che stai passando con ‘sto blocco.

    Approvo la spiegazione delle idee che fanno lo scivolo sulle mani: Freud ci avrebbe scritto un trattato!

    per quanto riguarda i libri, anch’io adotto la tecnica “dello spazzaneve”: portare avanti su più fronti 5 o 6 libri di pari passo, 10 pagine qui, 15 là…
    Mi sono arenata anch’io su “Veronika decide di morire”, aperto in spaccata da quasi un anno su pagina 20 (a proposito, grazie x avermelo ricordato! mi sa che la rilegatura merita un cambio di posizione); Firmino invece è alla fase dell’abbandono definitivo: un personaggio più triste, miserrimo e sfigato non lo potevamo trovare. è quasi più deprimente de “La corazzata Potëmkin” con la carrozzina che cade per la scalinata 😥

    • cara fra, che ci posso fare? la sento ovunque ormai! (e meno male che alla radio non la passano, sennò mi esploderebbe il cervello).

      su Veronika anch’io mi sono arenato quasi subito, complice un discreto sonno al momento della lettura. riprenderò stasera, e valuterò se proseguire o meno.
      Firmino mi sta deprimendo pure le ossa, ma ho deciso che lo finirò entro la prossima settimana, costi quel che costi.

  2. waka waka eh eh
    la cosa curiosa di questa canzone è che tutti ne parlano, ma io per sentirla sono dovuta andare apposta su youtube, o non l’avevo mai beccata.
    però è carina.
    waka waka eh eh
    stanotte ho sognato oltretutto che ero in sudafrica. di nuovo. mi sa che dopo vado ad aggiornare l’ultimo post che ho fatto per raccontarlo.
    coooomunque.
    io mi rendo invece conto di quanto sono preoccupante, dopo che non solo mi sono esaltata su un’epigrafe romana, ma addirittura ora sto leggendo, a esame finito, “la prostituzione sacra nell’italia arcaica”.

    • io la sento ovunque tranne che in radio. mi viene il dubbio che non tutte le radio abbiano i diritti.. ieri su RDS (che invece manda Gipsy cinquanta volte al giorno) la tipa diceva che si era rotta di sentirla.. ma non l’hanno mai passata!
      vado subito a leggere il post sul sudafrica (il che mi ricorda che mi ricordo solo qualche pezzo del tuo racconto sul sudafrica, perché mentre raccontavi sono stato rapito da Morfeo).

      ps. waka waka eh eh

  3. Waka waka eh eh?!

    MA ANCHE NO!!!

    • è ovunque!!

      (in attesa del tuo cd che mi salverà dai ritornelli scrausi)


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