Pubblicato da: cescocesto | 5 ottobre 2011

Non ho un titolo, perché “Ciao Anna Lisa” è atroce.

Il bello di stare per un po’ senza scrivere sul blog, è che le idee nel frattempo si accumulano, per cui quando decidi che “tornato a casa scrivo sul blog”, sei pieno di possibili nuovi post.
Ero incerto se parlare del downgrade del debito italiano, oppure se affrontare la questione della legge sulle intercettazioni, anche se ero tentato di accanirmi contro questa estate che non vuole schiodare e si porta dietro zanzare accanite come non mai, anche se mi tentava anche un evergreen: un post sulle mie pessime condizioni di salute, che poi pessime è una parola grossa, ho solo un gran mal di gola (ricordate, se avete il mal di gola: urlare mentre andate in motorino alle 7.45 “ma sei nuda!” ad una che vedete attraversare la strada credendola essere la vostra amica Stefania, è una pessima idea. Primo perché provocherete uno shock alla malcapitata -che però era effettivamente mezza nuda con i sedici gradi delle recenti mattine livornesi-, secondo e più importante perché finirete di distruggervi la laringe).
Ero pieno di idee, dicevo. Finché, tornando a casa, non ho intravisto la locandina del Tirreno all’angolo della strada.
Ho questa abitudine da sempre, di guardare il titolo del giornale locale sulla locandina esposta dall’edicola vicino alla stazione. Di solito lo faccio all’andata, ma stamani ero particolarmente in ritardo ed impegnato ad inveire contro la macchina davanti a me che andava veramente troppo piano, per cui non l’avevo ancora vista.
Non ho nemmeno letto la frase, ho solo riconosciuto il nome sul titolo scritto a caratteri cubitali: Anna Lisa. AnnastaccatoLisa.
Un brivido al collo, e col respiro mi è uscito un “no”. Poi ho letto il titolo per intero, solo per confermare cosa sapevo già: Anna Lisa si è spenta ieri, nella sua camera del reparto di cure palliative all’Ospedale di Livorno.

Non so se conoscete la storia di AnnastaccatoLisa.
Io sono capitato per caso sul suo blog qualche mese fa, da un qualche link in qualche altro blog, e ho scoperto la sua storia.
Un cancro al seno nel 2008. Operazione, chemio. La speranza di aver vinto.
E poi nel 2010 la scoperta di metastasi polmonare, e l’inizio di una nuova lotta, raccontata sul blog.
Anna Lisa sul suo blog “Ho il cancro” raccontava tutto: la paura, il dolore, la stanchezza erano sempre tangibili tra le sue parole, ma in mezzo a quelle righe erano spesso accompagnati dalle speranza, dalle battute, dall’autoironia.
I blog hanno questo fantastico potere, ti mettono in contatto diretto col cuore e il cervello delle persone.
Nei mesi ho sorriso alle sue battute, sofferto quando raccontava i dolori che la tenevano sveglia la notte, provato sollievo quando tornava a scrivere dopo un periodo di assenza.
E ovviamente facevo il tifo per lei, per quanto una voce dentro di me sibilasse “tu le studi queste cose, lo sai che un cancro al seno che dà metastasi polmonari e cerebrali ha un solo esito”.

Mi fermo qui, perché sento di essere già scaduto nell’ovvio e banale.
Avevo solo bisogno di condividere le mie sensazioni, e di dare attraverso questo mio spazio un saluto ad Anna Lisa.

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Responses

  1. L’ho sentito anche io ieri, stranamente in tv, da mia nonna. Senza troppe banalità, per l’appunto, ma mi ha emozionata fino al centro dello stomaco. E per tutto quello che anche tu hai scritto.

    Per quanto riguarda i post, stessa medesima situazione. Al momento, per affrontarla, scrivo cavolate da niente. Mi riadeguo con calma!

    • esatto, al centro dello stomaco. è lì che ho sentito la fitta quando ho letto l’articolo.

  2. Letta, stimata e tifata… era una forza quella donna! ;(


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