Pubblicato da: cescocesto | 25 gennaio 2011

VoyaCesc – Sempre e comunque oltre i confini della conoscenza

-Terza Puntata: impatto (più o meno) imminente-

Nella scorsa puntata abbiamo analizzato gli inquietanti indizi contenuti nel poster dell’affascinante Leonardo Di Caprio (se vi siete persi la puntata o volete fare un veloce ripasso, presto, cliccate qui!), per poi lasciarci prima di entrare nel salone (come quale salone? Quello della casa al numero 8 di Via Randaccio, che è stata forse quasi certamente abitata da templari!! Cliccate qui se avete dei vuoti di memoria).
Oggi entreremo in quel salone, e scopriremo i segreti che esso nasconde.

Superiamo l’alto arco che funge da accesso alla stanza, ed entriamo nell’enorme stanza a pianta quadrata.
Esatto, quadrata.
Se avete fatto i compiti per casa tra una puntata e l’altra, avrete letto il libro scritto da uno dei nostri autori: “Il quadrato: dal quadrato magico al quadrato costruito sull’ipotenusa, tutti i segreti di questa mistica figura geometrica”.
Se non li avete fatti, ci pensiamo noi di VoyaCesc a riassumere brevemente i più importanti significati simbolici di questa figura geometrica:
– il quadrato è simbolo della Terra, opposto al cerchio, simbolo del Cielo
– in astrologia, il quadrato rappresenta la tensione, lo scontro, l’ostacolo
– in numerologia, il quadrato è associato al 4, che rappresenta il tempo dal momento che l’anno è divisiso in quattro stagioni
Ebbene, dicevamo, pianta quadrata.
Ecco come si presenta la trama del parquet sul pavimento.

Un quadrato esterno, con un cerchio all’interno e un altro piccolo cerchio al centro.
Che cosa ci volevano dire i templari che -presumibilmente- abitavano in questa casa -un imprecisato numero di- anni fa?
Forse che mettere il parquet un po’ a caso fa figo?
Forse che avere il parquet monocolore è troppo banale?
O forse che a loro piacevano un sacco quadrati e cerchi?

Smettiamo di porci audaci e potenzialmente inquietanti domande ed andiamo ora ad analizzare questo disegno e i simboli che contiene e cerchiamo di scoprire i segreti che cela.

Il quadrato
Il quadrato esterno simboleggia la Terra. Inoltre misura 10 metri: il 10 in numerologia rappresenta la fine di un importante ciclo dal quale scaturirà un cambio di circostanze.

La croce
La croce centrale, oltre a richiamare il 10 (10 è X nei numeri romani), rappresenta Gesù, e il sacrificio che ha fatto per redimere l’umanità.

Il cerchio esterno
Il cerchio è simbolo del cielo, ma anche dell’origine, sussistenza e consumazione di tutte le cose.

La croce nel cerchio
Nella mitologia norrena, questo simbolo composto rappresenta Odino, dio del fulmine, della guerra, e combattente nel Ragnarök, la fine del mondo.

Il cerchio e il quadrato
Insieme, queste due figure rappresentano l’idea del movimento e del cambiamento.

Il punto centrale
Il punto rappresenta la potenza crescente e la fine di tutte le cose, ma anche l’equilibrio e l’armonia.

Vi fuma la testa dopo tutte queste informazioni? A noi un po’ sì.. ma la nostra indagine ai confini della conoscenza non può certo fermarsi qui!
Mettiamo insieme tutti i dati che abbiamo ottenuto, e cerchiamo di capire cosa -forse- volevano dirci i templari che -chi può dirlo?- hanno vissuto qui -un imprecisato numero di- anni fa.
Combinati insieme, questi simboli vogliono dirci che il mondo è prossimo ad un cambiamento.

Voce fuori campo: Tutto qui??!!

E fatemi finire, accidentaccio!
Scusate, cari ascoltatori, ma abbiamo un infiltrato nella nostra troupe. La sicurezza e i membri della mia scorta (non avete idea di quanti astronomi, storici e fisici mi inseguono per picchiarmi con i loro libri di storia e fisica “ufficiali”. Tsé!) stanno provvedendo ad allontanarlo. Più forte, Ciro!
Spezzaglielo quel braccino, che non torni più!
Dicevamo, il mondo è prossimo ad un cambiamento.
Il 10, Odino, la fine di tutte le cose.. è scritto proprio davanti a noi.

Pardòn, sotto di noi.
E che cosa metterà in moto questo cambiamento?
Anche quello è scritto sotto di noi.
Il punto al centro del disegno sul pavimento è un chiaro riferimento al “pianeta dimenticato”: Nibiru. Il pianeta orbitante intorno a δ-Cimicis, la quarta stella più luminosa della costellazione della Cimice.
Pardòn, la quarta stella più luminosa della costellazione della Cimice, la “costellazione dimenticata”!
Osserviamo questa antica mappa del cielo.

(clic sull’immagine per vederla più grande)

La vedete bene, no? Tra l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, accanto alla Giraffa.
Ma perché allora nessuno ha mai sentito parlare di questa costellazione?
I trattati di astronomia non ne parlano, ma la “costellazione dimenticata” compare però in scritti molto antichi appartenuti alla civiltà -indovinate un po’!- Maya.
I sacerdoti Maya erano abilissimi astronomi, ma il sacerdozio era aperto esclusivamente agli uomini. Alcune leggende narrano però che una donna, Ichfir Akmena, tagliandosi i capelli e incollandoli al viso per simulare una lunga barba, riuscì ad entrare nell’ordine sacerdotale e a portarsi ai suoi vertici. Fu lei, sotto il falso nome di Ichmir Akuomu, a disegnare alcune delle più importanti mappe celesti, e a dare il nome ad alcune costellazioni. Tra queste, la più nominata negli antichi testi Maya è proprio la costellazione della Cimice.
Secondi alcuni studiosi, questo nome deve la sua origine alla famosissima leggenda Maya della cimice e della giraffa, mentre secondi altri Ichfir la nominò dopo aver passato l’intera giornata a scacciare i piccoli insetti che avevano infestato il suo letto.
Quale delle due teoria sia esatta, non è dato saperlo, ma la scelta per del nome per la nuova costellazione tradì Ichfir: un altro sacerdote la accusò di essere una donna (la cimice era sconosciuta tra i maschi: la leggenda della cimice e della giraffa veniva tramandata da madre a figlia -al grido di, e questo lo riportano innumerevoli fonti storiche affidabili ad un buon cinquanta percento, “U laak k’in” traducibile più o meno con la frase “girl power”- e gli uomini chiamavano le cimici dei letti in maniera diversa: le avevano nominate “insetti malefici”), e Ichfir fu costretta ad abbandonare il suo ruolo.
Per punire Ichfir, le costellazioni a cui aveva dato il nome furono cancellate dai testi di astronomia. La figlia di Ichfir riuscì però a salvarne alcune copie, che tramandandò alle sue figlie. Ovviamente in queste copie Ichfir compare come Ichmir Akuomu, ma la prova tangibile che Ichmir Akuomu era una donna è data dal fatto che in molti dei i suoi scritti autografi compare un cuore al posto del pallino sopra le i.

Questa leggenda spiega in maniera quasi incontrovertibile perché nessuno parli della costellazione della Cimice, ma probabilmente i templari che hanno vissuto in questa casa erano a conoscenza della leggenda e hanno letto approfonditamente i testi di Ichfir, che sono riusciti a procurarsi nel corso dei loro viaggi.
E all’interno di questi testi, che pagherei oro per sapere dove sono, hanno trovato informazioni non solo sulla costellazione della Cimice, ma anche sulla stella δ-Cimicis e sul pianeta Nibiru. Quasi sicuramente c’era una profezia (dai, su, c’è sempre di mezzo una profezia, pure in Harry Potter!), in cui si diceva che Nibiru giungerà fino alla Terra annientando la popolazione umana.
Paura eh?!

Ma scopriamo ora qualcosa di più su δ-Cimicis, la stella intorno alla quale orbita il “pianeta dimenticato”.
Secondo alcune osservazioni fatte dai nostri tecnici basandoci sui dati fornitici da Julius Gubble, soprannominato nell’ambiente “l’astonomo ubriacone”, δ-Cimicis sarebbe nelle ultime fasi del suo ciclo vitale, cioè allo stadio di gigante rossa. L’esplosione della gigante rossa, evento simbolo della “morte” di una stella, potrebbe generare secondo Gubble la cosiddetta “spinta gravitazionale contraria” (concetto esposto da Gubble nel controverso La fisica al contrario: l’acqua asciutta, la stella fredda e altri fenomeni paradossali) che spingerebbe Nibiru verso il Sistema Solare. La data dell’impatto?
Sappiamo che la sapete. 23 Dicembre 2012.
Non date retta agli articoli di Repubblica che parlano di asteroidi e di 2098: conosciamo gli astronomi che hanno fatto quegli studi e non erano bravi in matematica (infatti non li abbiamo voluti nel team di studiosi di VoyaCesc).
Probabilmente hanno calcolato 2098 riportando male qualche resto mentre decifravano i loro dati.

Tutte queste informazioni mi hanno sfinito. Sarò pure esploratore della conoscenza, ma dopo pranzo non ho preso il caffè. E siamo solo al pavimento! Pensate quali misteri celano ai nistri occhi i quadri di questa stanza, i tappeti, i lampadari.. Non vediamo l’ora di proseguire l’esplorazione con voi, cari amici.
Ci vediamo alla prossima puntata di VoyaCesc.
Sempre e comunque oltre i confini della conoscenza.

Si ringrazia il VoyaCesc team che ha collaborato a questa terza puntata:
– Giualiani Pitagorici, autrice di “Il quadrato. Dal quadrato magico al quadrato costruito sull’ipotenusa, tutti i segreti di questa mistica figura geometrica”, pubblicato da Geomagie Editore
– Franco Bastiani, parquettista e opinionista freelance
– Giuliana Fascuzzi, Marcella Colombini e Olga De Lazzeri, autrici di “Ichmir/Ichfir, girl power al tempo dei Maya”, pubbl
– Mariana Stari e Luciano Stellato, astrofili
– Ascanio Giusti, autore di “Edward Gubble. Errori grossolani o scoperte sensazionali? Biografia dell’astronomo ubriacone”, pubblicato da Trastulli Editore

Ogni riferimento a Voyager e a Giacobbo è puramente intenzionale.

(e dopo due tre mesi di lavorazione.. è quiiii! Non è che rimandassi la scrittura, è che verificare tutte le fonti è veramente una lunga impresa. Mica vogliamo dirvi castronerie come fa quel cialtrone di Piero Angela!)


Responses

  1. oggi son troppo stanca per capire quello che scrivi…ci ripasso domani sveglia ed attiva, promesso ^^

  2. hahahaha geniale! la cosa inquietante è che mano a mano che andavo avanti nella lettura, mi sentivo davvero come se fosse tutto vero! è perfetto. perfetto.
    (poi.. vabbè.. logicamente SAPEVO che era tutto vero, non fraintendermi.. non ho mai dubitato della costellazione della cimice, come ben sai).
    ps. ma.. ichfir “tramandandò” i testi alla figlia?? 😄

    • ma grazie, non sai quanto duro lavoro affinchè tutto combaciasse.. apprezzo l’apprezzamento.
      (te l’avevo detta che era la risposta a tutto!)

      ps. ehm.. posso dire che è dialetto Maya?


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