Inserito da: cescocesto | 9 febbraio 2010

Eluana, un anno dopo

Un anno fa moriva Eluana Englaro.

Dopo diciassette anni di stato vegetativo, il suo desiderio è stato esaudito.
Suo padre, che ha voluto compiere questo lungo percorso “alla luce del sole”, alla fine ha vinto la loro battaglia. Una battaglia affinché i desideri della figlia venissero rispettati fino in fondo.

Una battaglia accompagnata da scontri accesi tra membri dello stesso partito (sia nel PD che nel PdL), da opinioni non richieste di teologi e cardinali (la dignità della vita e blablabla), da cazzate sparate da medici che mentivano spudoratamente sulle condizioni di Eluana (circolò voce che deglutisse autonomamente, quando non era affatto così), da interminabili puntate di Porta a Porta con la Roccella e Marino (la prima che paragonava con tranquillità coma e stato vegetativo come fossero la stessa condizione, il secondo costantemente interrotto dal Vespone Nazionale), dall’allucinante “ma può rimanere incinta” di Berlusconi (che, invitato da Beppino Englaro, non è mai andato a trovare Eluana).

Un anno fa una vicenda strettamente familiare è diventata un caso nazionale, e chi avrebbe dovuto fare un passo indietro ne ha invece fatti dieci in avanti, impicciandosi di affari e sparando giudizi su materie di cui solo i medici specialisti dovrebbero essere autorizzati a parlare.

E oggi, anniversario della morte di Eluana, si torna a parlare della legge sul testamento biologico, da tempo arenata alla Camera (pensare che volevano approvarla per decreto..). La strategia è ben nota: non considerando alimentazione e idratazione forzate dei “trattamenti sanitari” ma semplici “supporti vitali”, si renderà impossibile rifiutarli, scongiurando la possibilità di un nuovo “caso Eluana”. Pare però che Fini e i suoi non siano d’accordo.
E così, di nuovo, ci tocca sperare in un fascista.

Inserito da: cescocesto | 2 febbraio 2010

Ma tutto questo ammore non sarà un po’ eccessivo?

Il mondo è in guerra, il divario tra ricchi e poveri continua ad aumentare, a scuola gli alunni mandano in culo i professori, nei parchi si dà allegramente fuoco ai barboni, su youtube girano video di gente pestata a sangue per puro divertimento.

A sentire queste parole di pessimismo verrebbe da abbattersi, quasi quasi da deprimersi. Ma. C’è un ma. Anzi, c’è un MA!
Come in ogni libro fantasy che si rispetti, in cui il mondo devastato dal caos viene salvato dal portatore di luce, anche il nostro paese sarà salvato dal portatore di Ammore con la A maiscuola.
Perché noi..

Già, noi (noi? chi? i lettori del libro? noi popolo italiano? noi chi?) amiamo Silvio. Avvistato in rapide pubblicità all’ora di pranzo prima su Rete4 e poi anche su Canale5 (facendo inorridire il povero Daniel, a cui credo sia tornato a gola il cibo appena consumato), ora sbarca in edicola.
Correte a comprarlo, prima che vada esaurito. Certo che se come me state a Livorno, dovrete probabilmente girare un bel po’ prima di trovare qualche edicolante che non vi rida in faccia o vi cacci dall’edicola a pedate (forse quell’edicoletta con i calendari del Duce può essere la scelta giusta).

Al di là della pagliacciata in sè e per sè, che si commenta da sola (ma se siete curiosi del contenuto, qua trovate una veloce recensione, che pone l’accento sulla pochezza tecnica dei mezzi con cui Silvio è stato fotoscioppato), forse è il caso di cominciare a farci due o tre domandine.
E cominciare a preoccuparci.
Sentire la leader di Silvio ci manchi, probabile candidata PdL nelle liste delle regionali del Lazio, dire a Gad Lerner ieri sera “Io stimo il mio presidente, ma non solo: non mi vergogno di dire che io gli voglio bene!” (o qualcosa del genere, ero scosso dai conati e questo più o meno è ciò che ricordo) in un normale paese democratico farebbe sorridere.
Ma noi non siamo un normale paese democratico, siamo l’Italia.
L’Italia di Berlusconi.
L’Italia del Partitodell’ammore.

Da quando la politica è amore contro odio? Da quando il confronto politico è uno scontro tra angeli e demoni? Da quando chi non è d’accordo con una parte politica è un malvagio, invidioso, rancoroso (per non dire che è uno sporco comunista che mangia bambini a pranzo e cena)? Per non parlare del fatto che il cosiddetto “Partito dell’Amore” è alleato alla Lega, il partito della non-tolleranza, che caccia via dall’Italia dei poveri disperati fuggiti dalla miseria e dalla guerra e vuole relegare i figli di immigrati in classi-ghetto.

L’amore, quello vero, dovrebbe essere una cosa intima, sussurrata sottovoce all’orecchio se non detta solo con uno sguardo o un gesto. Non un qualcosa di urlato, che “o ce l’hai o non ce l’hai”.
Ma probabilmente il fatto che il leader del Partitodell’ammore sia anche il proprietario di Canale5, che ospita il Grande Fratello dove perfetti sconosciuti si gridano “amore mio ti amo” piangendo da occhi, naso e orecchie, parla da solo.

E allora, piuttosto, ridateci Cicciolina, Moana Pozzi e il Partito dell’Amore, e tenetevi ’sto scempio del Partitodell’Ammore.

Altro che triangolo delle Bermude.

Ve lo do io un vero triangolo mortale:
1) una stronzissima afta nella guancia sinistra [wikipedia: viene definita afta una doloros(issim)a ulcera all'interno della cavità orale causata da rottura della mucosa]
2) un malefico dente del giudizio [ma che giudizio e giudizio! dente del dolore, della sofferenza, dell'agonia] che si appresta a farmi esplodere una gengiva
3) un infame e atroce mal di testa che dal centro della fronte si irradia a tuuuuuutta la testa

Non posso mangiare, bere, lavarmi i denti, deglutire!

In attesa che almeno il mal di testa (che nemmeno la coalizione nimesulide-acidoacetilsalicico riesce a sconfiggere) passi e il cervello mi si riattivi per poter finalmente scrivere la seconda puntata di VoyaCesc – Oltre i confini della conoscenza, ho partorito l’idea di fare un sondaggio a tema!

Quindi, squillino i tamburi e rullino le trombe mentre vi annuncio che: questo misterioso oggetto è arrivato in casa mia a Natale, rigorosamente impacchettato, destinato a mia mamma.

pesce misterioso

Quando le ho chiesto cos’era e a cosa servisse, mi ha detto che c’era un cartellino attaccato, che invece -ovviamente- era sparito.
Ho trascorso alcuni giorni e mi sono bruciato svariate celluline grige cercando di capire la funzione del misterioso oggetto, e quando poi ho ritrovato il cartellino (pare che oggetti del genere viaggino accompagnati da cartellini, affinché il destinatario del regalo non li utlizzi a scopi impropri), ho realizzato che non c’avevo capito nulla.

Vediamo se siete più bravi di me: rispondete al sondaggio quà sotto scegliendo tra le risposte a disposizione qual è secondo voi la funzione del misterioso oggetto in foto.
Ovviamente, VoyaCesc rifugge le banalità, per cui avrete la possibilità di dare due risposte: prima scegliete qual è secondo voi la funzione dell’oggetto nel mondo dell’ovvio e dello scontato (risposte 1,3,5,7), e poi scegliete tra le altre possibili soluzioni (risposte 2,4,6,8) quale potrebbe essere invece la sua funzione segreta, visibile solo ai veri esploratori della conoscenza. Se nessuna delle risposte vi convince, scegliete “altro” (risposta 9) e suggerite la funzione dell’oggetto nei commenti.
La soluzione più votata sarà incorporata nella nuova puntata di VoyaCesc.

Inserito da: cescocesto | 26 gennaio 2010

Gli orrori in arrivo da Sanremo direttamente nelle vostre case


Gennaio è già agli sgoccioli, e Febbraio ormai è alle porte.

E come di consueto, Febbraio si porta dietro, oltre al mio compleanno.. il Festival di Sanremo!
Non vedete l’ora eh? Ammettetelo, state già ricaricando i cellulari per poter votare il vostro preferito nella lunghissima maratona canora di ben cinque (cinque!) giorni, dal 16 al 20 Febbraio.
Tra i giganti della musica in gara quest’anno spiccano i nomi di cantanti gggiovani (leggi: sconosciuti a chi ha più di diciassette anni) come l’occhialutissima e adenoidica Arisa (al secolo Rosalba Pippa, per chi non lo sapesse), la misconosciuta Irene Fornaciari (figliola di Zucchero, al secolo Saccarina Fornaciari) e i Sonohra (un duo che sprizza talento ed arte da ogni ciuffo ossigenato), ma non mancano i nomi di cantanti meno gggiovani (leggi: tirati fuori dall’armadio un mesetto fa per fargli prendere aria senza però riuscire ad eliminare quell’antipatico olezzo di naftalina), come Toto Cotugno e Nino D’Angelo.
A questi nomi si aggiungono come guest star i capelli cotonati di Morgan, quelli rosso fuoco di Noemi ed il cesto esplosivo di Simone Cristicchi. La lista si completa con una spolverata di ex concorrenti di Amicici e X-Factor, oltre a due chicche eccezionali: il custode della saggezza popolare e sparatore di luoghi comuni Povia e il trio dell’Ave Maria formato da Pupo, Luca Canonici (?) e.. udite udite.. Emanuele Filiberto!

Il primo, dopo averci spiegato l’anno scorso che si diventa gay se si hanno una mamma oppressiva e un padre assente, ci diletterà quest’anno, pare, con una canzone sull’eutanasia, dall’enigmatico titolo La verità, ispirata pare alla vicenda di Eluana Englaro. Non ho ben capito ancora quale sia la sua posizione in merito, fattostà che come sempre il buon Povia riesce a farsi una grossa pubblicità un mese prima dell’inizio della maratona canterina.
E i secondi? Oh, i secondi sì che sono una chicca. Prendi un tenore, un cantante famoso una ventina di anni fa per hit indimenticabili come Gelato al cioccolato e Su di noi e un principe esiliato dall’Italia per più di trent’anni, trita finemente, aggiungi un filo d’olio e mescola a fuoco basso aggiungendo un po’ di pepe ed ecco il trio dell’Ave Maria, che ci diletterà con una canzone.. sull’Italia!
Pare che il testo di Italia amore mio l’abbia scritto Ema Filibs dopo aver visto un telegiornale e aver pensato: “Ma questa gente non ama il suo paese, checcribbio?”. Poi l’ha fatto leggere a Pupo e lui si è quasi messo a piangere (di gioia?). Da lì a Sanremo il passo è stato breve. (era meglio probabilmente se quella sera il principino si guardava il Grande Fratello, a ’sto punto)

Ora che sapete che serate intense e piene di arte vi aspettano tra poco meno di un mese, vi vedo già al calendario a cominciare il conto alla rovescia per questa entusiasmante, fantasmagorica, principesca, sessantesima edizione del Festival della Canzone Italiana.

(eventuali lettori che percepiscano eventuali toni sarcastici sono TOTALMENTE fuori strada)

Inserito da: cescocesto | 22 gennaio 2010

I canetti in subbuglio, è arrivata l’adolescenza

Ormai l’uomo si è evoluto talmente tanto dalla scimmia che era che spesso ci dimentichiamo quanto siano importanti cose come gli odori e gli ormoni.

Per ricordarci quanto siano importanti gli odori basta uscire per una mezzora con i due facoceri che rispondono al nome di Bianca e Biagio (se vi sfugge chi sono, date una ripassata qui).

Una girata dell’isolato buio alle due di notte per me è una girata dell’isolato buio alle due di notte, con l’ipod nelle orecchie e le mani surgelate.
Per loro è una caccia all’odore di respiro epico, dall’albero del Viale Italia alla ruota della macchina parcheggiata storta in Via Toti, a cui si aggiunge la ricerca del posto migliore dove far pipì: per Biagio qualsiasi albero, cespuglio o ciuffo d’erba, muro, muretto o mattone, macchina, ruota o parafango, per Bianca invece qualche angolino riparato dove -da vera donna- poter avere la sua intimità. Ma non solo: è anche una sfida tra fratelli, a chi trova l’odorino più interessante (sia maiiii! che si fermino allo stesso cespuglietto, no: uno va a destra e l’altra a sinistra, e il sottoscritto apre le braccia come crocifisso cercando invano di farne tornare indietro almeno uno dei due), a chi corre più veloce (Bianca), a chi trova inspiegabilmente pezzi di cibo in prossimità del nulla (Bianca) e a chi riesce a legarsi col proprio guinzaglio (Biagio).
Certo, la ricerca degli odorini nascosti è un’ardua e complessa impresa, con i suoi rischi: tipo dare una testata ad un palo perché non l’hai visto essendo troppo concentrata a seguire una pista (Bianca) o arrotolare il tuo stesso guinzaglio intorno ad un albero perché per seguire un odore particolarmente interessante hai fatto il giro intorno al tronco dell’albero stesso (Biagio), ma permette ai cani di figurarsi il mondo in un modo che noi non potremo mai percepire. Insomma, c’è tutto un mondo di odori là fuori, che ci rimane precluso.
Ed è per questo che nella mia vita futura, dopo che sarò stato un’aquila e poi un gattone d’appartamento di una vecchia signora che mi vizierà e mi amerà come il figlio che non ha mai avuto, voglio essere un cane. Oddio, non un cane piccolo e nevrotico che si svuota i polmoni a furia di abbaiare, ma piuttosto un elegante pastore tedesco o un San Bernardo bello ciccioso.

Per constatare gli effetti degli ormoni basterebbe guardare un branco di imberbi adolescenti maschi morir dietro ad una coetanea che invece ha già tutto al punto giusto (nessuno mi ha ancora spiegato qual è il senso evolutivo della disparità nella tempistica di sviluppo tra maschi e femmine: fa solo sì che i poveri maschi debbano vedersi strappare dalle mani le coetanee da un branco di maschi più grossi, pelosi e barbuti), oppure, ancora, i due facoceri.
Devo anche aggiungere che i due ingigantiscono, gli effetti degli ormoni, decisamente. Ed è più che mai evidente ora che sono entrati a pieno nell’adolescenza canina.
Biagio è diventato il classico adolescente ingrifato, che si gira dietro ad ogni femmina che gli passa a tiro, e ha cominciato a delimitare il suo territorio (leggi: se prima faceva pipì una volta per passeggiata, ora la fa dieci volte ogni cinquanta metri) e Bianca è diventata invece la giovane e affascinante canetta dietro alla quale corrono tutti i maschi del quartiere. A tutto questo si aggiunge il fatto che, in barba alla loro consanguineità, sono.. “molto affettuosi” l’uno con l’altra.
Quindi da adesso in poi i due aspiranti amanti incestuosi saranno sorvegliati a vista e portati fuori alle due di notte, che non voglio mica che Bianca sia bersaglio di molestie sessuali come Elizabeth Taylor.

(non bisognerebbe aggiornare il blog se non si hanno idee. la prossima volta scriverò della patatina fritta perfetta)

Inserito da: cescocesto | 18 gennaio 2010

Meno male che Rutelli c’è

L’istituzione del matrimonio in Italia è in crisi, diciamolo.
Ormai il rapporto tra coppie sposate e conviventi è quasi di 1:1, con il trend di matrimoni in costante discesa e quello delle nuove convivenze in costante ascesa.
Che fare allora, per salvare l’istituzione del matrimonio?
Ci pensa Francesco “la rana salterina” Rutelli che, non contento di aver sposato la moglie sia col rito civile che religioso, le propone una fuga a Las Vegas per un terzo matrimonio.
In questo modo, avrà pensato, compensiamo tre convivenze tra fornicatori e risistemiamo un po’ i rapporti (tra convinvenze e matrimoni, non quelli sessuali con la moglie, maliziosi).
Che uomo, che statista, che genio.

Forse allora è sempre per una questione di rapporti e proporzioni che si è scisso dal PD fondando l’API – Alleanzaperl’Italia (o Alleanza Ics l’Italia, come recita il logo dello pseudo-partito). Avrà giustamente pensato: a sinistra si scindono un giorno sì e l’altro pure, peggio dei batteri in coltura, bisognerà pur compensare anche al centro!
E quindi ecco Alleanza Ics L’Italia, partito pseudocentrista mancinoide che guarda all’UDC, fondato insieme a Bruno Tabacci, omologo di Rutelli nell’UDC che aveva abbandonato il partito alla vigilia delle elezioni del 2008 per fondare La Rosa Bianca (pochi giorni dopo riassorbita nell’UDC stessa), un partito che contra tra le sue fila ex-PD, ex-IdV, ex-UDC, ex-PLI e ex-PRI.

L’Italia si conferma il paese del trasformismo, simboleggiato da un uomo che ha militato dapprima nei Radicali, poi nei Verdi (attualmente dispersi), poi ha fondato la Margherita e ora è il leader delle api operaie nonché lecchino numero uno di Sua Santissima Santità Paparazzinghe.
Un uomo che è pure stupido, perché -temo per lui- si illude di arrivare alla quota di voti che aveva la Margherita.
Dovrebbe invece imparare dalla Binetti, che dal suo comodo seggiolino al Senato tuona e sbraita contro il PD, ma continua a rimanerci dentro. Doveva andarsene se proponevano la norma anti-omofobia, doveva andarsene se vinceva Bersani, doveva andarsene se a Roma candidavano la Bonino, eppure è sempre lì, seduta e con la coscia avvolta dal cilicio.

In attesa di sapere come andranno a finire queste storielle all’italiana, vogliamo le foto delle nozze!

Inserito da: cescocesto | 15 gennaio 2010

La custode di mia sorella

Ho finito di leggerlo giusto ieri sera.

Sapevo della sua esistenza solo perché avevo visto il trailer del film tratto dal libro, film che ovviamente per questioni di tempo (e anche perché è rimasto in sala tipo una settimana) non sono riuscito ad andare a vedere.
Ricordavo che aveva suscitato polemiche: era stato vietato ai minori di quattordici anni e Giuliano Ferrara non voleva nemmeno che fosse distribuito; così, quando l’ho trovato in libreria mi è venuta la curiosità e l’ho preso. Sapevo solo che parlava di questa ragazzina, nata grazie alla fecondazione assistita in modo che fosse totalmente compatibile con la sorella malata di una grave forma di leucemia, che chiede l’emancipazione medica dai genitori perché non vuole più essere usata come fonte di parti di ricambio per la sorella maggiore.

Il libro: è un libro corale, in cui alla voce di Anna, la protagonista, si aggiungono quelle di Sara, sua madre, Brian, suo padre, e Jesse, suo fratello.
Ogni personaggio dà voce al suo punto di vista, e tutti insieme raccontano della crisi della loro famiglia, unita attorno a Kate, la sorella malata, ma ormai frammentata nella vita di tutti i giorni, perché la malattia ha portato via la complicità ai genitori, e fa sentire i figli sani invisibili ai loro occhi.
A queste voci si uniscono quella di Campbell Alexander, l’avvocato di Anna, che custodisce un segreto che gli permette di capire come si sente la ragazza, e quella di Julia Romano, nominata tutore ad litem e in conflitto con l’avvocato, di cui era innamorata alle superiori.
Il racconto scorre veloce e non pesante grazie all’alternanza dei punti di vista e alla presenza di alcuni flashback che raccontano la storia della malattia di Kate, dando anche alcuni importanti punti di reflessione, per arrivare ad un finale che riserva non uno, ma ben due colpi di scena (che il sottoscritto si è rovinato perché ho l’abitudine di leggere sempre le ultime righe dell’ultima pagina), e strappa facilmente più di una lacrima.

Il film: l’ho visto a caldo appena finito di leggere il libro, quindi il confronto era inevitabile (e personalmente sono dell’idea che in novantanove casi su cento i film tratti dai libri deludano, semplicemente perché non corrispondono all’idea che noi stessi ci eravamo fatti di “come sarebbe dovuto uscire fuori” il film stesso).
Carino, non mi sento di aggiungere altro.
Pigia molto sul tasto CRY, ma con me non ha funzionato. In generale tende a rimanere accanto ai personaggi (nonostante siano tutti narratori della vicenda), mentre il libro ti portava dentro la loro mente, e scivola un po’ troppo via, forse anche a causa di alcune modifiche nella trama e allo svuotamento di personaggi nel libro molto più importanti come Anna e Jesse.

Il libro è decisamente consigliato.

Inserito da: cescocesto | 12 gennaio 2010

Silvio I e le Grandi Riforme

(Fonte: Riccardo Marassi, Linus. Qui la versione integrale non rimaneggiata dal sottoscritto)

Riforma della Giustizia: la riforma, improntata allo sradicamento dell’odio immotivato dei magistrati rossi nei confronti delle istituzioni, prevede la separazione delle carriere di giudici e magistrati, l’assoluzione in automatico in secondo grado e la possibilità di scontare l’eventuale condanna in un residence a cinque stelle in Costa Smeralda.
Inoltre, per aumentare l’efficienza del sistema giudiziario, vi saranno tagli drastici alla durata dei processi: dai dieci ai quindici minuti al massimo.

Riforma dell’istruzione: l’obiettivo della riforma è eliminare l’ispirazione cattocomunista dai nostri programmi scolastici.
Dai programmi di Storia verranno quindi stralciati tutti quegli avvenimenti che incitano all’odio e dei quali non esiste un preciso riscontro storico, come la Rivoluzione francesce, quella russa, la strage degli Ugonotti e l’Olocausto.
Verranno inoltre eliminate quelle materie tanto odiate dai giovani come Greco e Matematica, puntando invece su materie più moderne e capaci di preparare i ragazzi ad affrontare le sfide economiche del futuro: quindi Inglese, Informatica e Impresa, ma anche Shopping, Palinsesti tv, Fashion (per le ragazze) a Ars Amatoria (per i ragazzi).

Riforma dell’informazione: il clima di scontro verbale e di istigazione alla violenza di certi programmi televisivi ha ormai raggiunto il livello di guardia e contribuisce alla contrapposizione tra la cultura dell’amore e quella dell’odio, di cui è poratrice la sinistra italiana.
Per questo, nella riforma sarà contenuta una norma che abroga la presenza, durante le trasmissioni televisive, di persone con idee diverse; sarà inoltre istituita un’apposita commissione per valutare preventivamente le opinioni dei partecipanti ai dibattiti.
Infine, venendo incontro alle richieste degli ecologisti e nel tentativo di impegnarsi al massimo sugli accordi di Kyoto, si combatterà la distruzione delle foreste eliminando completamente i giornali cartacei che saranno quindi banditi per legge.

Riforma del Codice Stradale: il vecchio Codice della Strada, di evidente ispirazione marxista, si accanisce nei confronti dei proprietari di macchine di lusso o molto potenti, penalizzandole nella circolazione urbana. Il principio ispiratore del Nuovo Codice della Strada sarà il buonsenso: se i Suv hanno delle ruote così grandi ci sarà un motivo, no? E allora a questi sarà concesso di parcheggiare sui marciapiedi o sulle panchine. Mentre resterà il divieto per le utilitarie, che con il loro profilo basso graffiano i bordi degli scalini nel goffo tentativo di salirci su.
L’utilizzo del casco tornerà facoltativo, ma non per le donne brutte. Sarà invece fatto divieto di usarlo alle donne musulmane, che potrebbero utilizzare tale stumento per reintrodurre surrettiziamente il velo o, peggio, il burqa.

Riforma costituzionale: la riforma attribuirà al Presidente della Repubblica, eletto dal popolo, il compito di formare il governo. Il Presidene rimarrà in carica per venti anni.
Il sistema elettorale sarà sproporzionale e, superando il principio delle quote rosa, il diritto di voto sarà appannaggio esclusivo della componente femminile del paese, purché di aspetto gradevole.
Il numero dei partiti sarà limitato al massimo e per continuare sulla strada del bipartitismo ma volendo anche abbattere la cultura dell’odio e della contrapposizione esasperata (alimentata e fomentata dalla sinistra), i due grandi partiti nazionali apparterranno alla stessa coalizione.

Meno male che Linus c’è.

Inserito da: cescocesto | 9 gennaio 2010

Book-Crossing e oltre

Quest’anno niente buoni propositi che non rispetterò.
Solo uno, che faccio tutti gli anni:
leggere di più.

E a proposito di leggere, mamma si è fissata da qualche tempo col bookcrossing, o come lo chiama lei, forte dei suoi assolutamente inesistenti anni di studio d’inglese, crossbooking o bookingcrossing.
Per chi non lo sapesse, la filosofia alla base del bookcrossing, nato intorno ai primi anni del 2000, è “rilasciare libri nell’ambiente naturale, compreso quello urbano, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone”. L’idea di per sè é terribilmente affascinante: liberare un libro (non abbandonarlo, sia chiaro) che abbiamo amato cosicché altri ne possano godere. E, in aggiunta, è possibile lasciare nel libro un piccolo segno di noi: una dedica, una citazione, una foto, qualunque cosa che narri anche in minima parte la nostra storia, oltre a quella del libro. L’unico “obbligo” è quello di registrare sul sito ufficiale il libro prima di liberarlo: in questo modo sarà possibile seguire i suoi passi.
Ovviamente, è anche possibile istituire delle “BookCrossing Zones” all’interno di bar, negozi, sale d’attese di ospedali e ambulatori: piccole librerie o tavolinetti dove si possono prendere o liberare libri. Mamma vorrebbe realizzare proprio una cosa del genere nella sala d’attesa dell’ambulatorio, e mi ha coinvolto nel progetto.
Tra domani e lunedì mi informerò su come fare, e vediamo che ne uscirà fuori.

Un’iniziativa simile ma con un diverso spirito la sta conducendo la signora Franca, che gestisce il sito Librinprestito. La signora ha un’ampia collezione di libri, alcuni suoi e alcuni donati, che mette a dispozione di chi li chiede, a due condizioni:
1) che vengano restituiti dopo un mese e mezzo (prorogabile su richiesta).
2) che il libro, tornando nelle sue mani, le racconti del tempo passato nelle tue.
Tutto ciò pagando 1,68 euri di spese postali.
I libri tornano così indietro sottolineati, disegnati, con piccole poesie o osservazioni agli angoli delle pagine o in copertina, con dei regalini, lettere, oggetti vari dalle bustine da tè ai biglietti dell’autobus, perfino con allegate le recensioni del lettore. Per capirci, questa è la gallery fotografica dei libri più vissuti.
Che altro dire se non che lunedì sarò già alle Poste a pagare il bollettino?

Inserito da: cescocesto | 31 dicembre 2009

Noemi Letizia popolerà i miei sogni stanotte

L’una e mezzo di notte, mi preparo per andare a letto. Tiro fuori il pigiama, recupero gli occhiali dal pinguino portaocchiali, scelgo un libro da leggere tra i tanti che affollano il mio comodino (una pila in costante aumento che non riesco proprio ad erodere!).
Vado alla scrivania per spegnere il pc, ma prima decido (leggi: ho la malsana idea) di guardare se c’è qualche ultima ora sul sito di Repubblica.
Non l’avessi mai fatto. Mi sono imbattuto in..

Noemi Letizia versione cantante.
(attimo di silenzio imbarazzato e preoccupato, in cui mi chiedo anche se, visto il look alla Barbie, avremo presto anche Noemi Letizia versione pattinatrice sul ghiaccio che se le pigi una chiappa ti spara un triplo axel che la Kostner se li sogna, Noemi Letizia studentessa raccomandata con vera lettera firmata da Papi e Noemi Letizia versione discoteca, con i capelli color viola acceso e il cubo compreso nella confezione)
Avevo letto qualcosa in merito sul giornale dei giorni scorsi, ma non pensavo girasse già un video con la performance.
Ebbene, esiste, ed è qui.

Pigiate pure play, ma a vostro rischio e pericolo.

Penso che me lo sognerò stanotte, soprattutto il ritornello:
ai don uon è lot for crisma..
deri giast uan ting a niid..
ai don cher abau de presen..
auderni de crisma tri..
ai giasuoniu for mai oun..
mor den iu culd ever nou..
meic mi uift cam tru..
all ai uon for crisma is iuuu!

Come abbia tirato fuori tutto ciò da:
I don’t want a lot for Christmas / There’s just one thing I need
I don’t care about the presents / Underneath the Christmas tree
I just want you for my own / More than you could ever know
Make my wish come true / I all i want for Christmas is you

va chiesto al suo insegnante di inglese. (sì, prende pure lezioni! presto in arrivo Noemi Letizia versione insegnante d’inglese, con microfono incorporato per rilevare la tua pronuncia e insegnarti quella corretta!)

Se proprio volete sentirlo, allora vi consiglio di ascoltarlo tutto. All’inizio è straziante, ma poi migliora perché la ragazza abbandona la (fallimentare) ricerca di una corretta pronuncia inglese e si lancia nel maccheronic inglish tipico del karaoke.

Con questo orrore, vi lascio e ci vediamo nel 2010.
Ovviamente, tanti auguri a tutti! Piano con i botti e via con lo spumante.

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