Pubblicato da: cescocesto | 2 settembre 2010

Test, test, test

Oggi è partito ufficialmente il valzer dei test d’ingresso per l’università.

Il numero chiuso è un “sistema di filtraggio” che può avere senso per alcuni corsi di laurea -medicina, veterinaria, professioni sanitarie- ma che negli ultimi anni si sta estendendo a molti altri corsi, essenzialmente perché le facoltà scientifiche senza più fondi non riescono a star dietro ad un eccessivo numero di iscritti (problema che non riguarda matematica, chimica e fisica, le cui classi sono sempre più deserte).

Premesso che nutro seri dubbi sull’efficienza dell’attuale sistema di valutazione (è meglio sapere chi ha dipinto la Cappella Scrovegni ma non sapere cos’è una verterbra o sapere come funziona il cuore ma non avere idea di com’è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale?), ritengo che il test d’ingresso sia utile e in alcuni casi necessario proprio per questioni logistiche e di spazio: sono lontani gli anni in cui era possibile fare lezione nei teatri, anche perché molti di questi ultimi sono stati chiusi (provassero a chiedere di fare lezione al Medusa..).
Spesso però le facoltà si trovano costrette a ricorrere a questi test per limitare il numero di iscritti non avendo i soldi per procurarsi libri, mezzi e strumentazioni per tutti. Posso capire che si voglia fare un test d’ingresso per medicina essendoci, per esempio, a Pisa circa 1.500 potenziali matricole, ma non a farmacia, dove il numero di iscritti al primo anno non credo superi le trecento/quattrocento persone. In questo caso il test è obbligatorio esclusivamente perché la facoltà non ha laboratori e strumenti per tutti. E questo, ovviamente, perché ci sono sempre meno soldi.
Due anni fa una delle professoresse del corso di fisiologia (una delle materie di base dove più si potrebbe e dovrebbe “provare sul campo”, per capire come funzionano le strumentazioni) ci disse: “Fino a qualche anno fa facevamo quattro esercitazioni a semestre, quest’anno ne faremo una. E il prossimo anno nessuna, perché il tecnico andrà in pensione e non potremo assumere perché c’è il blocco del turn-over”.
Inutile dire che il computer che abbiamo usato nell’unica esercitazione girava col DOS.

E in tutto ciò, mentre Tremonti continua a tagliare i fondi per l’università e la Gelmini sfascia la scuola elementare -ops, primaria-, l’unica che ci invidiavano in tutta Europa, leggo su Repubblica che “I test per l’università si faranno già al liceo”.
Ok. Stop.
Sono due anni che la Gelmini è Ministro della Pubblica Istruzione, e invece che di corsi di studio, di programmi scolastici e di merito, ho sempre e solo sentito parlare di “tagli agli sprechi” e “test”.
I tagli agli sprechi sappiamo tutti cosa sono: tagli lineari a tutte le scuole (pubbliche!) e a tutte le facoltà.
E i test?
I test servono a giudicare “l’efficienza” della scuola.
Prima c’è stato il “test INVALSI”: un test “universale e nazionale” proposto in tutte le scuole, in seconda e in quinta elementare II e V primaria e anche in prima e terza media I e III secondaria di primo grado, per avere delle valutazioni comuni per tutti gli istituti scolastici italiani.
Ovviamente, soprattutto nella prova di italiano, questi test hanno dato dei risultati devastanti (pare comunque che fossero abbastanza difficili). Risultato: anche gli studenti con delle buone medie hanno toppato alla grande.
Un sistema di valutazione di questo tipo, se si andasse oltre la mera propaganda (facciamo test ogni due giorni e mezzo=premiamo il merito!!), sarebbe uno strumento utilissimo per capire quali sono i punti deboli del “sistema scuola” in generale e delle singole scuole in particolare, in modo programmare corsi di recupero per gli studenti in difficoltà ed eventuali corsi di aggiornamento per i prof, e anche per individurare quali sono i punti forti, in modo da costituire potenziamenti per gli studenti più preparati.
Ma in un paese che spaccia una finanziaria uccidi-scuola per riforma dell’università, ci aspettiamo davvero che accada qualcosa del genere?
È di ieri invece la proposta di istituire dei fantomatici “test per l’università”, da inserire magari nel corso dell’esame di maturità.
AAAAAAAAAAALT. Cazzata.
Per più di un motivo:
a) i test d’ingresso sono ovviamente “mirati” nelle varie facoltà: a ingegneria ti faranno sicuramente domande di matematica e difficilmente di letteratura, così come ad architettura ti chiederanno qualcosa di storia o di storia dell’arte, non certo di biologia. Cosa pretendono, di fare un test su tutte le materie? Non c’è già la terza prova per quello? Quanto dovrebbero studiare questi poveri maturandi, già provati da latino e matematica?
b) poniamo che il maturando in questione abbia deciso di provare il test di medicina. Il test per quel corso di laurea prevede, tra le altre, 18 domande di biologia e 11 di chimica, materie che al liceo scientifico -al classico non so come funziona- vengono affrontate solo fino alla quarta, perché in quinta si studiano astronomia e geologia (sta quindi all’aspirante studente di medicina ripassarsele nei mesi che intercorrono tra diploma e test d’ingresso). Vogliamo caricare il maturando di altre materie da studiare, che non verrano peraltro considerate per decidere il voto finale?
Che poi, al di là di tutto, il test dovrebbe servire ad ammettere i più meritevoli.
Pensiamo davvero che un test, per quanto duro sia, possa impedire al figlio del primario di entrare a medicina? Via, siamo il paese in cui è assessore regionale un tizio bocciato tre volte all’esame di Stato!

Tutta questa baraonda su test, metri di valutazione, autoindagini dei singoli istituti serve solo a sollevare un polverone per non parlare dei professori precari da anni che sono stati esclusi dalle graduatorie nazionali, delle migliaia di maestri elementari licenziati e dei tagli alle scuole, dalla primaria all’università.
In sostanza, di questo:


Persone che dedicano la loro vita a educare bambini e ragazzi, che (banalmente) sono il futuro dell’Italia, che si trovano a non sapere cosa succederà di loro non l’anno prossimo (a questo sono abituati dopo anni di precariato), ma tra un mese.

Siccome questo post è particolarmente pessimista ma io vi voglio bene e non voglio che andiate a cena con l’incazzamento, tiratevi su il morale con questa intervista Dandini/Gelmini-Guzzanti in una delle ultime puntate di Parla con me (torna presto, Serena!).

Annunci

Responses

  1. bel post!!! lo faccio girare su fb 😉

  2. Aggiungo anche i miei complimenti al post – i tagli all’istruzione e la situazione lavorativa degli addetti ai lavori creano solo una forte amarezza e fanno constatare come il mondo della politica sia lontano dalla realtà – L’Italia ha bisogno urgentemente di una rivisitazione, condivisa, che consenta ad alunni, famiglie ed operatori di concorrere alla crescita e alla formazione dei nostri giovani che sono la vera risorsa per il nostro paese.

    • grazie loretta!
      quello che mi sorprende ogni anno, ad ogni finanziaria, è che a questi tagli non c’è mai fine.
      in germania la merkel ha tagliato i fondi all’esercito prima di toccare l’istruzione, noi invece spendiamo cinque miliardi di euro per comprare dei caccia..

  3. Il post è proprio interessante.
    Rispondendo alla tua domanda iniziale preferisco che un “testato” conosca la cappella degli scrovegni, sappia tutto sulla seconda guerra mondiale, mi sappia dire chi è Gadda perchè cosa è una vertebra, la funzione dell’intestino tenue e la formula chimica dell’elio le imparerà proprio facendo l’università.
    Sulla situazione attuale e futura degli atenei non mi esprimo per carità di patria.

    • grazie silvana!
      a mente fredda, mi trovo a concordare con te sulla questione “cultura generale”, anche perché spesso avere queste nozioni è “sintomo” di curiosità (e ovviamente buona preparazione e buona memoria), però poi magari è anche questione di fortuna, che ti capiti la domanda di storia dell’arte/biologia/storia su una cosa che il tuo prof ha fatto e gli altri no.
      forse ci vorrebbe anche un test orale, ma allora dovrebbero iniziare a luglio coi test d’ingresso..


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: