Pubblicato da: cescocesto | 4 maggio 2012

Clafoutis di frutta (AKA non ho tempo!)

Primo intervento della Maratona Giornaliera III

“Prof, mi volevo giustificare” era la frase jolly per salvarsi dalle interrogazioni le mattine seguenti a quei pomeriggi affollati di compiti quando proprio non ce l’avevi fatta a studiare la poesia di Catullo/il moto del proiettile/le regole del past tense.
E io ho seriamente pensato di giustificarmi stasera.
Perché oggi è stata una lunga giornata e ho messo piede in casa un’ora e mezzo fa e tra cibo e chiccacchiere ho solo un’ora e mezzo per mettere in piedi un post decente.
Ma.
Ma che maratoneta sarei se mi arrendessi già il primo giorno?
Così ho pensato e ripensato a cosa scrivere: mi serviva qualcosa di rapido ed efficace, qualcosa di veloce da mettere insieme, ma che fosse comunque buono. E siccome il cibo è sempre ai primi posti nei miei pensieri, mi è venuto in mente che c’è un dolce che risponde a queste caratteristiche: il clafoutis, dolce di origine francese.
E così, siccome la Maratona è anche sperimentazione, vi beccate la prima (e penso ultima) ricetta del blog. Perché non ho tempo di scrivere altro, ma anche perché questo dolce è un sacco buono.

CLAFOUTIS DI FRUTTA

Ingredienti:

– farina 90 g (io non la setaccio, però volendo si può)
– zucchero 100 g
– latte 200 mL (volendo, 100 di latte e 100 di panna fresca)
– uova intere 3 se grandi, 4 se medie
– vanillina
– sale un pizzico
– liquore 2 cucchiai (a seconda del tipo di frutta: ad esempio il brandy con le ciliege, io ho un liquore alla cannella e uso quello)
– frutta di stagione (o sciroppata, qualsiasi tipo)

Procedimento
Veramente, è tipo il dolce più facile della storia. Per dire, riesce a Clara!
1) Pulite la frutta (la ricetta classica vorrebbe ciliege con nocciolo e gambo -a Torino l’anno scorso me ne hanno offerto una così, vagamente inquietante-, ma nessuno vi obbliga ad essere classici: le fragole potete lasciarle intere, le mele/pesche/albicocche farle a pezzettoni) e disponetela sul fondo di una teglia imburrata e infarinata (non siate iperprecisi come me la prima volta, tanto poi viene tutto a galla), e accendete il forno a 180°.
2) Unite uova e zucchero e sbattete con una frusta o con un mixer, finché il volume non raddoppia e il composto appare spumoso. Non lavorate troppo il composto, perché -mi dicono- altrimenti il dolce sarà più duro (ero sinceramente convinto del contrario, ma mi fido delle fonti).
3) Aggiungete la farina mescolando con un cucchiaio di legno (occhio che ne va un sacco sul fondo, mescolate bene!), poi aggiungete la vanillina, il sale e il liquore.
Per ultimo aggiungete il latte (o il latte+panna), a filo e mescolando delicatamente.
5) Spargete il composto sulla frutta e infornate. Il tempo di cottura secondo ricetta è 40 minuti a 180° (altre riportano 30 minuti a 200°), ma la cosa migliore è buttare un occhio dopo una mezzora: la torta deve essere asciutta sopra e doratina, io in quel caso spengo il forno e lascio dentro altri dieci minuti.

[Esiste anche una versione iper-accelerata del tutto: dopo aver messo la frutta nella tortiera, mettete tutti gli ingredienti in una ciotola e frullate col frullino per 2-3 minuti e poi mettete il composto nella tortiera.
Diciamo che è un dolce talmente semplice che viene comunque, indipendentemente dal procedimento.]

Il risultato dovrebbe essere una cosa del genere, che potrete cospargere di zucchero a velo se volete.
(la foto è presa rubatissima, ma conto di sostituirla con una foto che farò al mio dolce domani, perché tutto questo parlare di dolci mi ha ovviamente fatto venire voglia di mangiarmene un pezzo)

Per chi è a dieta-assoluta-oddio-manca-un-mese-alla-prova-costume: questo dolce è per un terzo aria e per un terzo frutta, quindi concedetevelo pure.
Purché non vi facciate prendere le mani come mia nonna.

Cesco: (aprendo il forno) nonna, ma il dolce?

Nonna: è finito.

C: ma ce n’era più di metà!

N: ed era proprio buono, non sono riuscita a smettere di mangiarlo! (accarezzandosi la pancia e mettendo a lavare la tortiera inesorabilmente vuota)


Responses

  1. Dalla foto sta ricetta è fenomenale!! Devo provarla assolutamente! (Bellissimo post :D)

    • Ah poi ti volevo chiedere: ma come si pronuncia? Essendo francese azzardo un “clafutì”, è esatto?

      • credo di sì, ma dovremmo consultare le lettrici francofone (Lady e RCLV a rapporto!).
        tra parentesi ho scoperto solo ieri che si dice “il” clafoutis e non “la” clafoutis”.

    • troppo buona.. non ho avuto nemmeno il tempo di rileggerlo, non mi stupirei se ci fosse qualche orrore grammaticale!

  2. le fragole potete lasciarle intere, le mele/pesche/albicocche farle a pezzettoni.
    E se io volessi mettere una mela intera dentro la torta, come faccio?

    • eh, ti serve una tortiera bella alta e forse ti conviene raddoppiare le dosi!


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