Pubblicato da: cescocesto | 29 novembre 2010

Di Saviano e Maroni, di mafiosi e leghisti, di pro-morte e pro-vita

Volevo aspettare la fine del ciclo di quattro puntate di Vieni via con me per commentare il successo e i contenuti del programma, ma non posso esimermi dal commentare le polemiche nate nei giorni scorsi.

Non credo abbia senso dilungarsi nel citare i contenuti del programma: penso che chiunque legga più o meno abitualmente questo blog ne abbia visto ALMENO una puntata.
L’unica, banale, osservazione che faccio è che Vieni via con me è, finalmente, la dimostrazione concreta che esiste un’altro modo di fare televisione, alternativo ai varietà tette/culi-casi umani-talenti incompresi di sette anni e un quarto.
A prova di questo c’è lo share della terza puntata: oltre il 30% con quasi dieci milioni di spettatori medi, e picchi del 50% nel pubblico “colto” e in quello “giovane” (under 25 e under 34), peraltro tipi di pubblico pregiati per gli inserzionisti (e infatti la Rai ha svenduto gli spazi-spot stimando i potenziali ascolti al 8-12%, geni del marketing), composti da persone che normalmente la televisione non la guardano, oppure guardano i canali satellitari: non per niente, il Grande Bordello non ha perso ascoltatori, mentre è calato il pubblico serale di La7 e di SKY.

Ed è questo successo (forse) inaspettato che ha infastidito, tra gli altri, i leghisti e i comitati pro-vita, tutti affrettatissimi a chiedere il famigerato “diritto di replica” agli autori della trasmissione dopo il racconto di Saviano dei rapporti Lega-mafia e gli interventi di Mina Welby e Bebbino Englaro.
Non ho dubbi che se Vieni via con me fosse un programma in onda su La7 e avesse un pubblico di un milione e mezzo di spettatori, a questa gente probabilmente del diritto di replica non gliene fregherebbe nulla.
Tutto questo perché ormai è radicata nell’Italia berlusconiana l’idea che la televisione fa l’opinione, e non che il pubblico decide che tipo di programma guardare in base alle sue, di opinioni.

E così, dopo che nella seconda puntata sono stati ospitati Mina Welby che ha letto l’Elenco delle ultime parole di Piergiorgio Welby nel giorno più importante della sua vita e Beppino Englaro che ha letto l’Elenco delle cose di Eluana che i suoi genitori hanno sempre saputo di lei, le cosiddette “associazioni pro-vita” si sono affrettate a chiedere spazio per esporre le loro ragioni e le loro teorie, con conseguente approvazione lampo della proposta da parte del Consiglio di Amministrazione Rai.
Ma Fazio e Saviano hanno detto “mmm.. anche no”.
Ed è giusto che sia così.
Quello che segue è il mio personale Elenco dei perché è giusto non dare spazio alla replica dei “pro-vita” a Vieni via con me:
1) è giusto non dare spazio alla replica dei “pro-vita” perché Vieni via con me non è né un talk show pomeridiano né la Terza Camera della Repubblica italiana (leggasi Porta a Porta)
2) è giusto non dare spazio alla replica dei “pro-vita” perché sono gli autori a fare la trasmissione, e non i Consiglieri RAI
3) è giusto non dare spazio alla replica dei “pro-vita” perché loro hanno già una certa “finestra” (e non parlo di finestre televisive, ma di finestre reali) da cui un certo uomo vestito di bianco spara a zero su chi usa il preservativo, su chi sceglie di abortire, su chi ama una persona dello stesso sesso; e queste persone non si mettono di certo a chiedergli di affacciarsi alla sua finestra per poter esporre le loro ragioni
4) è giusto non dare spazio alla replica dei “pro-vita” perché nel racconto della vita e della sofferenza di quella coppia e di quella famiglia non c’era un inno alla morte, ma solo la storia della sofferenza di due persone e il racconto delle loro scelte e dell’impegno dei loro cari affinché tali scelte fossero rispettate
5) e, in fondo, è giusto non dare spazio alla replica dei “pro-vita” perché Mina Welby, Beppino Englaro e tutti noi che la pensiamo come loro non siamo “pro-morte”, ma solo ed esclusivamente “per la libertà di scelta”

Ovviamente la Divina Provvidenza è intervenuta dopo il rifiuto e, nella forma del Vespone Nazionale, sta già preparando una trasmissione ad hoc dove verranno raccontate “le storie di persone in stato vegetativo, non ci sarà alcun commento di politici o esperti, daremo voce a chi non l’ha avuta in altre trasmissioni”.

Io credo che il problema di fondo, polemiche a parte, è che la Chiesa e chi per lei stanno cercando da anni di polarizzare il dibattito in merito al fine vita: non vuoi che ad una persona in stato vegetativo sia staccato il respiratore? Sei “per la vita”. Vuoi che le scelte che questa persona ha fatto da viva vengano rispettate? Sei “per la morte”.
Ma non a caso gli americani, a cui abbiamo rubato il termine “pro-life” trasformandolo in “pro-vita”, non parlano di pro-life e pro-death, ma di pro-life e pro-choice.
“Per la scelta”, non “per la morte”.

L’esempio esplicativo di questa definizione compare chiaramente nel racconto della storia di Mina e Piergiorgio Welby: Mina, quando suo marito va in crisi respiratoria, chiama subito il 118 nonostante lui le avesse detto che non voleva che lei lo facesse. Voleva morire naturalmente nel momento in cui i muscoli del suo torace non avessero più avuto la forza di farlo respirare. Ma Mina, attaccata alla vita di suo marito perché innamoratissima di lui, non ce l’ha fatta, e Piergiorgio Welby è stato tracheotomizzato e attaccato ad un respiratore, contro la sua volonta.
Solo dopo aver fatto la scelta di far vivere a suo marito una vita che lui non riteneva più degna di tale nome, Mina ha capito che era giusto combattere affinché lui avesse la possibilità di scegliere.
Non la possibilità di fuggire in Svizzera e morire, cosa che fanno moltissime persone in quelle condizioni, ma di la possibilità di restare in Italia e morire nella sua terra.
La stessa cosa che ha fatto Beppino Englaro.

La Welby e Englaro nel loro racconto a Vieni via con me non hanno parlato di morte contro vita, ma di libertà di scelta contro accanimento terapeutico. Ma secondo il quadretto dipinto dalla Chiesa e i “pro-vita”, le persone contrarie all’accanimento terapeutico e favorevoli all’eutanasia sono dei folli omicidici che se potessero correrebbero per le stanze degli ospedali staccando i respiratori a tutti i pazienti.
Ma purtroppo per loro, la popolazione italiania è dalla parte dei pro-choice i sondaggi, che i politici di destra e sinistra fingono di ignorare, riportando che gli italiani a favore dell’eutanasia e contrari all’accanimento terapeutico sono quasi il 70% (fonte: UAAR).
Vespa faccia la sua trasmissione, e vediamo in quanti la guarderanno.

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Responses

  1. Che bravo sei stato!
    Clap clap!
    I problemi sono, appunto, tanti.
    Il primo è che la tv è considerata il mezzo con cui controllare/cambiare/indirizzare le opinioni dell’Italia.
    Quindi, quando uno racconta nel PROPRIO programma una realtà blu, quelli arancioni si sentono in diritto (diritto eh!) di andare in casa dei blu a dire anche la loro.
    E qui forse c’è un po’ di confusione su cosa siano i diritti…
    Ovviamente il problema scatta se il programma ha milioni e milioni di spettatori.
    In caso contrario, di fare battaglie per dire la propria, gli altri se ne strafregano.
    Il secondo è che non c’è la minima onestà intellettuale! Ma proprio la minima!
    Se io voglio fare un programma sulla Juve, non posso perchè poi Milan e Inter devono protestare? Se io voglio mostrare in tv la ricetta dei cannelloni, le associazioni per gli spaghetti vogliono la controreplica?
    Se in un programma affermo che i jeans non passano mai di moda, i produttori di velluto chiedono ai consiglieri RAI di far qualcosa??
    So che gli esempi sono stupidi, ma il concetto è lo stesso identico!
    Se nella MIA trasmissione faccio l’elenco delle stragi della mafia, questa deve avere il contraddittorio per poter venire a leggere l’elenco delle proprie opere?!
    “Vieni via con me” NON è un talk show, non è un programma di tribuna politica in campagna elettorale, non è un programma di approfondimento sui temi di bioetica, non è niente di tutto questo!
    E finchè Fazio e Saviano racconteranno cose VERE (nel caso dicessero cose false o non documentate ne risponderebbero, mi pare ovvio!) e non violano NESSUNA regola della Costituzione o della democrazia, o della televisione, QUAL E’ IL PROBLEMA??
    Sempre il solito: che fa troppi ascolti. E “gli altri” ne sono infastiditi. Beh, cavoli loro, per quanto mi riguarda.
    Mettano su una trasmissione che con gli stessi fondi faccia gli stessi ascolti, se ci riescono. E allora buon per loro.
    La democrazia è soprattutto il diritto di poter esprimere la propria opinione con mezzi leciti nelle sedi che lo prevedono. Non è, come vorrebbero farci credere, il dover rispondere “b” a chiunque dica “a”.
    Quello è business televisivo, è roba da talkshow della D’Urso, è una bella maschera del “contraddittorio” inventata in questi 20 anni per mettere a tacere le voci scomode.
    Che poi capirei se i “pro-life” non avessero modo di esprimersi, non avessero le sedi, non avessero lo spazio……
    Ma ca**o!
    Il loro rappresentante e capo parla tutte le domeniche di fronte a migliaia di persone nella piazza più famosa del mondo, le sue parole vengono per giunta mandate in onda su tutte le reti, su tutti i telegiornali, su tutti i giornali, su tutte le radio e quant’altro, nonostante siamo uno Stato Laico.
    Hanno poi le loro radio, i loro programmi tv, i loro giornali.
    Hanno partiti politici che portano avanti quelle idee, e che anch’essi parlano in tutte le tv quando e come vogliono. Che manifestano più dei girotondini (Casini docet) e che varano leggi STATALI. Che influenzano la vita di tutti, non-laici e laici, credenti e atei. E non sto ad elencarle.
    Hanno trasmissioni religiose su reti nazionali pubbliche. Senza contraddittorio, ovvio.
    Non mi risulta che nel programma “A sua immagine”, mandato sulla RAI, vi sia la tribuna degli anti-cattolicesimo che alzano la mano e controbatte. Non avrebbe neanche senso, in un programma sulla bellezza di Dio e del creato…
    Non mi risulta che quando il Papa si affaccia in Piazza S.Pietro e dice che l’omosessualità non è moralmente accettabile, e con queste dichiarazioni finisce su tutte le tv, ci sia poi la controreplica dei gay o dell’arcigay che dicono la loro.
    E allora di che cavolo stiamo parlando?!?!
    E’ qui che sta la disonestà intellettuale. Nel vedere le cose come convengono a noi.
    Solo e soltanto come convengono a noi. Senza mai ammettere che ci lamentiamo ci lamentiamo e ancora ci lamentiamo, quando di spazio a sufficienza per dire e fare i nostri comodi ne abbiamo a bizzeffe. (Ogni riferimento ai pro-life è voluto).
    Il terzo problema è la mistificazione della realtà. Hanno voluto far credere a TUTTI i costi che lunedì scorso sia avvenuto un elogio pro-morte. Scherziamo?!?!
    E’ offensivo per chi la pensa come me, come te, e per Mina e suo marito, e per Beppino e sua figlia, e per chiunque affronti certi dolori.
    Io mi vergognerei, e lo dico con disprezzo totale, di accusare i suddetti di fare un elogio alla morte. Mi vergognerei. Bisogna essere davvero meschini.
    Ma su questo non dico altro perchè tu sei stato più che esauriente.
    L’ultimo problema è che, come al solito, in Italia si fanno tutti gli sforzi possibili e inimmaginabili per mettere a tacere qualunque voce vada fuori dal coro, o affronti in modo progressista il cambiamento dello status quo.
    Continuino a cercare di imbavagliarci come possono.
    Tanto siamo sempre di più. E di questo dato, “loro” hanno terrore.

    • non ho niente da aggiungere, cara stef. sei sempre dritta al punto.

  2. Il potere politico e religioso si è trovato difronte ad un evento imprevisto, ha scoperto che gli italiani hanno un cervello attivato e questo fa decisamente paura, meglio boicottare, censurare, criticare, nel tentativo di fermare il libero pensiero. Che tristezza per loro e che soddisfazione vedere la Tv utilizzata come un potente strumento di informazione e divulgazione quale in realtà è!

    • ci fa ben sperare per il futuro.. anche se leggo che Mazzetti è stato sospeso per due settimane per aver sforato di due minuti e trenta secondi con l’ultima puntata. che assurdità.

  3. io quel programma me lo son perso tutto ma spero di rimediare presto…bellissimo post! condivido appieno!

    • credo si possa recuperare quasi tutto su Rai.tv. te lo consiglio caldamentissimamente.

  4. Per non parlare delle polemiche che ha scatenato la Binetti con il suo intervento alla camera sulla morte di Monicelli.

    • da una che dà dell’omofobo a Vendola, cosa ci possiamo aspettare?

  5. Senza contare chi il programma l’ha seguito attraverso Internet.

    Che altro si potrebbe aggiungere a ciò che tu hai scritto? 🙂

  6. “Siete governati – esordì Richard – da uomini piccoli e meschini.”
    Una microcitazione (dalla misconosciuta Spada della Verità) per riassumere il tutto. Ma ricordiamoci che quegli stessi uomini molto piccoli di cui ci lamentiamo non sarebbero altro che scarafaggi, se noi pensassimo che lo fossero!
    Ok. Come sappiamo, le passioni politiche nelle quindicenni sono quasi sempre distruttive!

    • spesso le citazioni da programmi/libri misconosciuti sono le più efficaci, perché meno trite e ritrite. 🙂
      cosa dirti.. io penso giorno e notte che Berlusconi sia uno scarafaggio, ma perdo uno a tredici milioni e mezzo.

  7. Devo aver sbagliato ad inserire l’indirizzo mail -.- E ora non compare l’immagine di Ipazia! Mi salvi lei, signor Cesco!

    • ho provveduto. ma non darmi mai più del “signor Cesco” che mi sento vecchio!!


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