Pubblicato da: cescocesto | 26 febbraio 2013

Pensieri sparsi sui risultati elettorali (Mai ‘na gioia)

Quando distribuivano l’intelligenza,
tu eri in fila per il rimborso dell’IMU.

Sono stupito.
Sono arrabbiato.
Sono deluso.
Sono preoccupato.

Ieri alle tre, dopo i primi maledetti instant poll (cazzo Mentana ma il 2006 non ti ha insegnato nulla? Non è che ribattezzare gli “exit poll” “instant poll” li rende automaticamente affidabili), non avrei mai pensato di trovarmi a scrivere queste righe.
Le mie previsioni della viglia, degne di Giacobbo e del suo “passa uno sciame di meteoriti, ma tranquilli, non ci saranno problemi per nessuno” (segue pioggia di rocce spaziali in Russia, per chi non lo sapesse) erano del tipo “il PD vince agile, ma avrà purtroppo bisogno di Monti perché Grillo rosicchierà qualcosa”.
Bum.
Grillo non ha rosicchiato. Ha banchettato coi voti dei delusi del PD e delle sinistre (Vendola al 3 scarso, il carrozzone Ingroia-Di Pietro-Ferrero nemmeno al 2), e in misura molto minore con quelli dei berlusconiani (che a naso direi essersi riversati sul partito di Monti).
Non sono un politologo, non so cosa si è inceppato nella macchina elettorale del PD.
Non credo sia colpa di Bersani, che personalmente reputo una persona seria, a differenza di molti altri membri del suo partito; non credo nemmeno al “ci fosse stato Renzi..”, perché non sono sicuro che i voti eventualmente guadagnati al centro non sarebbero stati persi a sinistra.
Certo è che il PD dopo le primarie ha gestito la campagna quasi in difesa, come impegnato a non fare promesse elettorali che sapeva di non poter mantenere.
Ma non si può agire così se dall’altra parte hai Berlusconi, il re dello “sparala grossa”, che prometteva rimborsi IMU “coi soldi della Svizzera, oppure con la CDP oppure ve li do io, tanto che vuoi che siano quattro miliardi”. E le vecchie via in massa al CAF per chiedere i moduli del rimborso. E poi via l’IRAP (un’imposta sicuramente ingiusta e mal strutturata, ma che da sola paga un terzo della spesa sanitaria delle regioni), taglio all’IRPEF e più veline per tutti. E giù applausi.
Per non parlare dell’assurda campagna elettorale di Monti. Con lo spin doctor di Obama che in due giorni ha bruciato la sua aurea di serietà e competenza facendolo sperdere tra hastag e retweet, a pubblicare foto di “Empatia per gli amici Empy” (Mario, io sono per i nomi strani ma così mi fai rimpiangere Bobi e Fido) mentre prometteva “ehi, ehi, la tolgo anch’io l’IMU! Vota me! Però aspetta, forse no, boh” e osservava “un presidente donna. Tipo la Bonino. La Bonino? No, sono per un altro mandato a Napolitano!”. Tutto e il contrario di tutto peggio di Silvio.

E questa assurda campagna elettorale ci ha portato a questi risultati, con un PD che prende dieci punti meno di quanto ci si aspettava, Monti che prende praticamente la somma di UDC+FLI e il PDL che fa un rimbalzo che nessuno si aspettava.
Il fatto è che a destra hanno tutti la memoria corta. E Silvio l’ultimo anno se l’è giocato benissimo, scomparendo dalle scene mentre il suo PDL votava tutte le leggi lacrime e sangue dell’esecutivo Monti, IMU compresa, per poi ricomparire sotto Natale, come la cometa di quella famosa storia col bambino che nasce nella mangiatoia, a rimettere insieme i cocci del suo partito e della sua coalizione, portandola a quel 30 percento che è una vittoria, perché lo rende fondamentale negli equilibri del futuro parlamento.

Non mi sono scordato di Grillo.
Grillo del venticinque percento.
Grillo il primo partito del paese.
Grillo del voto di protesta, ma non solo.
Non credo di essere sufficientemente informato per poter parlare di Grillo o cercare di analizzare i famosi “flussi di voti” che l’hanno portato così in alto.
Personalmente, per queste elezioni, ho scelto sulla base di un programma.
Il mio più grosso problema col M5S è il suo programma economico. Sinceramente non me la sono sentita di votare un soggetto politico che propone, ad esempio di non smettere di pagare gli interessi sul debito. Tanti di quei soldi sono nelle casse delle banche dove lavorano tanti italiani, tanti di quei soldi sono nei fondi pensione di quarantenni che non potranno sperare in una vera pensione, tanti di quei soldi sono i risparmi di anziani che con la cedola degli interessi riescono ad avere qualche soldino in più quando la pensione è stata erosa da bollette e affitto.
Credo comunque che sia un bene che Grillo e i suoi siano arrivati in parlamento, ma credo che ora sia il momento di tirarsi su le maniche ed essere responsabili (odio il fatto che per la prossima decade assocerò questo termine a Scilipoti&Co.).
Grillo ha fatto tante, troppe promesse; anche un altro tizio una ventina di anni fa aveva promesso la “rivoluzione liberale”, non dimentichiamolo.
Personalmente, credo che Grillo sapesse benissimo di non poter mantenere la maggioranza di quelle promesse. E non parlo del taglio dei parlamentari o del “parlamento aperto”, parlo di cose tipo il reddito minimo e il referendum sull’euro. Grillo e i suoi non sono al governo solo grazie al porcellum: con un altro sistema elettorale credo che ora sarebbero abbastanza preoccupati perché a quelle promesse dovrebbero dare seguito.
Mi auguro che lo siano lo stesso, preoccupati. Perché, di fatto, il futuro del paese è nelle loro mani.
Le alternative di Bersani, che ha il diritto di provare a formare un governo vista la maggioranza alla Camera, sono infatti due: governo di grossa coalizione col PDL, governo di minoranza con stampella dai grillini.
Prima di cercare un’intesa coi berlusconiani, Bersani proverà a cercare un confronto con Grillo e i suoi, e punti comuni su cui lavorare ce ne sarebbero eccome:
– taglio dei parlamentari e nuova legge elettorale
– legge anticorruzione
– tetto agli stipendi dei manager pubblici
– legge sul conflitto di interessi
per dire solo i primi che mi vengono in mente.
Quello che temo, viste anche le dichiarazioni di Grillo che ho letto stamani (“Non staremo né in maggioranza né all’opposizione”), è che Grillo si chiamerà fuori per “imporre” un governo PD-PDL per poter poi dire “Visto? Sono tutti uguali”.
Il MoVimento è in parlamento. Non ha più una sola faccia barbuta e sbraitante, ma più di centocinquanta facce di uomini e donne, che hanno, di fatto, in mano le sorti del paese.
La borsa è precipitata ieri dopo le prime proiezioni, lo spread sta volando (smettiamo di dire che “non esiste” o “non conta”, sono miliardi di euro spesi per pagare interessi sul debito invece che per il welfare, la scuola, gli aiuti alle imprese), e nessuno sa cosa aspettarsi.
Mi auguro che i grillini sappiano cosa stanno facendo.


Responses

  1. me lo auguro anch’io..

  2. Spero di sì, però hanno, già, avuto il pregio di aver portato in parlamento un sacco di donne ed un sacco di giovani.
    In fondo è già qualcosina…


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