Pubblicato da: cescocesto | 22 aprile 2011

Un giorno

Sono tornato con Clara ieri, dopo un viaggio allucinante di tipo cinque ore (cari tizi dell’ANAS, non pensate che sia alquanto stupido fare i lavori in autostrada a quattro giorni da Pasqua? Beh, io lo penso).
Avrò bisogno di qualche giorno (e molti caffé) per rimettere in moto il cervello e raccontare l’accaduto, per cui per ora beccatevi ‘sta recensione che avevo scritto prima di partire.
Ah, Clara sta bene (è felicemente imbottito di antidolorifici) e Bologna è bbbellissima.

“La cosa principale è che ti penso sempre, tutto qui.
Dex ed Em, Em e Dex.
Dirai che sono un inguaribile romantico, ma sei l’unica persona al mondo che vorrei vedere in preda alla dissenteria.”

(Dexter Mayhew)

Un giorno di David Nicholls è il libro che ho regalato per Leggere leggere leggere, fidandomi dei consigli di Stefano. Pochi giorni dopo ho finito L’ombra del vento, e ho dato un’occhiata alla -sempre più alta- pila dei “da leggere”, senza però trovare nulla di interessante (tipo “un armadio pieno di vestiti e niente da mettermi”, per capirci).
Così, avendo ancora addosso la curiosità per un libro che mio fratello mi consigliava da tempo e avendo sentito parlare di Un giorno anche su youtube, ho deciso di dare una possibilità a questo David Nicholls.
Ho finito il libro in circa una settimana, grazie a lunghe maratone pomeridiane e notturne, perché davvero non riuscivo a smettere di leggere. Non so se capita anche a voi, probabilmente sì, ma alcuni libri riescono a letteralmente a catturarmi, tanto che mi trovo a dire “Questo capitolo e poi basta. Ok, inizio le prime pagine di quello dopo ma poi basta. Vabbé, ormai finisco il capitolo, poi basta. Vabbè, le prime pagine del prossimo.. oddio già le due di notte?”. Sin dai primissimi capitoli questo libro ti inchioda gli occhi alle pagine (a differenza di altri, tra cui metterei anche L’ombra del vento, che hanno bisogno di un pochino più di pagine per ingranare, ovviamente non per questo sono peggiori), raccontando gli avvenimenti che capitano a due persone lo stesso giorno -il 15 Luglio, San Swithin- per venti anni consecutivi.
I protagonisti, Emma Morley e Dexter Mayhew, Em e Dex, si conoscono il giorno della laurea e finiscono a letto insieme. Nonostante l’interesse reciproco, decidono però di rimanere amici, arrivando perfino a fissare rigide regole sui cui basare il loro rapporto e le loro interazioni (tra cui: non si flirta, sempre camere separate e non si gioca a Scarabeo). Col passare degli anni, l’affiatamento e la confidenza si sostituiscono all’amore e Dex ed Em riescono a rimanere amici nonostante gli alti e bassi del loro rapporto, finché il matrimonio di Dexter e la nascita di sua figlia li allontanerà, ma solo per un po’ di tempo.
Il resto, cari miei, è tRop secret.

Lo stratagemma del “un giorno-un capitolo” è un’ottima trovata e l’autore riesce a gestirlo in maniera ottima, alternando capitoli/giorni in cui vediamo Em e Dex interagire e altri in cui sono lontani, ognuno preso dalla propria carriera, dalle proprie relazioni, dai propri fallimenti. Alcuni eventi importanti accadono “fuori scena”, ma sono richiamati dai ricordi dei personaggi e influiscono direttamente sulla loro condizione psicologica. I due personaggi principali sono tridimensionali e ben tratteggiati e si evolvono con naturalezza nel corso dei venti anni che vengono raccontati dal libro, i personaggi secondari sono abbastanza pochi ma tutti funzionali alla storia e relativamente ben strutturati.

Se i primi capitoli sono all’insegna dell’entusiasmo e della fiducia nel futuro, col progredire della storia si fanno spazio nei cuori dei protagonisti amarezza e frustrazione, dolore e risentimento reciproco. Spesso Nicholls si sofferma a raccontare la solitudine dei due personaggi, in particolare di Dexter: una solitudine che stride con il suo lavoro di presentatore televisivo e “anima della festa”. Solo quando sono insieme i due protagonisti sembrano poter essere felici: le spigolosità di Emma, femminista anarcoide, si incastrano perfettamente con quelle di Dexter, superficiale e ottuso solo all’apparenza. Eppure le loro differenze sembrano essere un ostacolo troppo grande da superare.
In qualche modo le esistenze parallele che Emma e Dexter conducono nella porzione centrale della storia ricordano La solitudine dei numeri primi, anche se qui manca quel dolore caricato tipico del libro di Giordano: Un giorno riesce invece ad essere anche leggero e ironico (soprattutto per bocca di Em), e a strapparci più di una risata. Ma anche qualche lacrima nella parte finale, che resta comunque delicata e leggera, con l’ultimo capitolo che “chiude il cerchio”.

La sensazione che si prova pagina dopo pagina è quella di vivere a fianco di Emma e Dexter, soffrendo con loro, gioendo con loro, tifando per loro. E quando chiudiamo il libro (questa la rubo, non è mia), ci sembra di dire addio ad amici con cui abbiamo trascorso venti anni.
Consigliatisssssimo.
Ah, è in arrivo pure il film (8 Luglio in Inghilterra, in Italia chissà). La regista è la stessa di An education, per quanto riguarda la sceneggiatura, mi pare di aver capito che è stata curata da Nicholls stesso. Protagonisti Anne Hathaway e Jim Sturgess.
E qui si potrebbe aprire l’infinita disputa “odio/tollero/non vedo/amo gli adattamenti dei libri che ho amato”, ma direi che vi ho tediato abbastanza.


Responses

  1. Esattamente come dici tu…”fa parte della pila: libri da leggere”
    Ora che ho letto il tuo commento, passa in pole position!
    ciao e tante splendide letture a te!
    Giusy

    • benvenuta giusy!
      sì, decisamente ti consiglio di farlo passare i pole position.. però devi avere un sacco di tempo libero a disposizione per leggerlo, mi raccomando.
      buona lettura 🙂


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