Pubblicato da: cescocesto | 6 dicembre 2010

Di crisi d’ispirazione, di bozze perse, di scioperi assurdi

Sono in totale crisi d’ispirazione.
Da circa due giorni apro il blog per scrivere qualcosa ma non trovo nulla di interessante da dire.
A Livorno c’è un freddo tale che mi è entrato nelle ossa e nel cervello. Noi siam gente di mare, mica resistiamo a un freddo e vento del genere (che poi in realtà i miei geni sarebbero geni da montanaro, a dirla tutta).
Non posso mettermi a commentare il passaggio della Riforma Gelmini perché:
1) sarei ridicolmente in ritardo di oltre una settimana
2) quello che c’è da dire l’hanno già detto altri, e il mio pensiero in merito l’ho esposto tempo fa qui, non ho molto altro da aggiungere
3) il fatto che il voto al Senato sia stato posticipato al dopo-fiducia del 14 mi fa segretamente sperare che il ddl franerà insieme al Governo
Non posso scrivere recensioni di libri perché ne ho quattro in sospeso e nessuno.
Non posso pubblicare il nuovo VoyaCesc perché ho il blocco dello scrittore.
Non posso ripescare nulla dalle bozze storiche perché sono cose terribili e sgrammaticate che andrebbero corrette e non ho la lucidità mentale adatta in questo momento (in realtà avevo una recensione quantomai storica e polverosissima de La solitudine dei numeri primi -il libro non il film. A proposito, qualcuno l’ha visto?- ma è andata persa nel trasloco del vecchio blog).

Ma. Ma non scrivo mica questo post per lamentarmi e poi lasciarvi a bocca asciutta.
Qualcosa da commentare c’è.
Ed è lo sciopero più atteso, temuto e probabilmente più controverso del 2010.
Sto parlando dello sciopero..
dei giornalisti? No.
dei ricercatori? No no.
degli operai FIAT? Macché, no.
dei macellai? dei pasticcieri? dei venditori ambulanti di rose? No.

Sto parlando dello sciopero..
dei calciatori di Serie A!
Ebbene sì.
Voi non lo sapete, cari lettori, ma questo sciopero era già stato indetto e poi revocato per i giorni 25 e 26 Settembre.
Ma questa volta la Assocalciatori non torna indietro: se i calciatori non otterranno ciò che chiedono per il rinnovo del contratto di categoria (credo si chiami così), tutti insieme appenderanno le scarpette al chiodo l’11 e 12 Dicembre.
Sentita alla radio questa quantomai assurda notizia, ho cercato su Google notizie in merito. Beh, pare che i poveri calciatori abbiano fatto esplicite richieste alla Lega Calcio, che questa però non vuole assecondare.
Eccone alcune:
contratto flessibile: i calciatori sono contrari ad una clausola contrattuale che comporterebbe l’automatica riduzione degli stipendi in caso di retrocessione in B della squadra. (una clausola direi dittatoriale e antidemocratica)
professionalità: per l’Assocalciatori il calciatore non è obbligato a fare solo il calciatore, ma può svolgere altre professioni durante il tempo libero. (poverini, volete fargli arrotondare il loro misero stipendio facendo i modelli o le ospitate in televisione?)
terapie fisiche: per l’Aic i calciatori possono farsi curare da chi vogliono, non per forza dai membri dello staff. (i quali giustamente vengono pagati non per seguire la squadra ma per grattarsi i maroni)

Vi rendete conto, poveri calciatori? Obbligati a vedersi gli stipendi ridotti se la loro squadra retrocede, obbligati a fare solo i calciatori, obbligati ad essere curati dai medici dello staff della loro squadra.
Ma quanto è antisindacale questa Lega Calcio? Ci credo che questi poverelli scioperano.
MAPPERFAVORE.
Pagati miliardi per dare tre calci ad un pallone ogni domenica (se non altro i giocatori di NBA, che negli USA hanno lo stesso status dei calciatori in Italia, giocano tre/cinque partite la settimana), hanno pure il coraggio di lamentarsi perché sentono i loro privilegi incrinarsi.
MAPPERFAVORE.
Mentre gli italiani lottano contro la crisi, contando i centesimi risparmiati per arrivare alla fine del mese, protestando contro il Governo che taglia indiscriminatamente sui diritti allo studio e alla salute, questi scioperano per preservare i loro stipendi multimilionari.

Bene, vi dico, scioperate.
Ma quando la gente schifata dal vostro comportamento non verrà più allo stadio, le società come li troveranno i soldi per i vostri stipendi?

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Responses

  1. Non seguo il calcio da moltissimo tempo e ho sempre considerato assurda l’attuale situazione (che purtroppo è globalizzata). Il calcio, oggi, non è più uno sport; è un’industria vera e propria. Tant’è vero che le squadre sono società per azioni.
    Ma non basta; il calcio è politicizzato in modo tale per cui si arriva addirittura a fare il campionato del mondo in quell’angolo del globo che si chiama Qatar.
    Se si desidera ottenere dei risultati positivi, bisognerebbe che le varie televisioni parlassero un po’ meno di calcio e un po’ di più di ciò che accade di bello e da imitare.

    • concordo: bisognerebbe far calare un po’ il sipario sul calcio e parlare anche di altri sport.. ce ne sono molti in cui l’Italia ha atleti eccellenti (penso al pattinaggio, al tiro con l’arco, alla ginnastica ritmica), di cui si sente parlare solo ogni quattro anni, alle olipiadi.

  2. Non entro nello specifico del problema perchè del calcio mi interesso quanto della crescita delle barbabietole in Venezuela…però l’altro giorno ho sentito una cosa interessante a questo proposito.
    Tecnicamente questo non è uno “sciopero” perchè lo sciopero vero comporta la perdita di ore lavorative e quindi di salario mentre in questo caso le partite che non si giocheranno (se si arriverà a questo..) saranno comunque recuperate e quindi…mi sa che lo stipendio i giocatori lo prenderanno per intero.
    Quindi..non parlerei di “sciopero”…ma di qualcosa di diverso che onestamente non so cosa sia..
    a.y.s. Bibi

    • grazie della precisazione, Bibi.
      mi sembrava strano che potessero far qualcosa di nocivo per i loro stipendi. sia mai.

  3. cavoli, questo sì che è uno sciopero da mettere in crisi perfino l’ecosistema dei datteri di Plutone.

    P.S. A gran voce, suppongo a nome di tutti, richiedo il nuovo VoyaCesc!!!

    • figurati, l’economia mondiale (ma che dico, universale) sta tremando.

      ps. provvederò al più presto. prometto.

    • di tutti non lo so, a nome mio di sicuro.

      • provvederò, giuro.

  4. Stai attento che cerco di risponderti seriamente:

    contratto flessibile: secondo me è giusto che se retrocedi ti si riduca lo stipendio, in fondo quello del calciatore è un contratto a progetto; il progetto non è andato a buon fine quindi si riducano gli introiti.

    professionalità: essendo un contratto e non un lavoro dipendente è giusto che possano fare anche altri lavori (magari il primo andrebbe pagato un po’ meno, ma questo è un altro discorso)

    terapie fisiche: su questo poi sono d’accordissimo, ognuno ha il diritto di farsi curare da chi vuole, se poi pensiamo alle schifezze che propinavano medici e preparatori atletici (vedi doping della Juve) allora la scelta personale ci sta che è una meraviglia (non dico che non si doperebbero comunque ma almeno la responsabilità di ciò che si fa diventerebbe assolutamente personale, senza scusa alcuna).

    Besos

    • grazie della risposta seria, cara Silvana.
      probabilmente hai ragione tu sulla questione delle terapie fisiche, ma vedo che concordiamo sulla faccenda del contratto flessibile.
      quello che mi manda ai pazzi, al di là della sensatezza o meno delle richieste, è che questi prendono stipendi multimilionari e vorrebbero scioperare come se fossero dipendenti FIAT.

  5. chiamala crisi d’ispirazione la tua. riuscissi a scrivere anch’io così tanto quando ho il blocco dello scrittore.

  6. bello il mi cesco che s’avvicina al mondo del pallone…
    Precisazione finale: i giocatori non vengono pagati col biglietto dello stadio ma con paytv e sponsor..se la gente non va allo stadio è meglio..si evitano casini…secondo maroni ovviamente.

    • si avvicina per poi allontanarsene nuovamente in tutta fretta!

  7. poveri stellini.
    piesse. a livorno fa freddo?!?!? ma.. cioè.. ommioddio.. quindi ci sono circa venti gradi!?!?!? 😀

    • poverellini, nessuno pensa a loro!

      piesse. si sfotte? va beh che non ci siamo abituati, ma fa freddo sì! ben cinque gradi.. l’altra mattina avevo il naso tendente al rosso borgogna! fortuna che per ora le cose si son normalizzate. per ora. (io in realtà vorrei: neve! neve! neve!)


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