Pubblicato da: cescocesto | 27 aprile 2011

La beffa della legge sul testamento biologico

Ogni tanto rispunta fuori.
L’avevano tirato fuori per riconciliarsi con il Vaticano dopo lo scandalo Ruby, e lo ritirano fuori oggi con duplice scopo: attirare, a tre settimane dalle amministrative, quei voti cattolici persi dopo il caos del bunga bunga e dividere le opposizioni (le spaccature interne al PD sono note, così come le differenti visioni tra UDC e FLI ma anche all’interno dello stesso FLI).
Stiamo parlando del ddl Calabrò sul biotestamento (o, come lo chiamano loro, DAT, Dichiarazione Anticipata di Trattamento).

Dando una rapida lettura alla proposta di legge, risulta subito chiara la totale inutilità dell’oggetto della legge stessa, la Dichiarazione Anticipata di Trattamento.
Nel DAT il dichiarante dovrebbe “esprimere il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari (esclusi idratazione e alimentazione, che non vengono considerati trattamenti sanitari ma “forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita”) e di fine vita in previsione di un’eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere”.
Quindi: si va dal notaio (aggratis, convincili quelli) con un medico (che sono notoriamente PIENI di tempo libero per accompagnarci) come testimone e si dichiarano le proprie volontà nel suddetto DAT.
Ovviamente non si potranno dare indicazioni su eutanasia attiva e passiva, ma almeno saremo sicuri che le nostre volontà saranno rispettate.
Anche no.
Perché, secondo il testo di legge, il medico non è obbligato a rispettare le nostre volontà, ma solamente a “prenderle attentamente in considerazione” (beh, almeno hanno specificato “attentamente”).
Ma la legge istituisce la figura del fiduciario, un maggiorenne scelto da noi che si impegnerà affinché le nostre volontà siano rispettate!
Anche no.
Perché il ruolo del fiduciario è solo quello di “impegnarsi a garantire che si tenga conto delle volontà del paziente”, non che queste vengano rispettate.
Proseguendo nella lettura, si giunge al paradosso: l’articolo 8 parla di un collegio di medici da istituire “nel caso di controversia tra il fiduciario ed il medico curante”. Composto da un medico legale, un neurofisiologo, un neuroradiologo, il medico curante (non si capisce se quello con cui il fiduciario sta litigando o il medico di famiglia) e un medico specialista della patologia, il collegio esprimerà un giudizio, ovviamente non vincolante, che il medico potrà “prendere in considerazione”.
L’ultimo comma dell’articolo 8 sentenzia infine che il medico “non sarà tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico”. In pratica, obiezione di coscienza alla faccia dell’articolo 32 della Costituzione.
Ah, dimenticavo: la DAT ha validità solo per tre anni, dopodiché “perde qualsiasi efficacia” (da zero passa a zero). Va rinnovata ogni tre anni dal solito notaio col solito medico. Inutile sottolineare che un documento del genere dovrebbe avere validità molto più lunga e richiedere una modifica solo nel momento in cui il dichiarante cambiasse idea.

Non mi ripeterò in merito al discorso eutanasia sì/eutanasia no, credo che vecchi post scritti in merito rendano ben chiara la mia posizione.
Voglio solo sottolineare che questa legge di fatto impedisce a tutti i cittadini italiani di far rispettare il loro sacrosanto volere.
Non volere sonde e tubi nel proprio corpo è male?
Voler smettere di soffrire è male?
Desiderare di spegnersi prima di provare inutili sofferenze è male?
In casi del genere l’individuo e le sue volontà dovrebbero venire prima di tutto. La vita è nostra, siamo liberi di farne ciò che vogliamo: secondo me perché non esiste un Dio che ce l’ha data, ma anche se fosse, non si dovrebbe poter essere liberi di disporre della vita secondo il proprio libero arbitrio e, nel caso, pagarne lo scotto se è vero che esistono un Inferno e un Paradiso?

Ah, ovviamente secondo Berlusconi è (anche questa) colpa dei giudici: “sul ‘fine vita’, questione sensibile e legata alla sfera più intima e privata non si dovrebbe legiferare e anch’io la penserei così se non ci fossero tribunali che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di scavalcare il Parlamento e usurparne le funzioni”.

Ps. per chi è della zona Livorno/Pisa, segnalo un incontro sull’argomento con Mina Welby, Sergio Bartolommei (Docente di Bioetica) e Erika Tomassone (Pastora della Chiesa Valdese di Pisa) il 17 Maggio nell’aula magna della facoltà di medicina.
Sono sicuro al novantanove percento che sia aperto a tutti.

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Responses

  1. Caro Cesco, come sai sono perfettamente d’accordo con te sull’argomento e su cui abbiamo già discusso a lungo.
    Evidentemente lo sapeva anche chi ha fatto questo strano collage tra la tua immagine ed un mio post.
    Vai a vederti questo link: http://www.blogantropo.it/cultura-e-tendenza.php?a-vostra-immagine-e-somiglianza&id=683

    • apperò. non so che pensare.. forse gli piacevano il tuo post e la mia foto in versione cenerentolo, e siccome evidentemente sapeva che la pensiamo uguali, ha fatto un bel collage.


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