Pubblicato da: cescocesto | 24 novembre 2011

Viva il web 2.0 eh, ma se ne faccia buon uso (a proposito della tassa sugli animali domestici)

Il web e i social network sono in fermento da tutto il pomeriggio, insorti contro una fantomatica “tassa sugli animali domestici”.
Cito:

CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perche in questo modo, lei sarà complice dell’aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non puo permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA

All’inizio ho pensato “Mah, può essere. Certo se tassano cani e gatti e poi non fanno la patrimoniale.. scatta la rivoluzione”.
Poi mi sono messo a cercare su Google. Digitando un banale “governo monti legge animali domestici”, non ho trovato notizie in merito, se non siti che riportavano paro paro le frasi lette su Facebook e una risposta ad una tizia che su Yahoo Answers chiedeva notizie in merito (“sì, l’ho sentito ieri al telegiornale”).
Cercando poi “governo monti legge animali domestici” e aggiungendo “repubblica”, “il fatto”, “corriere”, non usciva nulla.
Perché è una leggenda metropolitana nata non si sa bene dove (qui un’approfondita analisi sulle possibili origini), forse da qualcuno che, avendo sentito parlare dell’ipotesi da parte dell’Agenzia delle Entrate di inserire le spese veterinarie nel calcolo del redditometro (uno strumento complesso che, basandosi su determinate voci di spesa del contribuente, calcola quello che dovrebbe essere il suo reddito e lo mette a confronto con quanto la persona effettivamente dichiara), ha pensato a fantomatiche “tasse sugli animali domestici”.
E subito via con “ah, nessuno vorrà più adottare i randagi!”, “oh, gli abbandoni schizzeranno alle stelle!”, “uh, non darò più da mangiare al mio gatto!” e altri buonismi vari, e giù ad aprire petizioni online e quant’altro.
Ora, premesso che considero una cazzata (mi si perdoni il francesismo) inserire le spese veterinarie nel redditometro (si fa presto a pensare al caso del milardario col cane sano che spende zero e all’operaio col gatto malato che spende un sacco di soldi in medicinali/operazioni/visite), mi trovo a dover citare il prof di Clara: “il problema non è l’accesso alle informazioni, ma l’eccesso di informazioni”. Internet, Facebook e Twitter ci bombardano di notizie, voci, rumors, ogni giorno e ad ogni ora, è un flusso continuo. Ma per favore, cerchiamo anche di verificarne l’attendibilità prima di lanciare gridare “al lupo!”.

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Responses

  1. bravo! io pero’ smettero’ comunque di dare cibo a Margot perche’ senno’ diventa na palla. 😀

    • occhio che secondo me ti salta al collo se smetti di darle da mangià.

  2. Stavo ma linkarti il post del disinformatico, ma ci hai già pensato tu 🙂

    • il disinformatico sta sempre un passo avanti! 🙂

  3. Il problema è proprio questo. Bravo.

  4. La gente dovrebbe munirsi di colabrodo. Non ci vuole molto a fare un paio di ricerche ufficiali prima di gridare al lupo.

    • mi piace l’immagine del colabrodo per filtrare le notizie. coi tempi che corrono, ce ne vorrebbe uno a buchi molto piccoli.


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