Pubblicato da: cescocesto | 25 luglio 2010

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

Ci sono libri che andrebbero commentati a caldo, subito dopo aver finito di leggere l’ultima riga dell’ultima pagina.
Ci sono altri libri che invece andrebbero fatti decantare, per avere il tempo di assimilare tutto ciò che la lettura ci ha trasmesso.

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg si colloca a metà tra le due categorie: è talmente infarcito di eventi, storie, trame e sottotrame che andrebbe commentato “a caldo” perché inevitabilmente ce ne scorderemo alcuni (e, nell’economia del libro, spesso sono proprio i più -apparentemente- piccoli e insignificanti fatti, quelli a cui l’autrice accenna in un singolo rigo o in una singola frase, ad essere i più importanti nel creare il disegno generale); ma va anche “lasciato decantare”, così che il superfluo che inevitabilmente appesantisce alcuni episodi e situazioni scivoli via, e ci rimangano solo i ricordi delle sensazioni assaporate e dei sentimenti provati nel corso della lettura.

La storia principale si articola come un enorme flashback, che viene raccontato in due modi: il primo utilizza frammenti del “Bollettino di Whistle Stop”, in cui la signora Weems racconta a noi e agli abitanti della cittadina gli eventi salienti della settimana, mentre il secondo è dato dai racconti che l’anziana signora Threadgoode fa all’amica, Evelyn Couch, conosciuta per caso perché nuora di un’altra ospite della stessa casa di riposo.
I ricordi passati si intrecciano con la cornice, costituita da scene della vita della signora Couch, che all’inizio del libro sta affrontando una profonda crisi esistenziale da cui riuscirà ad uscire proprio grazie all’amicizia con Ninny e, attraverso di lei, con Ruth e Idgie, le proprietarie del piccolo caffè di Whistle Stop.
Intorno al caffè si intrecciano le storie della famiglia Threadgoode, di cui Ninny e Idgie fanno parte, la storia d’amore tra Ruth e Idgie, accennata tra le righe e resa chiara da alcuni episodi, le difficoltà della popolazione nera della zona (la storia si articola tra gli anni Trenta e Quaranta), tollerata solo come servitù e non ancora totalmente accettata, e la storia di Stump, figlio di Ruth e dell’ex marito.
A queste vicende si aggiungono un omicidio (non certo il cardine della storia, ma funzionale alla maturazione di alcuni personaggi e utile per mostrarcene altri sotto una luce totalmente nuova), la figura del misterioso Bill Ferrovia (del cui nome non sono totalmente sicuro, e questo è un punto a favore del “scrivi il commento subito dopo aver finito il libro”), che assale i treni per rubare provviste per gli abitanti neri di Whistle Stop e quella di Smokey Lonesome, vagabondo che frequenta il caffè perché da sempre innamorato di Ruth.

Leggendo il libro si provano le stesse sensazioni della signora Couch, che a metà del romanzo osserva che grazie ai racconti di Ninny le sembra di aver frequentato, da sempre e per sempre, il caffè, di aver scherzato con Idgie, giocato con Stump e assaporato il piatto forte di Ruth, i pomodori verdi fritti. Io mi sono trovato a tifare per Idgie sperando che riuscisse a strappare Ruth al suo malvagio marito, sono stato in asia dopo l’incidente di Stump, ho sofferto alla morte del dolce vagabondo Smokey e ho condiviso la sofferenza della signora Weems che annunciava la “fine di un’era” il giorno che il caffè ha chiuso.
Non è un libro impegnativo, è rilassante e leggero, ma in alcuni passaggi davvero duro. Consigliatissimo.

Dal libro è stato tratto anche un film con Kathy Bates e Mary Louise Parker, che ho visto per caso il giorno dopo aver finito il libro. Però ho visto solo la seconda metà, quindi non sono in grado di dare un giudizio. Se riuscirò a recuperarlo, prometto di integrare anche il commento al film.

E per finire:

POMODORI VERDI FRITTI CON SALSA AL LATTE

3 cucchiai di grasso di pancetta – 4 pomodori verdi affettati – farina – latte – uova sbattute – pangrattato – sale – pepe

Scaldate il grasso in una padella per friggere. Bagnate i pomodori nell’uovo sbattuto, quindi passateli nel pangrattato. Friggeteli fin quando non saranno coloriti da entrambi i lati e sistemateli su un piatto. Per ciascun cucchiaio di grasso rimasto in padella, aggiungetene uno di farina e mescolate bene. Quindi versate, sempre mescolando, una tazza di latte tiepido e lasciate cuocere finché la salsa non si addenserà, senza mai smettere di mescolare. Aggiungete sale e pepe a piacere, versate sui pomodori e sevite bollente.

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Responses

  1. ciao!
    io invece ho visto il film, ma non ho mai letto il libro, per dirla tutta il film l’ho visto decine di volte ed è bellissimo! anche se, leggendo il tuo post credo di capire che è molto ridotto rispetto al libro (ovviamente). il film si chiama “pomodori verdi fritti alla fermata del treno” (il titolo italiano, perchè in inglese mi pare sia come il libro). ora ho voglia di cercare il libro 🙂

  2. ciao lumaca, benvenuta!
    mi fa piacere che la lettura del post ti abbia fatto venir voglia di cercare il libro.. a me il tuo commento ha fatto venir voglia di vedere il film. 😀

  3. Ciao, ieri sera ho visto il film per la centesima volta, mi fa impazzire. Ma ci sono dei dettagli del libro che sono stati trascurati nel film. Mi piacerebbe tantissimo leggere il libro, ma non riesco a reperirlo. Sono andata sul sito della Mondadori, della Feltrinelli, su ebay, ma queto romanzo sembra introvabile. Potresti darmi qualche dritta su come acquistare Pomodori verdi fritti al caffè Whistle Stop?
    Ti consiglio di vedere il film, è molto bello!
    Grazie e buona serata

    • ciao perlagreta, benvenuta! 🙂
      io non sono mai riuscito a vedere il film, tutte le volte che lo trovo in televisione vedo gli ultimi dieci minuti.. ma se me lo consigli così caldamente, vedrò di recuperarlo.
      per quanto riguarda la “questione adattamento”, credo sia inevitabile tagliuzzare un po’ nel trasportare la storia dalla carta allo schermo, l’importante è che non si snaturi troppo la storia (e non credo sia questo il caso).
      il libro io lo trovai per caso in libreria, pubblicato da Sonzogno (quello di cui ho messo la copertina nel post), però credo ne esistano anche altre edizioni. ho fatto una veloce ricerca su ibs.it e bol.it e sembra sia reperibile in tutti e i siti un’edizione della Rizzoli a 9€.
      spero tu riesca a trovarlo! 😀

  4. Ciao Cescocesto, ti ringrazio tantissimo delle informazioni, ti farò sapere se lo trovo.
    Hai ragione tu, nella trasposizione cinematogrfica certi cambiamenti sono necessari, anche perchè filtrati dall’interpretazione del regista, ma questo non vuol dire che il film non sia di qualità. C’è da tener presente anche che la sceneggiatrice del film è la stessa scritrice del romanzo. Cerca di vederlo appena puoi, perchè ne vale pena. Buona visione:)

    • seguirò il tuo consiglio allora.
      in bocca al lupo per la ricerca 😉

  5. Ieri ho visto il film e devo ammettere che mi è piaciuto tantissimo nonostante nn ci siano delle scene che, a differenza del libro, confermano la storia d’amore tra Idgie e Ruth che qui vengono viste come migliori amiche…voto 10!

    • sì, una delle critiche al film che ho letto più spesso è la mancanza di “chiarezza” nel definire il rapporto tra Idgie e Ruth. però ho letto che secondo il regista, una scena in cui si tirano delle verdure (? credo, non ho visto il film) è una allusione al sesso. (bah)


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