Pubblicato da: cescocesto | 4 novembre 2010

Caro Presidente.. (3)

Caro Miglior Presidente del Consiglio degli ultimi tremila -ma che dico, seimila, ma che dico, novemila- anni, avrei qualche appunto da fare in merito alle sue dichiarazioni di questi giorni su donne, sesso e omosessuali.

Lei due giorni fa ha dichiarato: “Meglio essere appassionati di ragazze che essere gay”.
Il peso delle sue parole, dette come sempre con leggerezza, è enorme.
Sono parole cariche di omofobia in un paese in cui violenza e discriminazione contro i gay sono problemi reali e contro cui il suo governo non sta facendo nulla.
Sono parole cariche di misoginia in un paese in cui le donne -la cui funzione secondo lei è esclusivamente quella di appagare gli occhi e i genitali dell’uomo- ancora devono lottare per ottenere il riconoscimento del loro valore.
Mi chiedo: lei ha una benché minima idea del valore sociale e morale di ciò che ha detto?
Sinceramente, non ci voglio pensare.
Perché le alternative sono due:
la prima è che lei sappia benissimo qual è il peso della sua frase, ma se ne fotte abbondantemente perché tanto la massaia ottantenne che guarda il Tg4, il ventenne tonto che legge solo Il Giornale e l’imprenditore che evade il sessanta percento del suo reddito, la voteranno lo stesso.
la seconda è che lei è talmente rincoglionito, annebbiato dal troppo Viagra o dall’età incombente, che non si è reso conto di quello che ha detto.
Mi piacerebbe ardentemente optare per la seconda ipotesi, ma tutti ben sappiamo che è invece la prima quella giusta.

Che poi, che lei vada a puttane, che si scopi minorenni consenzienti o igieniste dentali, che faccia “festini bunga bunga”, che selezioni le ragazze in base alle taglie di reggiseno o a quanto le ritiene “facili”, a me non me ne frega una cippa: lo trovo triste, certo, ma sono il primo a dire che “il privato è privato”.
Se un deputato fa bene il suo lavoro per me poi la sera può anche farsi sculacciare il sedere da una tizia in tacco 15 vestita da leopardo che gli urla che è stato cattivo e deve essere punito, purché questo non influenzi in alcun modo le sue scelte e il suo operato quando si tratta della res publica.
Nel suo caso è palese che non è così: le schiere di ragazze che vengono alle sue feste finiscono poi nelle liste del suo partito, vanno a fare le deputate, le consigliere regionali, le ministre. Con quale competenza? Con quale formazione? In che modo dovrei sentirmi rappresentato da una deputata che occupa uno scranno solo perché lei spera che gliela dia?
Il suo privato si intreccia costantemente col pubblico, ed è questo che io in quanto cittadino non posso tollerare.

Tornando alle sue parole, vorrei che riflettesse su un solo dato: la Cancelliera Angela Merkel è impegnata da mesi a rimandare al mittente ogni richiesta del suo staff di un incontro bilaterale, nonostante i rapporti economici e diplomatici tra il nostro paese e la Germania siano più che buoni. Ha pensato che forse la Cancelliera non vuole vedere lei? L’uomo che la mise in imbarazzo all’ultimo vertice italo-tedesco facendole cucù e che ad un vertice Nato la abbandonò per appartarsi e telefonare?
Ma forse, a lei di questo non importa nulla: la Merkel è già maggiorenne e non ha le tette abbastanza grosse da valere un viaggio a Berlino.

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Responses

  1. Sono arrivato alla conclusione che il suo “privato” è “pubblico” perchè il suo “pubblico” è ben poca cosa, nel “pubblico” è un cabarettista da avanspettacolo.
    a.y.s. Bibi

    • mi trovo totalmente d’accordo con la tua conclusione, caro bibi.

  2. totalmente d’accordo con te!!!

  3. Complimenti bel post – nulla da aggiungere – rimane solo un bel po’ di vergogna per colui che ci rappresenta nel mondo e in Europa, purtroppo il senso di vergogna lo viviamo noi non l’artefice di tale sgradevole sentimento

    • è questo che mi fa più rabbia.. è giusto che ci dobbiamo vergognare noi per le sue frasi, quando lui invece ne va orgoglioso?

  4. Sono fatto in questo modo da sempre.

    Lei da sempre non sta bene.

  5. Hai scritto molto bene. Non dobbiamo vergognarci di essere italiani. Una persona intelligente conosce il vero valore dell’italianità.
    Peccato che lui abbia potere decisionale!

    • odio dovermi vergognare di essere italiano all’estero perché ormai non è solo più “ah, italia, pizza mandolino!” è “ah, italia, pizza e berlusconi!”.

  6. All’estero non sono cretini. Sanno che gli italiani sono in gamba.


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