Pubblicato da: cescocesto | 9 novembre 2011

Ok, è caduto. E adesso?

Silvio è caduto, e questo è un dato di fatto.
Ieri, dopo i 308 voti (+1 di quello che era in bagno, siamo proprio ridicoli) che hanno attestato la dissoluzione della maggioranza “più maggiore della storia d’Italia” Silvio ha formalmente anticipato le dimissioni, che verranno “dopo la legge di stabilità” -che non hanno fretta di votare, visto che è tutta la mattina che la Commissione Bilancio del Senato aspetta il maxiemendamento del governo-.
Se il lieto evento fosse accaduto in un diverso contesto socio-politico-economico, a quest’ora saremmo tutti in post-sbronza per i festeggiamenti di ieri sera, passata come giusto a stappare bottiglie di spumante, scoppiare petardi e fare caroselli in giro per la città.
Purtroppo siamo nella merda il suddetto contesto socio-politico-economico non è dei migliori e quindi non è esattamente il caso di festeggiare. Lo spread vola alto (il “record storico” di 500 toccato ieri è già memoria: stamani siamo a 570), i BTP sono quasi carta straccia che compra solo la BCE e il listino di Piazza Affari è da mani nei capelli.
In tutto ciò, in Parlamento gli ex-PdL che migrano verso l’UDC, il gruppo misto e -perfino!- il PSI, mentre l’opposizione è incerta se correre al voto o tentare la strada del governo tecnico.
Diciamocelo, nessuno ha idea di cosa succederà da qui alla prossima settimana, e c’è il serio rischio che la crisi italiana risucchi dentro anche la Francia (leggo giusto ora che lo spread Bund-titoli francesi è a un nuovo record storico) e dia una nuova mazzata alla Spagna.
Perfino il nostro team di esperti di precognizione e futurologia del VoyaCesc Team si è arreso. Appio Foglietta, il nostro lettore di foglie di tè, ha commentato, rivelando le sue origini labroniche: «deh bimbi, boh!».
E infatti, boh.
In un paese normale ci si impegnerebbe a cercare di costruire larghe intese per formare -a giorni- un governo tecnico che faccia le riforme chieste dall’Europa, attuando la lettera della BCE ma anche facendo qualcosa “più di sinistra” (come proposto da Silvana in questo post). Ma siamo in Italia, e il principale partito dell’opposizione è il PD che tra un po’ litiga pure sul numero di foglie dell’ulivo del logo, ci aspettiamo che una nuova coalizione nasca in giorni? Sono tre anni che Bersani discute di alleanze, senza mai dire un cazzo dichiarare le sue intenzioni.
Ma c’è anche da tener conto che la salda maggioranza PdL-Lega al Senato potrebbe pesare sulle scelte di Napolitano, per non parlare dell’inesistente coerenza molti dei nostri deputati, che potrebbero benissimo decidere di tornare sui loro passi in cambio di tre Olgettine, una casa con piscina vista Colosseo e magari un sottosegretariato.
Potrebbe succedere tutto e il contrario di tutto. E il contrario del contrario di tutto.
Che poi, ieri è caduto, ma se dopo il terzo giorno resuscitasse? Oioi, ‘un ci voglio pensà.
Distraiamoci con la Sora Cesira, e a rileggerci presto.


Responses

  1. Minchia, vabbè che è l’unto del signore, ma risorgere no!!!!!!!
    Per il resto concordo in tutto e per tutto e ci ho pure una gran fifa del dopo…
    Grazie per la citazione.

    • beh, il dopo sta arrivando.
      è presto per giudicare, ma se non altro il clima delle conferenze stampa è di nuovo “normale”.

  2. Nulla da aggiungere. Stesso identico fiato sospeso e stessa poca capacità di gioire come sarebbe bello fare. Stiamo a vedere, via! Se neanche il Team di VoyaCesc si azzarda a fare previsioni, perchè dovremmo farlo noi comuni mortali?

    • meglio incrociare le dita e non azzardarsi a fare previsioni!

  3. E’ caduto..ed ora? Nulla ..che cosa vuoi che cambi?
    Il segreto è questo, cambiare radicalmente per non cambiare nulla..
    ecco perchè da ogni parte si grida al “cambiamento radicale”..perchè sanno che in realtà non cambierà nulla.
    a.y.s. Bibi
    P.S. un po’ di sano cinismo ci vuole ogni tanto.

    • cambiare tutto per non cambiare niente.
      temo tu abbia ragione Bibi, ma mi aggrappo all’ottimismo perché se cedo al realismo qua siamo da revolverata.


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