Pubblicato da: cescocesto | 20 maggio 2012

Un pensiero, nella vana speranza di non essere retorico.

Ti alzi, una domenica mattina.
Apri dalle bozze uno dei vari post da finire che ti sei ripromesso di scrivere, ma poi pensi che no, non ce la fai proprio a sdrammatizzare.
Perché è morta una ragazza di sedici anni, e altre cinque sono ferite gravemente. Una di loro lotta per la vita.
Sedici anni.
Sedici anni è l’inizio di tutto, sono le prime libertà, quando puoi restare fuori “addirittura” fino a mezzanotte e iniziare ad annusarla, quella notte, e a scoprire il mondo, te stesso, l’amicizia, l’amore. La vita.
Stroncare volontariamente quella vita che nasce è l’atto più malvagio che una persona possa fare. Un atto non umano. Un atto che ti fa sperare, per un momento, che esista veramente l’inferno, perché il colpevole possa ardere in eterno.
Ma l’inferno non esiste, e possiamo solo sperare che magistrati e forze dell’ordine trovino chi è stato e lo chiudano in carcere a marcire a vita.
E mentre pensi a questo e senti quei brividi dietro la schiena così familiari, leggi del terremoto.
Il terremoto che ha colpito il modenese, il ferrarese e la provincia di Bologna.
Pensi ai tuoi parenti e agli amici: a Silvana, Vittoria, Stefano, Francesca, Lady e le loro famiglie. Stanno bene, stanno tutti bene. Ma ci sono altri che sono stati meno sfortunati, sono morti sotto le macerie o hanno perso la casa, in un paese che sta ancora facendo i conti con la tragedia dell’Aquila.
E ti rimbombano in testa quelle poche parole commentate da tuo padre guardando una ripresa dall’alto dei paesini colpiti: “perché i campanili, che sono decisamente più vecchi hanno retto e quei capannoni industriali sono venuti giù completamente?”.
E allora pensi che vuoi scrivere di tutto questo, ma hai paura di scadere nel retorico e non vorresti scrivere, ma poi pensi che queste righe sono comunque un pensiero per tutti loro, e le mandi nell’internèt, come dice mia nonna.


Responses

  1. Grazie Cesco, lo dico almeno a nome mio per il pensiero che hai rivolto all’Emilia e alla mia famiglia. Per fortuna abbiamo dei soccorsi rapidi ed efficienti, e sono rimasta commossa quando ho scoperto dal tg che ci stavano inviando aiuti dall’Aquila. Ora speriamo che le scosse siano finite, e di riuscire a dormire tranquilli.
    Per quanto riguarda Brindisi, è uno schifo. Mi auguro che trovino il farabutto che ha progettato un simile atto, che sia la mafia, un fautore di un ritorno alla strategia della tensione o un semplice folle.
    Possiamo decisamente dire che dal sud al nord è stata una giornata iniziata male e finita peggio.

  2. guarda, non scherzo nel dire che appena ho letto Bologna ho pensato a voi.🙂
    per fortuna che il terremoto non sembra essere stato troppo forte, per fortuna che i soccorsi stanno funzionando, per fortuna che le persone dell’Aquila hanno un cuore grande.

    Brindisi è uno schifo, sono d’accordo. sembra però che abbiano trovato un video abbastanza chiaro in cui si vede un uomo schiacciare un bottone.. spero al più presto che lo mettano dentro, perché un fatto del genere non può restate impunito.

  3. Grazie di avere scritto queste righe che di retorico non hanno nulla, ma tanto di sincerità.

    • grazie a voi Silvana, a voi emiliani tutti, che state dimostrando un coraggio e una dignità da leoni.

  4. grazie per avermi pensato.
    e grazie per aver scritto quello che ho nella testa da stamattina ma che non sono riuscita a scrivere degnamente nel blog.

    • grazie a te (in ritardo) per aver apprezzato quello che ho scritto.

  5. Ho scritto anch’io qualcosa sul terribile fatto di Brindisi. Quello che hai scritto tu è veramente significativo, commovente.
    Per quanto riguarda il terremoto, anche se la zona non era considerata “sismica”, aveva delle costruzioni messe su con lo “sputo”.
    Che tristezza!

    • ti ringrazio in ritardo, avevo paura di scrivere banalità ma sono contento che non sia stato così🙂

  6. caro cesco come sempre , quando apro questo tuo sito, non faccio altro che constatare che veramente sei un ragazzo in gamba , e mi fa piacere. Spero che in Emilia non non si ripeta quello che è successo da altre parti. Per i capannoni : le costruzioni sono i prefabbricato , che di per sè dovrebbe assere antisimico , ma i piloni sono rimasti in piedi, sono crollate le coperture. E’ probabile che per risparmiare siano state solo appoggiate ai montanti e patatunfete
    ciao


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