Pubblicato da: cescocesto | 5 maggio 2012

Più piste ciclabili, grazie (AKA salvaiciclisti)

Secondo intervento della Maratona Giornaliera III

Caro Signor Comune di Livorno,

sono sempre io, si ricorda? Quello che si lamentava dei pedoni sulle piste ciclabili.
Sì, proprio io.
Torno da una lunga ed estenuante mattinata passata in bicicletta controvento, e vorrei gentilmente esporle la mia cordiale richiesta:
costruiteci delle cazzo di piste ciclabili decenti, grazie.

Per convincerla, caro Signor Comune di Livorno, allego la seguente lista:

CINQUE BUONI MOTIVI per costruire più piste ciclabili.

Motivo numero 1 – assicurare la capacità dei giovani livornesi maschi di avere un giorno dei figli
Io abito sul mare, verso lo stadio. Proprio vicino alla bellissima, nuovissima, liscissima pista ciclabile che avete fatto in quella zona due anni fa.
Nel farlo però vi siete scordati di pavimentare i cinque metri di acciottolato di Barriera Margherita. Quei cinque lunghi e interminabili metri di piastrelloni tutti storti, oltre ad essere pericolosi per i ciclisti più giovani e le loro piccole biciclette, sono giornalmente un attacco alla mia futura possibilità di avere figli, con tutti quei salti e rimbalzi sul sellino della mia bici che, diciamocelo, non è che sia proprio il trionfo della morbidezza.
Per non parlare del fatto che oggi quei cinque metri li ho attraversati con dieci-uova-dieci nella borsa della bici.
Non ho ancora avuto il coraggio di controllarle, ma se una o più di queste si fosse rotta, direi che le altre potrebbero accidentalmente rompersi sulle vostre finestre.

Motivo numero 2 – evitare di farci rischiare la vita ad ogni incrocio
Li ha visti i nostri incroci e le nostre precedenze, Signor Comune di Livorno, vero? Roba che “anarchia” è un eufemismo.
Macchine che sfrecciano senza nemmeno fermarsi allo STOP, motorini che prendono gli incroci in controsenso, anziani che guidano macchine enormi e si immettono nell’incrocio senza nemmeno guardare.
Mi piacerebbe avere delle piste ciclabili decenti per non doverli affrontare ogni volta pregando di non essere investito dal cretino di turno.
Che io, tra parentesi, sarei pure ateo per cui privo della protezione divina.

Motivo numero 3 – permettere ai ciclisti di andare alla velocità a loro più congeniale in quel momento
Andare in bici è rilassante, molto. Soprattutto se contemporaneamente si ascolta della musica. Per cui se non sono in ritardo -cosa che non capita di frequente, ma capita- mi piace andare piano e godermi l’aria aperta.
Mi capita anche, a volte, di essere chiamato al cellulare mentre sono in bici. Siccome tengo il telefono nella tasca davanti dei pantaloni, tirarlo fuori senza cappottarsi dalla bici non è proprio facilissimo, per cui mi è necessario rallentare. Questo non è un problema se sei su una pista ciclabile, ma diventa un problema se sei per strada e dietro hai una macchina che aspetta “un cazzo di slargo per superare questo stupido ciclista capellone”.
Altre volte invece, come dicevo, sono in ritardo e ho bisogno di andare più veloce, cosa che non posso fare né andando per strada (spesso in città le macchine sono costrette ad andare più piano di noi ciclisti), né andando sul marciapiede (pedoni in ogni dove, con serio rischio di schianto).
Pista ciclabili sgombre permetterebbero al ciclista di turno di andare alla velocità che più preferisce.

Motivo numero 4 – ridurre l’odio tra ciclisti, gente in macchina e pedoni, favorendo il quieto vivere in città
A Livorno la “catena dell’ordio” funziona così: la gente in macchina odia i ciclisti che occupano la strada così stretta che non possono essere superati, i ciclisti odiano i pedoni che stanno sempre in mezzo e non si spostano nemmeno se gli urli “oh, occhio! Ti arroto!” (true story), e i pedoni odiano le macchine che vanno a razzo e non si fermano mai alle strisce per farli passare.
Più piste ciclabili vorrebbero dire:
a) strade sgombre dai ciclisti, che porterebbe a meno rischio per i suddetti di essere investiti e più serenità per la gente in macchina, libera dalla paura che da un incrocio spunti un ciclista
b) un percorso sicuro per noi ciclisti libero dai pedoni, così che anche noi possiamo andare alla caspio di velocità che ci pare senza dover suonare ai pedoni o fare lo slalom tra i bambini che giocano a palla
In questo modo si rasserenerrebero i rapporti tra ciclisti e pedoni e tra ciclisti e guidatori di auto, e tutti insieme potremmo odiare i possessori di SUV.

Motivo numero 5 – varie ed eventuali
Tra cui più sicurezza per i bambini che imparano ad usare la bici, aria più pulita perché più gente toglierebbe il culo dal sedile della macchina per metterlo sul sellino della bici e anche risparmio per tutti, perché in bici non spendi per la benzina, fai moto e quindi sei più sano e non ti blocchi nel traffico per cui sei anche meno stressato.

E questo è quanto.
La saluto caramente eccetera eccetera.

Ah, no, un’altra cosa: in caso non lo sapesse, è nato un movimento che chiede ai sindaci delle città grandi e piccole di ripensare la mobilità cittadina, rendendola non più a misura di macchine ma a misura di ciclista: si chiama SalvaICiclisti.
Sono tanti e minacciosi, quindi occhio: se sente un “drin-drin” nella notte, è un di loro che la aspetta nel buio.


Responses

  1. La “catena dell’odio” funziona così: la gente in macchina odia i ciclisti che occupano la strada così stretta che non possono essere superati, i ciclisti odiano i pedoni che stanno sempre in mezzo e non si spostano nemmeno se gli urli “oh, occhio! Ti arroto!” (true story), e i pedoni odiano le macchine che vanno a razzo e non si fermano mai alle strisce per farli passare.
    Io uso tutti e tre i mezzi, e di solito, quando sono in macchina odio pedoni e cicloni, quando sono in bici odio pedoni e automobilisti e quando sono a piedi odio automobilisti e cicloni. C’era una vignetta di Eriadan in proposito anche, ma non riesco a trovarla.
    La cosa che accomuna i miei mezzi di trasporto, è che su qualunque io mi trovi, i SUV si odiano sempre.

    • esatto, chi ha uno o più mezzi soffre ovviamente di personalità multiple: ciclista-guidatore di macchina-pedone tutti pressati in uno, con le personalità che emergono (e gli odi ad esse connessi) a seconda del mezzo che usiamo.
      ma tutti, dico tutti, odiamo i SUV. e questa è cosa buona e giusta.

      • Ci accomunano tutti. In un certo senso, contribuiscono alla pace nel mondo.

      • amen, sorella.


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