Pubblicato da: cescocesto | 21 dicembre 2012

VoyaCesc – A che ora è la fine del mondo?

Diciamolo.
Il mondo sta per finire.
The world is going to end.
Le monde va se terminer.
El mundo se va a acabar.

وسوف ينتهي العالم هذا المساء

世界即將結束.
Eccetera eccetera.

Amici di VoyaCesc, facciamocene una ragione, Nibiru sta arrivando.
Ma perché, percome, perquando?
Il quando lo sappiamo: tra poche ore, allo scoccare della mezzanotte di oggi, 21 Dicembre 2012 (stacchetto musicale).
Il modo anche: l’arrivo di Nibiru sulla Terra (stacchetto musicale).
Se questa data e questo nome non vi dicono nulla, correte a leggervi i vecchi articoli di VoyaCesc (qui, qui e qui, ma veloci, c’è poco tempo!) e poi tornate qui.
Fatto? Bbbene.
Cominciamo.

Ci eravamo lasciati dopo che il pavimento della casa al numero 8 di Via Randaccio ci aveva rivelato la storia di Ichfir, della costellazione della Cimice e di Nibiru.
Vediamo cos’ha in serbo per noi il soffitto.

"muffa"

Chi ha detto “che schifo è solo muffa” si può accomodare fuori, non è un vero esploratore della conoscenza.
Muffa.
Muffa!
Muffa!!
Stiamo scherzando?
Questo è quello che vede l’occhio del cinico, l’occhio dello scienziatino-precisino-pippillino-i-Maya-chi?.
L’occhio dell’esploratore della conoscenza vede un segno.
Con il mio pennarellone rosso, compreso nel kit da oggi in edicola “Esplora anche tu la conoscenza con VoyaCesc, varcane i confini e diventa un Esploratore Della Conoscenza con tutte le maiuscole del caso”, evidenzio i confini della muffa.
Ciè che esce fuori è sorpendente.

muffa2

Tu lì dietro che hai detto “Batman!” sei fuori.
E tu che ridi, anche.
Il segno, per chi come noi veri Esploratori della conoscenza ha approfondite nozioni di geografia, ci riporta ad un preciso luogo della terra.
Il lago Brasimeno, in Emilia Romagna.

lago brasimone

Vero che è uguale?! Lo so, siamo bravi.
Conosciuto dai popoli moderni come Brasimone, antichi scritti parlano chiaramente di Lago Brasimeno, la cui etimologia è, secondo il linguista Astolfo Tongue:
Brax-Iz-Menu
Brax: Lago
Iz: Dove
Menu: Morte

Se queste parole non vi dicono nulla, beh, è perché non avete letto La vera storia di Rigel 7 e altri racconti di Richard Falsking, un astronomo molto amico di Julius Gubble, con il quale si era dedicato agli studi sul “pianeta 0”, un pianetoide abitato da enterobatteri la cui esistenza era stata postulata da Bartemius Xavier Falafel, il mentore dei due geniali scienziati, cacciati dal mondo della “ricerca ufficiale” per le loro brillanti ma “poco accademiche” (i maligni dicono che “se la cercarono” quando si presentarono ad un convegno nudi e ubriachi inneggiando “Tua sorella non esiste, viva il pianeta zero”, ma sono chiaramente giustificazioni di forma).
Nel suo libro, scritto per la nipotina, Falsking raccoglie alcune teorie che aveva elaborato negli ultimi anni della sua carriera, e le mette in forma di novella per non incorrere nella censura accademica.
La più intrigante per le nostre teorie è contenuta nella “Storia di Abrasbra e del parassita che gli insegnò a defecare”, che vi riportiamo qui sotto:

Tre anni galattici fa il giovane Abrasbra partì da Calipso, la più popolosa delle lune di Saturno, per andare in gita scolastica con la sua classe di Xenobiologia su Giunone, il primo pianeta del sistema solare.
La professoressa di Abrasbra era affascinata dalla popolazione di enterobatteri che gli scienziati calipsiani avevano scoperto l’anno prima e aveva deciso di portare i suoi allievi a far loro visita.
“Stai attento, sai cosa si dice su quei batteri, Abrasbra mio!” gli disse la nonna il giorno prima della partenza “Che ti prosciugano fino ad ucciderti. Attento, non fidarti!”. Ma Abrasbra era giovane, e non aveva paura.
Il viaggio durò due giorni e due notti, poi finalmente Abrasbra e i suoi amici misero piede su Giunone. Il terreno era caldo, per i giovani calipsiani abituati al freddo della loro luna.
Subito i maschi si misero a correre, mentre le femmine rimasero incantate a guardare come sembrava grande il Sole su quel pianeta.
Abrasbra stava correndo quando una voce vicino al suo piede la chiamò. “Occhio che mi pesti, stupido gigante!”.
“Chi sei?” chiese Abrasbra.
“Sono Entino, e tu stavi per uccidermi” disse la vocina.
“Scusami” disse Abrasbra, inginocchiandosi per vedere meglio il suo nuovo amico.
“Non fa niente. Ci sono abituato. Anche sul mio pianeta era sempre così”.
“Sul tuo pianeta? Non sei nato qui?” chiese il giovane.
“Oh no, oh no no!”
“E dove sei nato?” chiese Abrasbra, sempre più curioso.
“Sono nato sul pianeta Nibiru della costellazione della Cimice, e vivevo in pace nel colon mediano del comandante di vascello Gahag Gluhago. Devi sapere che Gahag era il comandante dell’Esercito Ribelle, in lotta contro il malvagio despota che governava Nibiru: Drosu Ntuculu. Cinquantasei anni astrali fa, Gahag guidò i Ribelli contro Drosu, ma la battaglia volse a favore del malvagio despota, così i ribelli partirono alla volta del Sistema Solare, sperando di trovare un pianeta ospitale dove fermarsi, riprendersi e allenarsi per poi tornare alla carica. Sulla via per la Terra però, io e i miei familiari cominciammo a diventare troppi per i tre colon del comandante, così parte di noi si trasferì al timoniere, poi al cartografo, al mozzo.. insomma, causammo una violenta epidemia di “spruzzite”. L’equipaggio decise di fermarsi qui sul Pianeta 0, che battezzarono Latrina: stazionarono qui per qualche giorno, seppellendo i morti e curando i meno gravi, finché non furono in grado di riprendersi e ripartirono per la Terra. E questo, mia cara, spiega come siamo arrivati qui su Latrina: dai tre colon dei Nibirini. Abbiamo trovato riparo dalle tempeste solari in questi anfratti, e tiriamo avanti come meglio possiamo”.
“Oh, che storia triste. Posso fare qualcosa per te?” si offrì l’ingenuo Abrasbra.
“Mmh. Hai un colon che potrei abitare?”
“Non ho un colon, ma ho tre metri di intestino e due stomaci”
“Possono andare” disse Entino, la voce maliziosa.
“Non mi farai mica venire la spruzzite?”
“Per essere di nuovo espulso e rimanere qui? Che sono, scemo?”
“E va bene, salta dentro”
“Ragazzi, andiamo!”
Purtroppo Abrasbra non aveva idea di quanti fossero realmente i parenti di Entino, per cui i suoi due stomaci e il suo intestino furono presto saturi: in un attimo, era in preda ad un violento attacco di spruzzite.
I suoi compagni e la professoressa la soccorsero, e immediatamente furono attaccati anche loro.
Era tutto uno spruzza quà e uno spruzza là.
“P.. per.. perché?” chiese Abrasbra con le sue ultime energie.
“Siamo enterobatteri, è la nostra natura” concluse Entino, mentre galleggiava in una delle pozze scure che stavano oscurando Latrina.

Secondo molti, questo racconto è una fine metafora sulla natura di alcune creature e persone che, incontentabili, trascurano le conseguenze delle loro azioni; secondo altri è un modo velato per esporre le teorie che Falsking aveva sul Pianeta 0; secondo noi di VoyaCesc, sotto c’è anche la vera storia dei Nibirini.
Il Professor Falsking infatti portava avanti studi paralleli sul Pianeta 0 e sul Pianeta Dimenticato, Nibiru.
E se queste teorie fossero fondate?
E questa fosse la quadratura del cerchio?

Ma non crogioliamoci in autocompiacimento, bisogna ulteriormente approfondire la nostra indagine.
I Nibirini potrebbero essere arrivati sulla terra in un lontano passato.
E la nostra muffa ci indica esattamente dove.
Esatto, il Lago Brasimeno.
Secondo l’archeologo Pietro Tombale sul fondo del lago sarebbero infatti presenti resti di strani scheletri con tre fori orbitari, così come i Nibirini sono rappresentati in antiche raffigurazioni Maya.
Che i Nibirini siano arrivati sulla Terra per poi morire annegati in un ammaraggio di fortuna?
Secondo altri studiosi, capeggiati dai coniugi Impiccio, i Nibirini si sarebbero felicemente stabiliti nel letto del fiume dando origine ad una fiorente civiltà, spazzata via dall’innalzamento dei mari e dei laghi dopo lo scioglimento dei ghiacciai dell’Era Glaciale, così come esposto in “Atlantide et similia, come ti spazzo via la città con dieci metri di onde”, Falsari Editori.
Qual è la verità? Dove sono i Nibirini oggi?
Non possiamo saperlo, quei pezzenti del comune ci hanno negato l’autorizzazione per immergerci nel lago.
Fortuna che abbiamo i nostri lettori, e due di loro abitano proprio sulle rive del Brasimeno: Luciano Crisafulli e Barbara Maggenta.
(se ne avete anche voi delle segnalazioni, scrivete a VoyaCesc, Via Dei Bobi 17, 57100 Livorno)

Ci scrive il Signor Luciano:

Immag091Caro VoyaCesc Team,

nell’ultimo mese vicino al Lago Brasimone è stato costruito questo parcheggio. Trovo tutto questo molto sospetto per vari motivi: primo, perché è stato costruito in due settimane senza interruzioni nei lavori o subappalti, secondo, perché il nostro lago è sì una metà turistica, ma non così tanto frequentato da meritare un parcheggio così grande, per giunta con una sbarra all’ingresso!
Confido che voi saprete darmi una risposta.
Con stima e affetto,
Luciano Crisafulli

ps. secondo me Kennedy è stato ucciso dagli Illuminati

Un parcheggio. Costruito in una località turistica. “Ha senso” direbbe un laureato in Scienze del Turismo.
Un parcheggio costruito in due settimane? Senza interruzioni?
Secondo noi di VoyaCesc, è invece quantomeno sospetto.
E diventa misterioso se unito al secondo elemento che vi andiamo a mostrare, contenuto nella lettera della Signora Maggenta:

Immag078Caro Team di VoyaCesc,
siete grandi! Vi leggo sempre.
Secondo me mia suocera è un’aliena, dovreste dedicarle una puntata così che possa mettersi in contatto con i suoi parenti alieni, che almeno se la vengono a riprendere e non mi rompe più la domenica perché la mia pasta al forno è troppo secca.
Ma non è per questo che vi scrivo. Vi scrivo per chiedervi pareri su uno strano cartello che è stato affisso vicino al Lago Brasimone, dove vivo.
In attesa di un vostro parere, cordiali saluti
Barbara Maggenta

Questo sì che è sospetto cara Barbara, grazie della segnalazione! (il nostro ufologo Gino Spaziani dice di controllare se tua suocera dorme con gli occhi aperti, un tratto tipico dei venusiani arrivati negli anni ’50, oppure se beve dalle orecchie, un segno caratteristico dei marziani arrivati con le loro Truppe Colonizzatrici negli anni ’60. puoi contrattarlo al suo indirizzo di posta g.spaziani@snasa.com)
Andiamo subito ad analizzare questo cartello, composto da tre elementi:
– un primo cartello triangolare, con dei cerchi concentrici e un punto esclamativo.
Forse un modo per richiamare l’attenzione di qualcuno? Non saltiamo subito alle conclusioni: il triangolo, da sempre un simbolo importantissimo, per chi come noi ammette l’evidenza l’esistenza di forme di comunicazioni e simboli diversi da quelli riconosciuti ufficialmente, racchiude al suo interno dei cerchi concentrici. Un occhio allenato scorgerà immediatamente in quei cerchi uno dei punti focali della mitologia maya: il cenote. Come la tradizione mesoamericana ci spiega, esiste un punto di ingresso al regno dei morti, un ingresso ben visibile ad occhio nudo, anzi, parecchi ingressi! Dei pozzi naturali molto molto profondi, chiamati cenotes, al termine dei quali si trova, appunto, l’aldilà. Tenendo questo in considerazione, e pensando al ruolo che hanno i Maya in tutta questa vicenda, il simbolo sul cartello assume una connotazione tutta nuova e di vitale importanza: il lago Brasimeno, proprio come la sua etimologia ci lasciava intendere, non è altro che un passaggio per il regno dei morti. Ma che sia solo questo?
No.
Come vedremo tra poco, confrontando numerosi altri reperti archeologici, il lago Brasimeno è teatro di molto più di un semplice ingresso nell’aldilà. Ma continuiamo nell’analisi del reperto fotografico.
– un secondo cartello, dell’ENEL, che vieta l’uso di natanti a motore
alla luce di quanto visto sopra, è chiaramente un modo per tenere lontani gli impiccioni i non iniziati, coloro che evidentemente non potrebbero mai capire cosa nasconde veramente questo capolavoro dell’ingegneria idraulica che è il Brasimeno. Perché, lo ricordiamo per coloro che non si fossero presi la briga di andare a controllare, il Brasimeno è un lago artificiale.
– un terzo cartello, che parla di “carp fishing”
beh, se nel lago ci sono le carpe, a noi di VoyaCesc non interessa.

Qualora a voi interessasse, questo è un video di carp fishing sul lago Brasimeno.

[N.d.R.d.VC. Ci permettiamo di far notare come il layout di Youtube sia cambiato, segno EVIDENTE che qualcosa di grave sta per accadere].

Abbiamo quindi: un parcheggio vuoto e un cartello misterioso.
A cosa ci porta tutto ciò?

Chiaro. Alla presenza di un segreto al Brasimeno.

Noi del team di Voyacesc siamo andati sul posto, per cercare di carpirne i segreti. Abbiamo così avuto modo di analizzare due importanti indizi che Google Maps ha tentato di insabbiare – una cospirazione, senza dubbio – impedendoci di andare in street view a vedere il Brasimeno. Ai due lati del lago [N.d.R.d.VC. Tenete a mente: un lago artificiale, un lago costruito APPOSTA] [N.d.R.c.l.V. Apposta per cosa?] [N.d.R.d.VC. Apposta per quello che spiegheremo dopo, non è che possiamo spoilerare così, un minimo di saspens, santo cielo!] si trovano due edifici. Il primo è l’Enea. Colpiti dal nome evocativo, abbiamo fatto alcune ricerche al riguardo, e abbiamo scoperto che l’Enea è un centro di ricerche del settore dell’ingegneria sperimentale, ed è coinvolto in attività internazionali sul nucleare, nonché nel progetto 3-i Vella (un progetto FP 6 Euratom, un nome chiaramente criptico e sicuramente in codice); inoltre, come apprendiamo dal sito, “il personale del centro partecipa a spedizioni in Antartide fornendo supporto specialistico nel settore della sicurezza”. Ora, perché dare un nome simile a un centro ricerche? Chi era Enea? Questo lo sappiamo tutti: Enea, il figlio di Troia, il falso Pio, la progenie di Afrodite; come tutti altrettanto ben sappiamo, il luogo di nascita di Afrodite è Cipro. E dal momento che tutto iniziava a quadrare un po’ troppo, noi di VoyaCesc, che non crediamo alle coincidenze, siamo andati anche a Cipro. E precisamente nel sito archeologico neolitico di Choirokoitia. Ecco la foto inviataci dalla nostra corrispondente estera e collaboratrice extraordinaire, la Ragazza con la Valigia:

Se ancora non avete capito il collegamento, mettiamo qui di seguito il dettaglio che ci interessa, comparato con un’altra fotografia.

Ora, tutti siamo a conoscenza del fatto che i cerchi nel grano siano segni lasciati dagli alieni. E vedendo la somiglianza di questo segno lasciato nella pietra, proprio sull’isola in cui nasce Afrodite, madre di Enea, non possiamo negare l’evidenza, e il collegamento con il centro ricerche del Brasimeno non ci è mai sembrato così chiaro. Sfortunatamente per noi, le guardie all’ingresso del centro ci hanno impedito di entrare a dare un’occhiata. È così che ci è stata involontariamente fornita una prova: all’Enea si nasconde qualcosa. E, forse, è proprio il segreto del Brasimeno: entrata nel regno dei morti? O il lago letteralmente nasconde qualcosa, ad esempio, sempre come ci suggerisce l’etimologia del nome, delle salme? Che sia finalmente questa, la prova inconfutabile dell’arrivo dei Nibirini in tempi antichi? E perché ora sarebbero sepolti sul fondo della loro tomba d’acqua? Che magari siano le spoglie di guerrieri di un’antica battaglia, possibilmente quella raccontata dalla storia di Abrasbra? La conclusione alla quale naturalmente si arriva, è che i Nibirini siano giunti sulla Terra e siano soccomb.. soccunti.. soccomsi.. morti in una battaglia. Questa è la teoria della famosa storica del mondo alieno Fabiola Lasucchiata: che Nibiru sia stato teatro di un fatale colpo di stato che ha condotto alla sconfitta di una parte politica e del conseguente esilio sulla Terra, luogo della battaglia per la riconquista del potere. Ahinoi, non ci è dato sapere quale delle due fazioni, quella buona o quella cattiva, sia al momento sepolta in questo enorme santuario liquido, ma quello di cui siamo certi, è che i Nibirini torneranno.

Esattamente sulla riva opposta del lago, infatti, troviamo il secondo edificio. E sul selciato davanti all’edificio, che ancora una volta porta l’iscrizione Enea, i sampietrini formano un disegno, molto simile ai cerchi di grano nella foto, in effetti, con una coppia di tre cerchi concentrici che si intersecano. Di fronte, si stagliano tre pilastri [N.d.R.d.VC. Attenzione, il tre è un altro numero-simbolo di straordinaria rilevanza!], la cui ombra si proietta sull’intersezione. E così finalmente, FINALMENTE CAPIAMO! capiamo cosa sono i cerchi concentrici. Sistemi solari, i cui pianeti ruotano intorno a una stella centrale – ma anche no – con orbite circolari. Due sistemi solari che si intersecano. Arriveranno al punto di incontro.

Ed ecco così che abbiamo svelato, proprio il 21 Dicembre del 2012, il vero segreto dei Maya. Questo giorno magico, il solstizio di inverno, non è altro che il giorno in cui i due sistemi solari iniziano ad intersecarsi; non sappiamo ancora quali sistemi siano, non sappiamo ancora perché e percome si incontreranno, e non sappiamo quali saranno le conseguenze, ma abbiamo delle certezze: che all’interno di uno dei sistemi si trova il pianeta Nibiru, che il processo di avvicinamento, proprio come avevamo previsto, è iniziato oggi, e che il team di VoyaCesc continuerà ad indagare per voi, oltre i confini della conoscenza. È l’inizio di una nuova era.


Responses

  1. E’ assolutamente oltre…..
    Secondo me siete fuori come balconi, ma balconi bellissimi!!!!

  2. io vi dico solo che se lo trasmettete in televisione fate il botto di ascolti.
    (Vi sto scrivendo da una dimensione parallela, nella quale sono finita dopo la drammatica apocalisse, sappiate che qui c’è il wifi e si sta benissimo! Baci xxx)


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