Pubblicato da: cescocesto | 20 dicembre 2010

I (used to) love snow

Primo intervento della Maratona Giornaliera II

quando io e la neve ci amavamo.

Io e la neve ci amavamo.
A distanza, perché lei non veniva quasi mai qua a Livorno.
Ma io la osservavo nei giornali, la leggevo raccontata nei libri, la guardavo nei film, la ascoltavo nei racconti degli amici che vivono in campagna, la annusavo (sì, la annusavo) le poche volte in cui ero in un posto di montagna.
Poi, l’anno scorso a Dicembre, il primo incontro dopo tanti anni di lontanza: una leggera pioggia di fiocchi candidi scoperta mentre (che cosa poco poetica) ero in bagno. Una capatina e via.. non ha nemmeno attaccato.
Poi di nuovo a Marzo.. questa volta ha nevicato per quasi un pomeriggio, ed ha quasi attaccato.
“Ora siamo a posto per i prossimi dieci anni” pensai dopo quella nevicata, e con me probabilmene gli altri centottantamila abitanti di Livorno.
E invece.. no.
E invece Venerdì ha nevicato. Alla grande.
Ma che dico, alla stragrande.
Roba che la Siberia ci fa un pippone (oddio, forse sto esagerando).
Ero in bagno che mi lavavo la faccia e, dalla solita finestra da cui l’avevo vista le altre volte, rieccola: candidi e morbidi fiocchi che scendevano dal cielo, cullati dal vento danzavano in alto, in basso, a destra e sinistra, posandosi delicati sulle foglie, gli alberi, il terreno.
E, per la prima volta dopo la gloriosa nevicata quel giorno di seconda (?) liceo (che si tradusse in una battaglia di palle di neve/lastre di ghiaccio in classe), ha anche attaccato. E ha cominciato ad accumularsi.
Fiocco su fiocco.
Ancora e ancora.
E ancora.
E ancora.
E ancora.
Fino a diventare alta cinque centimetri buoni.
Che cosa poetica! Vado in giardino a fare ottocento foto ai fiocchi che cadono ascoltando musica natalizia! avrei pensato in condizioni normali.
Ma, accidentaccio, quello era il giorno del mio esame.
Quindi ho chiuso le tapparelle con non poca fatica e sono tornato a ripassare, cosa che non avevo potuto fare i due giorni precedenti perché avevo la febbre e tutti i vari sintomi annessi in caso di malanno da freddo (leggasi tremori, mal di gola, dolori muscolari, tosse che scuote i muri e un raffreddore da cavallo). Il mio ripasso era periodicamente interrotto da telefonate del tipo “stanno chiudendo l’autostrada”, “c’è neve ovunque, anche sotto il letto!”, “non si sa se partono i treni” e “mi si è ghiacciata l’acqua del té”.
Così a mezzogiorno e mezzo (l’appello era fissato per le tre) io e Stefania, la mia fida compagna di corso, abbiamo deciso di dividerci: lei avrebbe preso il treno e io sarei andato in macchina con Stefano. Uno dei due, abbiamo pensato, arriverà.
E invece no.
Stefi è rimasta fino a un quarto alle tre sul treno. Treno che, ovviamente, non si è mosso da Livorno (perché noi livornesi mica siamo abituati alla neve e al freddo polare: i treni erano bloccati “causa ghiaccio”, e lo sono rimasti per i giorni a seguire).
Io e Stefano ci abbiamo messo tre ore per fare una decina di chilometri con la macchina tra blocchi stradali, ingorghi e camion ribaltati.
Dopo fitta consultazione telefonica con Stefania, abbiamo deciso che:
– io non tenevo così tanto a quell’esame da rischiare di morire sbandando per strada e finendo nell’Arno
– lei non teneva così tanto a quell’esame da congelarsi ore su un treno che probabilmente non si sarebbe mai mosso
E quindi addio all’esame.

Fortuna (o sfortuna?) volle che..
Sulla via del ritorno, fermo a mangiare un hamburger al McDrive (lo so, lo so, lo so, ma non mangiavo da un giorno ed era l’unica fonte di cibo nelle vicinanze: il bar più vicino era a due chilometri, distanza che probabilmente avremmo percoso in tipo due ore), Stefania mi ha informato che aveva saputo da una ragazza che il prof si era agilmente dimenticato dell’esame.
Tre ore dopo ero a casa, di nuovo malato. Con due giorni per ripassare per un esame che -forse- sarebbe stato il lunedì pomeriggio.

Quindi dico a te, neve: non ti amo più.
Mi hai fatto stare ore in macchina, mi hai fatto inciampare nelle pozze di ghiaccio sciolto, mi hai fatto perdere un esame, mi hai fatto riammalare e, soprattutto, mi hai obbligato a mangiare da McDonald’s.
Tra noi è finita.

Però, ripensandoci, era Venerdì 17. Che sia colpa del giorno nefasto e non di Mrs Snow?

P.S. con questo post ha inizio la famosa maratona giornaliera, annunciata per martedì, poi per sabato/domenica e poi.. mai iniziata (causa neve e causa esame).

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Responses

  1. neve in toscana…la mia amica è rimasta bloccata tra firenze e mezzo chilometro dopo firenze per sette ore buone…ha dovuto dormire in una brandina in un albergo e tornare a pisa con un treno che sarebbe dovuto partire cinque ore prima…

    almeno vi ha regalto una marea di racconti interessanti ^^

    • ah, beh.. di racconti ne avremo in quantità fino alla prossima nevicata! ^^

  2. Cesco…………………………………………………………….scuotere…………………………………………………………..con la Q???????????????????????????????????????????????

  3. dai che qui di neve ne fa mezzo metro ogni volta…minimo…
    come puoi odiarla? la neve è fantastica (nonostante sia rimasta bloccata in casa da mercoledì a sabato a causa sua)!
    comunque passerò sopra la tua dichiarazione di odio, vista la citazione di Gilmore Girls 😀

    • ma io infatti la amo, nonostante tutto.. siamo solo in fase di odio passeggero tipico dei litigi tra innamorati (un po’ come la neve e Lorelai). 😀

  4. Che vuoi che siano 5 cm di neve!
    Poi la neve, eventualmente, si detesta un pochino dopo 6/7 nevicate con copertura TOTALE della città.

    • che vuoi farci Silvana, io mica ci sono abituato a cose del genere!
      ma non ti preoccupare, abbiamo già fatto pace.

  5. Ora finalmente SAI che vuol dire.
    U.U

    • esatto, ora SO. ma l’ho già perdonata, eh!


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