Pubblicato da: cescocesto | 3 giugno 2013

L’annosa questione delle tette di Angelina Jolie (Ciao, mi chiamo Francesco e arrivo dopo la puzza)

Scrivere “domani torno” è facile, rimettersi a scrivere dopo mesi di pausa lo è meno.
Perché non sai di cosa parlare, perché vuoi scrivere qualcosa che attiri l’attenzione (diciamocelo, le visite giornaliere stanno colando a picco. Oggi siamo a -2 ma contiamo di andare in pari entro la mezzanotte), perché vuoi che sia un pezzo non superficiale, perché blablabla.

Anche se qui tecnicamente di tette non ce ne sono.

Tette.
Parliamo di tette.
Tette tette tette.
Le tette sono significative, le tette fanno audience e poi ce ne sono di tante forme, misure e dimensioni che ci si potrebbe scrivere un libro anzi credo che qualcuno già abbia scritto un libro sulle tette aspetta com’è che si chiamava Tettaclopedia o forse Tette, dicevo.
Nello specifico quelle di Angelina Jolie.

[SPOILER: nei prossimi giorni probabilmente parlerò di quelle cose di cui avrei voluto parlare se fossi stato un blogger attivo ma, siccome non lo ero, non ne ho potuto parlare.
Inauguriamo quindi ufficialmente la categoria “Dopo la puzza”]

Per chi nell’ultimo mese avesse vissuto sotto una roccia su Marte all’interno del cratere Elorza privo di connessione wi-fi interstellare, ecco un rapido sunto: a metà Maggio Angelina Jolie ha annunciato che lo scorso Febbraio si è sottoposta a duplice mastectomia profilattica essendo portarice di un gene, il BRCA-1, associato ad un rischio di quasi il 90% di sviluppare un cancro al seno e del 50% di sviluppare un cancro alle ovaie.

Ovviamente sono piovuti da ogni dove commenti alla notizia.
Eliminando quelli luttuosi del tipo “un minuto di silenzio per le tette di Angelina Jolie”, “il mondo non sarà più lo stesso senza le tette di Lara Croft” e via andare, gli altri sono riassumibili in:
– ha fatto bene
– ha fatto male

Di tutti gli articoli e commenti che ho letto mi ha lasciato abbastanza perplesso il videocommento di Michela Marzano (lo ritrovate qui se ve lo siete perso).
In tre minuti scarsi la filosofa del PD saltapicchia da un relativamente sensato “la Jolie racconta di avere un gene difettoso […], ma che cos’è un gene difettoso? Si può veramente arrivare a minimizzare il rischio come lei stessa dice?” ad un più filosofico “siamo oggi di fronte a una vera e propria ideologia […], che si può esercitare un controllo […] sul proprio corpo, sulla propria salute” osservando poi che “il corpo non è un oggetto che posso modificare, cambiare”, per poi concludere con un “di fronte ad ogni dilemma etico […] non c’è una scelta unica, definita, valida per tutte le donne”, degno del miglior Capitan Ovvio.
Capisco la difficoltà della signora Marzano nel commentare su una questione del genere, ma quell’osservazione sull’ideologia del “controllo del proprio corpo e della propria salute” mi sembra fuori luogo, anche considerando che il suo commento si conclude con una frase che dice tutto il contrario.
Da “materialista” quale sono, ritengo che il corpo sia proprio del singolo, e solo suo. Non di Dio, non del compagno/a, non dei genitori o dei figli. Ognuno ha diritto di fare ciò che ritiene giusto col proprio corpo, ovviamente purché questo non leda qualcun altro (per dire: vuoi fare la donna vampiro, buon per te). Questo diritto vale ancora di più se si parla di salute (non metterti a parlare di eutanasia non metterti a parlare di eutanasia non metterti a parlare di eutanasia).
Nello specifico del caso della Jolie, che ha deciso di operarsi avendo visto la madre morire dopo dieci anni di lotta contro un cancro al seno e poi all’ovaio, la cui zia materna e nonna sono morte rispettivamente di cancro al seno e all’ovaio, c’è stata una scelta forte, quella di rinunciare al simbolo per eccellenza della femminilità, nell’intento di salvaguardare sé stessa e i propri figli. Una scelta che molte donne fanno ogni giorno, ma non sotto i riflettori.
La correlazione tra mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 e sviluppo del cancro è nota da anni, ma le attuali conoscenze mediche non hanno dimostrato una differente efficacia tra i due approcci con cui vengono seguite le pazienti con manifesta familiarità per tumori al seno/ovaio/utero (controlli periodici più ravvicinati contro asportazione di seno/ovario o seno/utero), che sono, di fatto, due diverse “filosofie” nella gestione della predisposizione genetica a questi tipi di cancro della donna.
È quindi giusto che si lasci libertà di scelta al singolo, senza inneggiare al “corpo post-umano”, come ho letto in alcuni commenti ad uno degli articoli sulla questione.

Spero che la decisione della Jolie di parlare della sua operazione, oltre ad aprire un costruttivo dibattito sulla questione, possa indurre le donne ad informarsi sulla diagnostica e la prevenzione del tumore al seno, perché in questi casi le armi migliori sono la conoscenza e l’informazione.


Responses

  1. Ci sta. Che torni a scrivere anche se dopo la puzza e, nello specifico, quello che esprimi a proposito del corpo chè mi fa sentire in buona compagnia sul fronte.

    • mi fa piacere🙂 già la questione è complessa dal punto di vista medico/scientifico, non mi sembra il caso di parlare di dilemmi etici quando in realtà è una scelta che dipende esclusivamente dalla sensibilità della persona direttamente coinvolta.

  2. Concordo sulla necessita di approcciare il problema in maniera “laica” e non come ha fatto la Marzano che, nello specifico, non mi è piaciuta per nulla.
    Sicuramente la decisione della Jolie ha poco di pubblicitario (come ho letto) e molto di umano; per una donna rinunciare al seno che è anche fonte di nutrimento non è cosa per nulla facile e se la notizia può servire a mobilitare la discussione anche sull’autonomia della disponibilità del proprio corpo, ben venga
    PS 1 a me, però, la donna vampiro mi fa impressione…
    PS 2 era ora che tornassi!

    • personalmente ho apprezzato moltissimo il comportamento della Jolie. al di là del valore dell’attrice, ha deciso di esporsi per sensibilizzare a proposito di un problema che riguarda moltissime donne, peraltro in un modo secondo me molto delicato e appropriato.

      ps1 sinceramente, fa un po’ impressione anche a me.
      ps 2 era decisamente l’ora😀


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