Pubblicato da: cescocesto | 10 dicembre 2010

FiduciaSfiduciaFiduciaSfiducia

Quest’ultima settimana pre-elettorale sembra Beatiful.
Ogni giorno ne esce una nuova: tradimenti, litigi, dichiarazioni d’amore poi ritrattate, inciuci con ex nemici, mazzette, confessioni e insulti a non finire.
Manca solo la storia tra due che pensavano fino a ieri di essere fratello e sorella.

Una settimana fa il crollo di Silvio era dato per scontato da Fli e PD.
Si dava per certa la formazione di un governo istituzionale.
Poi forse non governo istituzionale ma tecnico.
Poi forse non governo tecnico, ma un governo retto da qualche ex del Berlusconi IV tipo Alfano/Letta/Tremonti, con Berlu al dicastero degli esteri (peggio mi sento).
Poi forse addirittura un Berlusconi Bis.
Poi: “Berlusconi Bis? Ma anche no!”.
Domani probabilmente uscirà la proposta di un governo retto dalla De Filippi con appoggio esterno di Fli e UDC.

Ma la cosa migliore di questa bagarre sono i riflettori nuovamente puntati sui vari gruppi e gruppetti misti di due/tre/quattro parlamentari (scomparsi con le elezioni del 2008 ma prodotto fisiologico -patologico?- di due anni e mezzo di legislatura), fondamentali per salvare le chiappe del nostro amato premier Silvio I, che senza i 34 deputati finiani barcolla sull’orlo del baratro dei 315 “fiduciosi”.
Tra questi, oltre ai famosissimi Popolari di Italia Domani (cinque deputati, l’ex UDC siciliana di Cuffaro), alla rinomata e ricca di storia Alleanza di centro (guidata da Francesco Pionati, fondatore, leader e unico deputato del partito) e agli inquietissimi Liberal Democratici (tre deputati, all’opposizione da fine 2008, ex Margherita, ex PD, ex Pdl), spicca il neonato -ieri sera- Movimento di responsabilità nazionale, che conta ben tre deputati: Massimo Calearo (imprenditore importato nel PD da quel genio strategico di Veltroni nella speranza di flirtare con gli industriali del Nord Est), Bruno Cesario (ex DC, ex PPI, ex Margherita poi PD emigrato nell’Api di Rutelli prima di fuggirne) e l’ormai famosissimo Domenico Scilipoti (ex IdV, che si autodefinisce “politicamente morto”).
La cosa quantomai meravigliosa di questo movimento, il cui nome farebbe supporre che fosse nato per appoggiare il governo in un momento difficile per l’Italia (e per questo “responsabile”), è che i suoi tre membri sono già in totale disaccordo su cosa diavolo votare il 14.
Scilipoti voterà NO alla fiducia (nel tentativo di ripulirsi l’immagine dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi), Calearo si asterrà (in linea con la sua politica di personaggio inutile) e Cesario sosterrà il governo, votando SÌ alla fiducia (in perfetta sintonia con la sua storia di personaggio di centrosinistra).

Intanto, giorno per giorno, Repubblica riporta i prezzi dei parlamentari (500mila euri per un sì, 300mila per l’astensione se ben ricordo) e i movimenti dei vari “indecisi” (qui un grafico ben fatto con i quadri di Camera e Senato e qui tutte le ipotesi di alleanze) tra cui, ahimé, due o tre dell’Italia dei Valori (caro Antonino, peschi deputati nell’UDEUR e poi per forza paghi uno scotto), con i Radicali che (non ho ben capito perché) non vogliono ancora scoprire le carte sembrano decisi, dopo giorni di silenzio, a votare NO.

Ad oggi pare -pare- che stiamo a 314 NO, 313 SÌ e due astenuti.
Ma mi chiedo: ha senso che sopravviva un governo con un singolo voto di fiducia? Considerato l’assenteismo diffuso dei pidiellini, non si rischierebbe di andare sotto ad ogni votazione?
Un eventuale fiducia con un voto di scarto probabilmente servirebbe solo a Silvio per dimostrare a Napolitano che “o lui o nessuno”: non ci sarebbe spazio quindi per un governo con maggioranze alternative, e quindi via con le elezioni. E parappapero, altri tre mesi di propaganda elettorale strombettata su tutti i 179 canali Mediaset del digitale terrestre, alla faccia del “chi vota contro la fiducia vuol male all’Italia perché siamo in un momento di crisi”.

Mi sa che è davvero il caso di dirlo: non si può dar niente per scontato.
In attesa di spoiler per i prossimi giorni, continuiamo ad incrociare le dita perché tutto vada come deve andare.
Anche perché io ho in cantina i botti da sparare. E non per Capodanno.

PS. state in campana, perché pare che Giacobbo e il suo team qua dietro le quinte stiano preparando le loro previsioni. Sento tirare dadi, preparare infusi e commentare complesse carte astrali.

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Responses

  1. anch’io c’ho lo spumante in frigo… speriamo bene!

    • spumante in frigo, botti in cantina e dita incrociate.

  2. io sono “sfiduciata”… sarebbe bellissimo anticipare i botti, ma temo che a questi signori prema tanto il raggiungimento di tre anni di legislatura per intascare una congrua pensione.

    • e infatti il berlu punta a portare a sè gli ultimi delle liste che hanno paura di non essere rieletti in caso di elezioni anticipate. non so quanto sia lecito fidarsi o quanto sia lecito sperare che qualcosa cambi: alla fine siamo in Italia, il paese del trasformismo.

      ps. benvenuta maria rosaria!

  3. che profonda tristezza!!

  4. Ho una gran timore che brontola, brontola, separazioni, accuse, promesse e i soldi per comperare i voti facciamo si che resti tutto immutato! Spero che Giacobbo faccia una bella storica puntata sul questo passato…

    • cara loretta, anch’io comincio a temere che alla fine non cambierà nulla.
      ma continuo a tenere le dita incrociate.
      voglio che cada, e che si apra una crisi politica senza precedenti. da cui -spero- possa nascere una nuova sinistra.
      (ah, beate illusioni.. questi non fanno le primarie “perché sennò vince vendola”)

  5. mmmmmmm… ho paura che chi strombazza ai quattro venti che darà la sfiducia, alla fine faccia manini per tenere su il nano. Senza contare l’onorevolemercato da far invidia al calciomercato, gente dell’ IdV che a settembre si dichiarava “puro, casto, non in vendita” e ora passa al PdL. 😦

    • ipocrisia.. lalallà..
      per di più dai dipietristi. è proprio vero che non ci si può più fidare di nessuno!

  6. Non riesco a capire come questa gente possa avere il coraggio di legiferare e dire agli italiani come dovranno comportarsi. Dove si può trovare un po’ di serietà? Quei signori che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama mi sembrano protagonisti di esilaranti barzellette. Sono più serio io con questo microarticolo:

    http://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/12/12/considerazioni-7/

    • credo che la serietà sia emigrata qualche anno fa, per disperazione.
      questi hanno la faccia come il culo.

      ps. molto carino l’articolo!


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