Pubblicato da: cescocesto | 13 ottobre 2010

Dentista, parte seconda (ovvero: fuggite se sentite le parole “pulizia dei denti”)

[Sono in ritardo di mille post.
Per rimettermi in pari, comincio da quello dentistico, che è il più veloce da scrivere.]

Alla fine ci sono andato, dal dentista.
Per ben due volte.

La prima visita si può riassumere in:
– apro la bocca
– il dentista mi controlla i vari denti, osservando che l’incisivo di centro-destra (passatemi il termine, non so come altro definirlo) si è storto un pochino.
Fa questa osservazione tipo tutti gli anni, anticipata da un “mmmh” e seguita da un “beh” e da un mio “e vabbè, pazienza”; dopo qualcosa come quattro anni di apparecchio, figurati se patisco di nuovo quelle pene infernali per raddrizzare un dente mezzo storto!
– il dentista osserva “spazzola bene qui davanti”, riferendosi agli incisivi di sotto. Io rispondo “eh, è che lì non riesco a pulire bene”. E lui osserva “abbassa il labbro e poi spazzola bene”, mimando il gesto.
Anche questa osservazione me la fa ogni anno, e ogni anno usiamo, sia io che lui, le stesse identiche parole.
– “guardiamo i denti del giudizio” fa poi, visto che Stefano ne dovrà togliere due (porello, NdC). “Ah, i miei sono usciti tutti!” osservo io, speranzoso che questo voglia dire che sono dritti e non dovranno quindi essere tolti. “mmmh”, fa lui (i suoi “mmmh” non promettono mai niente di buono). “cosa?” chiedo. “questo è un po’ stortino”, dice riferendosi all’unico dente del giudizio che mi ha dato problemi quando è uscito. “e.. quindi?” chiedo, cominciando a immaginarmi lui chino su di me con un’enorme pinza intento a tirare via il mio povero dente, la cui unica colpa è quella di essere diverso. “mmmh.. aspettiamo e vediamo cosa succede”, conclude. “..okay” (urla interiori di gioia e tripudio).
– il dentista alza la testa dalla mia bocca spalancata e conclude con il suo solito “allora ci vediamo l’anno prossimo”. O almeno, questo è quello che mi aspetto. In realtà, mi chiede: “hai dieci minuti di tempo? dovremmo fare un po’ di pulizia degli incisivi inferiori”.
Nota tecnica: dicesi “pulizia dei denti” una pratica non troppo dolorosa ma che produce rumori e sensazioni non proprio piacevoli -oltre ad ettolitri di sangue- che consiste nello sgrattugiare tra un dente e l’altro con un ferretto molto sottile per togliere il tartaro, una cosa durissima tipo cemento che si forma tra i denti dove non riusciamo a lavarli bene.
Preso dal panico, mi esce un: “No, devo andare all’assicurazione!” (che poi in realtà ci dovevo anche andare, ma un’ora e mezzo dopo). E me la filo.

La seconda visita è stata ieri.
Mi accoglie la stessa igienista dentale dell’anno scorso, una ragazza abbastanza giovane sempre pronta ad assecondare e calmare il mio terrore (provocato da quel maledetto ferretto acuminatissimo), che mi fa sdariare sul lettino.
Prima di iniziare, mi sono ricordato che non avevo fatto presente al dentista del dolore al molare, così lo dico a lei. Dopo accurata ispezione del suddetto, sancisce: “pare che vada tutto bene” (olè).
A quel punto tento inutilmente di guadagnare tempo con frasi da inizio conversazione, dalla classica “di che segno sei?”, al falsamente interessato “allora, è un lavoro soddisfacente questo?”, fino al cliché “oh, che brutto tempo oggi”. Ma lei non abbocca. E proprio mentre apro la bocca per lanciarmi nel sempiterno “non ci sono più le mezze stagioni”, l’igienista mi zittisce ficcandomi l’aggeggio infernale in bocca.
Il resto è stato un collage di:
“gratt gratt”
“sgratt sgratt”
“gratt gratt”
“auuu!”
“se ti fa male dimmelo che mi fermo”
“aaaaaaaauu! scì.. mi fa male”
“aspir sangue aspir sangue”
“gratt gratt”
“gratt gratt”
“gratt gratt”
“ommioddiofamalissimo”
“dai che abbiamo quasi fatto”
“gratt gratt gratt gratt.. eccolo, è venuto! guarda com’è grosso!”
“scento sciapore di sciangue in bocca”
“ah, scusa.. aspir aspir”
altri innumerevoli “gratt gratt” e “sgratt sgratt”
un ingannevole “ho finito.. no aspetta, guarda qui!” seguiti da vari altri “gratt gratt”
e poi finalmente.. “ok, abbiamo finito!”

Direi che l’operazione in tutto è durata due ore per me, dieci minuti nel tempo reale.
E, alla fine, il fatidico “allora ci vediamo l’anno prossimo”.
Seguito da “ehm, dovresti andare in bagno a pulirti perché sei sporco di sangue”.

E da oggi, come sempre, i miei tre buoni propositi post-dentista:
1) lavarmi i denti da due a sette volte al giorno (meglio otto)
2) usare semprissimo il filo interdentale (pure dopo aver mangiato una mela)
3) evitare di strafogarmi di nutella, riducendo i miei nutella party con un solo invitato a uno-due la settimana (al limite tre, se proprio c’è qualcosa da festeggiare)

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Responses

  1. ma dai non era sangue… secondo me era solo pomodoro!!! (A proposito, tienine da parte per Halloween ^^)

    • dici? dal colore sembrava proprio sangue.. però se era pomodoro, complimenti a chi l’aveva preparato, sembrava sangue vero!

  2. che drammatico 🙂
    non è così tremenda la pulizia dei denti!!! e poi…solo gli incisivi? ma si fa subito!!! 🙂

    • eh, lo so che in fondo non è una cosa così tremenda, ma ho ereditato la drammaticità da mia nonna, non posso farci nulla! 😛

  3. ma dai anch’io sono di ritorno dal dentista – lo trovo pure affascinante, professionale, ironico e soprattutto utile – a me piace il senso di pulito che ti lascia il detraltraggio e mi fa un pò schifo pensare che solo la pigrizia mi fa ritardare l’operazione “candeggina”

    • guarda loretta, ora che è passata una settimana posso dire che ti do -quasi- ragione. e infatti sto quasi riuscendo a mantenere i buoni propositi di lavaggi costanti e di usare il filo interdentale.
      però devo dirtelo: senso di pulito?? io quando esco ho la bocca secca che mi sa di ospedale!

  4. l’ultimo buon proposito secondo me, fai meglio ad accantonarlo! 😀 E’ impossibile da portare a termine! io ho appena concluso un party. se vuoi, il prossimo lo organizziamo insieme, così l’invitato non è più solo uno!

    • lo so, quello è il proposito più difficile.
      ricadere nel vortice è quanto di più facile possa esserci nella vita, anche se sei pulito da mesi e mesi!

  5. […] di convincervi a togliere un dente la cui unica colpa è quella di essere diverso (cfr. Cesco, in questo post – definizione geniale) dicendovi che dopo potrete mangiare chili di gelato. Farà talmente […]


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