Pubblicato da: cescocesto | 21 ottobre 2010

Lo sciopero lo fanno anche per noi

Caro studente di medicina,

che ieri mattina nel silenzio dell’aula pensavi “che palle questi ricercatori che scioperano e fanno rinviare l’inizio dei corsi facendoci perdere ore e lezioni”, forse dovresti essere messo a conoscenza di una cosa.
Esiste un intero mondo al di fuori della nostra facoltà.
Si chiama “mondo degli adulti”, ed è lì che si viene proiettati al termine del nostro lungo ciclo di studi, quando avrai in mano una laurea che recita “Dottore in Medicina”. È a quel mondo che tu aspiri, è per quel mondo che ti impegni a studiare giorno per giorno per passare bene gli esami e mantenere una buona media, è per quel mondo che fai rinunce anche importanti.
Ed hai tutte le ragioni del mondo a lamentarti di aver perso due importanti settimane di lezione.
Ma cerca di non fare quello che invece molti di noi tendono a fare: focalizzarti su quel mondo futuro come unico obiettivo, perdendo di vista tutto ciò che lo circonda, cioè l’oggi.

In quel mondo futuro ti vedi lavorare con passione, salvare vite, consolare pazienti sfortunati, ti vedi realizzato. Ma quel mondo rischia di svanire perché oggi, nel mondo presente, si sta consumando l’omicidio dell’università italiana.
Nei prossimi due anni i fondi destinati alle università, quei grandi edifici dove andiamo ogni mattina a seguire le lezioni e dove rimaniamo a studiare e a socializzare con i compagni, continueranno a calare, mettendo di fatto in ginocchio la gran parte delle facoltà italiane. E non credere alla formula dei “premi alle università virtuose”, che allo stato futuro delle cose non potrà che tradursi in una guerra tra poveri.

Quando affermi, in corso di assemblea, di essere “moralmente d’accordo con la protesta dei ricercatori” ma chiedi “cosa sperano di ottenere con la protesta?”, dimostri purtroppo di non avere la percezione di quello che sta succedendo.
I ricercatori scioperano perché questa riforma gli nega il diritto di essere assunti a tempo indeterminato -parliamo non solo di trentenni neolaureati, ma anche di quaranta/cinquantenni ancora precari, che confessano nelle interviste di andare a lavare i piatti in casa altrui per arrotondare lo stipendio- cancellando, di fatto, il loro futuro e le loro speranze. E ti vorrei ricordare che i ricercatori non vivono solo chiusi in laboratorio, ma alcuni di loro tengono interi corsi, con il Professore Ordinario che si presenta per tenere tre lezioni di numero.
Nell’Italia di oggi, dove un singolo uomo governa l’opinione pubblica attraverso il controllo -più o meno diretto- su cinque delle più imporanti reti televisive italiane, l’unico modo per farsi sentire è creare agitazione in modo da finire al telegiornale, e da lì nei discorsi delle famiglie.
Finché non c’è stata la protesta dei ricercatori ho sentito critiche alla riforma solo da parte degli studenti, mentre sentivo pochi adulti amanti dei Cinegiornali Luce di RaiUno dire “la Gelmini di qui, la Gelmini di là, ci pensa lei ai baroni e agli sprechi” e tutti gli altri erano beatamente ignari di tutto. Il blocco dell’inizio delle lezioni ha portato la questione in casa, perché il disagio che si è creato ha spinto noi e i nostri genitori a parlare della cosa, e (spero) molti ad informarsi sulla questione.

È stato chiaro sin da subito che la protesta non sarebbe andata avanti in eterno, e infatti le lezioni sono già cominciate in molti atenei grazie ai ricercatori che si sono presentati nei consigli di facoltà e, comunque astenendosi dal voto, hanno fatto raggiungere il numero legale per dare il via alle programmazioni didattiche.
Ma vorrei che tu capissi che non è che ora il problema sia risolto: perché il problema non è mai stato la protesta dei ricercatori o il rinvio dell’inizio delle lezioni. Il problema è lo sfascio verso il quale siamo proiettati, uno sfascio che rischia di paralizzare l’università italiana.
Tra le righe di quel testo di riforma ci sono blocchi del turn-over, licenziamenti e tagli ai fondi per la didattica.
Questo vuol dire che, dopo la laurea, non potrai rimanere nell’università perché questa non ti potrà assumere (le carriere accademiche “normali” spesso iniziano con un posto da ricercatore), e vuol dire anche che un giorno tuo figlio, dopo il diploma di scuola privata -perché la scuola pubblica si avvia verso lo stato vegetativo permanente- non avrà la possibilità di frequentare una Università degna di questo nome, perché mancheranno i professori, gli strumenti e i mezzi.
Ah, e ovviamente non credere che l’anno prossimo, quando sarà di nuovo tempo di finanziaria, non taglieranno i fondi alla sanità pubblica: dopo scuola, università e ricerca, viene quella. Meno fondi alla sanità vuol dire, oltre a prestazioni e strumentazioni peggiori, meno posti di lavoro per i futuri medici, cioè noi.

Quindi, a meno che tu non sia molto ricco e che tu possa contare su agganci giusti per essere assunto all’Ospedale San Raffaele e per mandare tuo figlio alla Bocconi o alla Cattolica (le alternative saranno Coca Cola presenta: L’economia e Medicina e Chirurgia gentilmente offerte da McDonald’s), la protesta dei ricercatori è anche la tua protesta. La nostra protesta.
Tienilo bene a mente, perché in questi casi bisogna rimanere uniti, non dividersi.

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Responses

  1. totalmente d’accordo con te!!!

  2. Come al solito hai ragionissima! non saranno due settimane di lezione a farmi laureare in tempo, ma manco 2 anni in piu’ forse….

    ps: massi’ io ci starei n’artro mese a casa! che’ no’ tornaci a pisa bip!

    oh ma allora lo scuppe’ che mi dovevi di’ è A.V.?????????? attendo vividamente notizie scoppientantissimissime

    • ma voi le rinizierete prima o poi le lezioni?
      molto poi??

      ps. ti smessaggio.

  3. Io appartengo al mondodeigrandi Ne faccio parte da un bel po’ di tempo. Sono contenta di aver letto quello che hai scritto. Le tue parole mi hanno risollevata. cominciavo a temere che ilmondodeigiovani dal quale MAI uscirò, non riuscisse più a pensarle, tantomeno a dirle.

    • grazie della visita e grazie del commento, sono felice che il post ti abbia risollevata! 🙂
      purtroppo molti del mondodeigiovani sono già proiettati nel mondodeigrandi, senza rendersi conto che i politici al governo (di destra e sinistra, ahinoi) stanno demolendo quel ponte che ci dovrebbe portare in quel caspio di mondodeigrandi.

  4. Standing ovation (oddio, avevo scritto ovULation… si vede che sono passata dal blog di Silvana al tuo troppo velocemente e ho lasciato i neuroni qualche click fa, a leggere il post sulla citazione delle mestruazioni)

  5. noi delle superiori siamo sul piede di guerra già dal 2008 (guarda caso). Non posso fare a meno di applaudire il post e spronarvi a FARVI SENTIRE!!!

    • qua siamo sul piede di guerra solo quando non ci sono esami in vista.
      comunque -per ora- il grosso della riforma è stato rimandato (a settembre! :P) a data da destinarsi, per cui vedremo.
      il problema grosso è che molti di noi non vedono il problema: l’unico interesse è la laurea, la laurea, la laurea. ma se poi con quella ti ci pulisci il culo, che l’hai presa a fare??
      [chiedo venia per la volgarità]


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