Pubblicato da: cescocesto | 9 maggio 2012

Fenomenologia dei joggingers

Sesto intervento della Maratona giornaliera III

Sono tornati, sono tornati.
I joggingers sono tornati.
Che poi non sono sicuro che si chiamino joggingers.. Come li chiamate voi? “footingers”? “i pazzi che vanno a correre sul mare col sole delle cinque”? “birilli da buttare giù con la bicicletta”?
Insomma, la gente che corre. E corre. E corre.
Me ne sono accorto oggi, uscendo in bici dopo tre giorni di pioggia.
Il sole è riuscito fuori dopo qualche giorno di sciopero, è Maggio quasi inoltrato, tra un po’ aprono i bagni e metà dei livornesi hanno infilato magliette sgargianti, calzato scarpe da ginnastica quasi nuove (mollate al loro destino dalla fine della scorsa estate), acceso l’iPod su “playlist energia” e sono usciti sul mare, a correre.
Ovviamente, sulla mia pista ciclabile. I maledetti.

Per quanto riguarda i maschi, ce ne sono essenzialmente di tre tipi:
– i palestrati
Corrono a ritmo sostenuto, sudano pochissimo e stanno preferibilmente senza maglia per mostrare i loro da-tre-a-cinque tatuaggi, preferibilmente tribali. Roba che se lo facessi io, arrivato a casa avrei un’ustione di quarto grado su tutta la schiena.
La canzone che ascoltano è ovviamente Eye of the tiger, perché a loro Rocky gli fa una pippa.
– gli abituati
Di questa categoria faceva parte mio fratello. Sono quelli che vanno a correre anche d’inverno, e quindi vivono quasi con fastidio la vista dei nuovi arrivati. Alternano la corsa normale a scatti periodici e si cronometrano le presazioni per vedere se di volta in volta migliorano, e si fermano ai pratini a fare un numero improbabile di flessioni. Roba che se lo facessi io, avrei i crampi dopo il primo scatto.
La loro canzone è sicuramente Don’t stop me now, perché se li fermi gli sballi le medie dei tempi e non te lo perdonano.
– i vergini
Quelli che hanno visto il sole e hanno pensato “ma sì, quest’anno vado anch’io, che mi è proprio venuto il fisico a stracchino”. Mi diverto un sacco a guardarli arrancare fino ai pratini, dove faranno finta di esercitarsi solo per avere una scusa per tentare di riprendere fiato. Si riconoscono perché strascicano le gambe, corrono senza muovere le braccia e hanno un colorito in volto tra il rosso e il viola. Roba che se lo facessi io.. ma che dico, questa è la descrizione di me l’anno scorso.
La loro canzone è sicuramente Momenti di gloria, che ascoltano prima di stramazzare al suolo.
Anche le donne si possono dividere in tre categorie:
– le principesse
Sono bionde, hanno i capelli acconciati i perfette code di cavallo che ondeggiano con loro; sono solitamente vestite con maglietta e pantaloncino coordinato e rimbalzano leggere sul suolo, come se non avessero peso.
La loro canzone è sicuramente Time of my life, e loro sono troppo Baby.
– le veterane
Da che mondo e mondo, le donne cominciano a preoccuparsi della prova costume a Febbraio, per cui le vedrai correre già in pieno inverno, bardate di tutto punto. A Maggio le riconosci perché corrono chiacchierando con la loro “amica di corsa”, belle dritte e pimpanti.
La loro canzone è sicuramente She’s a maniac, che anche loro si sono fatte il culo come la saldatrice-barra-ballerina più famosa del cinema.
– le sfatte
Un po’ l’equivalente femminile dei “vergini”, nonché l’opposto delle “principesse”. Si riconoscono perché le loro code di cavallo hanno ceduto e le loro magliette sono zuppe di sudore, e perché hanno il passo bello pesante di chi ha litri di acido lattico nelle gambe.
La loro canzone è sicuramente Bring me to life, perché si augurano di arrivare vive a casa.

Queste categorie sono tutte accomunate da una cosa: corrono sulla MIA pista ciclabile. Ma io quest’anno ho questa, e strombazzerò finché non se ne vanno.

(grazie a Stefano e Claudia per il consulto musicale)


Responses

  1. Uhauahauahauahauahauahauah la TROMBA BITONALE ahahahahha mi sto rotolando sul letto….

    • allegherò foto quando finalmente mi arriverà.

      • Sì sì, attenderò con piacere. Comunque anch’io ho una categoria di persone che sopporto a malapena quelle rarissimissime volte che vado a fare sport. Non sono mai andata a correre, quindi non posso rientrare nelle succitate categorie (ma ovviamente se ci andassi sarei tra le Sfatte), però qualche volta vado in piscina, un tempo più di ora. Sono fuori allenamento da una vita, per cui la mia nuotata è piuttosto placida e tranquilla, con frequenti ma brevi pause tra una vasca e l’altra; non do fastidio ai nuotatori esperti e loro sono molto gentili e non lo danno a me, si limitano a superarmi come farebbe una Ferrari con una bicicletta. Quelli che mi infastidiscono sono esattamente la categoria opposta: i non-nuotatori. Sono quelli che si immergono cautamente o più raramente con tuffi e schizzi del tutto inutili, poi si appollaiano nell’estremità della vasca con l’acqua più bassa e stanno lì in piedi a chiacchierare o a fare il morto o a tuffarsi di nuovo insomma tutto tranne nuotare. Stanno lì, occupano spazio e io non faccio altro che andargli addosso ogni volta che finisco la vasca e devo ripartire. Cioè praticamente si vengono a fare il bagno, ma ti pare normale? Ma una piscina gonfiabile in giardino no, eh?

  2. Ahahah che descrizione stupenda😀
    Ovviamente mi posso infilare nella categoria “vergini” anche io l’anno scorso, ma ogni anno per me è come la prima volta, visto che durante l’inverno ho i riflessi e l’agilità della neve al sole!
    Però prometto che io, sulla tua pista ciclabile, non ci vengo😉

    • grazie massimo🙂
      io mi metto un anno sì e uno no nella categoria vergini, quest’anno mi sa che passo!
      meno male, perché sulla pista ciclabile io non guardo in faccia nessuno: suono e sbraito a chiunque, parenti compresi😀

  3. Ommamma, ho seriamente male alla pancia dal ridere.
    Ora mi riprendo e scrivo.
    Non è vero, continuo a ridere, specie quando rileggo la parte relativa al mio tipo, ossia le Sfatte. Al Bring Me To Life credevo seriamente che fosse giunta la mia ora. La frase si riconoscono perché le loro code di cavallo hanno ceduto, oltre ad avermi fatto rotolare per terra dalle risate, mi ha riportato alla mente il delizioso ricordo della mia prima – e unica – corsa: uscii un uggioso giorno di dicembre (certo che anche io, che cacchio mi metto in testa di provare a fare jogging a dicembre?!)
    – pausa di un’ora in cui, per cercare il mio vecchio diario in cui narravo l’evento, mi sono imbattuta in due scatole contenenti i miei bigliettini delle medie e non ho potuto non leggerli –
    ..giorno di dicembre, corsi per esattamente 476 metri e poi tornai a casa in autobus.
    PS. Evvai con la tromba bitonale!!!

    • il vantaggio di vedere la fauna joggingara quotidianamente mi ha permesso di fare descrizioni molto accurate😉
      e quindi tu sei una Sfatta, eh? nonchè una Cometa, categoria suggeritami da Claudia prima su FB: quelle che vanno a correre una volta e poi non le vedi più!
      io conto sulle dita di due mani le volte che sono andato a correre.. l’ultima è stata credo la primavera scorsa: mi finì la batteria dell’iPod al terzo metro (già correre è palloso, poi senza musica.. puah!) e mi si spiaccicarono addosso tipo 700 moscerini in dieci minuti.
      anche te però, a correre a dicembre!😀

      ps. appena arriva, pedoni e joggingari si pentiranno di aver invaso la mia pista ciclabile. muahahahahah.

      • A quanto pare allora sì, sono pure una Cometa (a mio avviso potremmo dire che le Comete sono tali perché l’unica volta che hanno provato sono andate nella categoria Sfatte..). Oddio, non riesco ad immaginare che noia sia correre senza musica. Ma i moscerini? A che velocità andavi perché ti si spiaccicassero addosso?
        Ps. Non potranno ignorarla a meno di non diventare sordi.


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